Godzilla

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Un film di Gareth Edwards. Con Aaron Taylor-Johnson, Ken Watanabe, Elizabeth Olsen, Juliette Binoche, Sally Hawkins. Sceneggiatura: Mark Borenstein, Dave Callaham. Genere: Azione. Durata: 123 min. Paese: USA, 2014. Rating: 14+ Data di uscita: 15 maggio 2014.

Giappone, 1999. Joe e Sandra Brody lavorano insieme in una centrale nucleare, ma un misterioso incidente determina la morte di Sandra. Esattamente quindici anni dopo, Joe, nel tentativo di scoprire l’origine del disastro che ha sterminato la sua famiglia, si imbatte in una inquietante e terribile verità, che finirà per  mettere a rischio la vita degli abitanti del pianeta…

“L’arroganza dell’uomo è pensare che la natura sia sotto il nostro controllo … e non il contrario.”
Probabilmente è questa la frase che meglio racchiude il senso di un film come Godzilla, il nuovo reboot cinematografico sul celebre mostro giapponese in uscita nelle sale italiane il 15 maggio.
Perché Godzilla non è semplicemente l’ennesima pellicola dedicata al celebre kaiju della cinematografia nipponica ormai facente parte a pieno della cultura mondiale. Né tantomeno può essere considerato semplicemente come un film d’azione e di fantascienza, sebbene ne abbia tutte le caratteristiche tecniche, regalando allo spettatore un piccolo capolavoro di computer graphics e raggiungendo delle vette di perfezione che si possono già ammirare nel trailer – spettacolare, non trovate? – del film.
Il nuovo Godzilla di Gareth Edwards è molto, molto di più.
È una acuta e attenta riflessione sui limiti del genere umano e sul suo rapporto con la natura: fino a dove, sembra chiedere il film ai suoi spettatori, può spingersi l’uomo nel suo desiderio di progresso tecnologico, incurante di rischi e conseguenze sull’ambiente che ci circonda?

Godzilla, infatti, non è un mostro brutale, una sorta di dinosauro imbizzarrito che distrugge tutto ciò che incontra. E’ una diretta conseguenza di un utilizzo della scienza in modo scellerato, che sacrifica tutto, anche la vita umana, sull’altare del progresso scientifico.  Il personaggio immaginario, così come partorito dai suoi creatori, è una creatura fortemente simbolica, che porta l’equilibrio in un mondo che sembra ormai aver perso la bussola, una sorta di moderno “Diluvio” che cerca di riportare gli uomini sulla retta via.

Sullo sfondo della storia rimane, costante, la paura di un disastro nucleare che, sentito con forza con gli ideatori nipponici di Godzilla nel dopoguerra, torna in tutta la sua attualità dopo l’incidente di Fukushima e porta, ancora una volta, a ripensare al rapporto dell’uomo con le fonti di energia e la natura. Il mostro, infatti, è il risultato di sperimentazioni nucleari americane in alcune isole del Pacifico: sono proprio le radiazioni a trasformare quell’animale innocuo una creatura gigante e mostruosa.
Godzilla viene ritratto nei minimi dettagli, con una accuratezza e una maestria da togliere il fiato, che risulta amplificata notevolmente se si sceglie di vedere il film in 3D: la terza dimensione, infatti, non fa altro che mettere in risalto la cura con cui il mostro è stato ricreato, ed enfatizzare il contrasto con la piccolezza insignificante degli esseri umani che gli vengono ritratti accanto.

Le musiche poi, che portano la firma che candidato all’Oscar Alexandre Desplat, contribuiscono a creare quell’atmosfera mista tra tensione ed emozione che serpeggia lungo tutta la durata del film.
Ad aggiungere il tocco finale ad un quadro già perfetto è il cast stellare, da Aaron Taylor-Johnson ad Elizabeth Olsen, da Ken Watanabe a Juliette Binoche: tutti loro ci regalano delle perfomance del tutto fuori dal comune, che impreziosiscono il film con la freschezza e la spontaneità delle emozioni che solo gli esseri umani riescono a conferire alle pellicole, anche a quelle piene di effetti speciali.

Dal 15 maggio, quindi, tutti al cinema!
Amanti di pop-corn, cultori di film di fantascienza, appassionati di temi filosofici, cinefili accaniti… Godzilla non deluderà nessuno: andate a vedere il film e poi, non lo dimenticate, tornate a raccontarci le vostre emozioni!

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Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.