Gran Torino

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Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Bee Vang, Ahney Her, Christopher Carley, Austin Douglas Smith. Azione, durata 116 min. – USA 2008.

Walt Kowalski, un veterano della guerra di Corea con un carattere ruvido e un pessimo rapporto con i figli ormai grandi e lontani, resta solo dopo la morte dell’adorata moglie Dorothy. Rifiuta le profferte di amicizia del giovane prete a cui lo aveva affidato la moglie in punto di morte, ma viene suo malgrado coinvolto nelle disavventure dei vicini di casa coreani quando il giovane Thao viene costretto da una gang di quartiere a tentare di rubare la Gran Torino 1972 a cui Walt è maniacalmente attaccato. La sua prima reazione è quella di prendersela violentemente con il ragazzo, ma poi Walt si trova inaspettatamente a difendere la sorella di Thao, Sue, e si guadagna così la stima di tutti gli asiatici del quartiere. È l’inizio di un coinvolgimento sempre più profondo in cui Walt vedrà messa in discussione tutta la sua visione del mondo.

Non vedevo un film così bello da tempo. Un film che ti porta da qualche parte, che ti fa fare esperienza di qualcosa, che ti dà cibo solido da masticare e assaporare. Paternità, perdono, vendetta, razzismo, Dio… sono gli ingredienti di un film davvero imperdibile, nonostante qualche critico con la coscienza sporca lo abbia tacciato di buonismo. Il pubblico però no e gli incassi lo dimostrano. Tutto merito della scrittura della sceneggiatura e della interpretazione, che entra di pancia, non con la testa, in realtà molto delicate e difficili da rappresentare senza cadere nel luogo comune.

Ci sono personaggi che mettono d’accordo tutti, anche se sono antipatici.
Il protagonista di questo film è tra questi. Un personaggio che ti costringe a guardare in faccia gli inguaribili difetti che ognuno di noi ha. Quella oscura capacità, che è dentro ciascuno, di fare il male (o di pensare di ottenere un bene attraverso il male) o di non riuscire a fare il bene. Sì perché non basta non fare il male nella vita, nella vita occorre fare il bene per essere felici. Ma proprio quando provi a fare il bene si svela il lato oscuro, incastrato da qualche parte nel cuore: egoismo, pigrizia, invidia, gelosia, dominio, disprezzo… Ma ammettere di essere così ci fa male e così fingiamo di essere “sani”, di non avere bisogno di perdono. Fin qui molti film si potrebbero citare insieme a questo.
Ma questo film va oltre.

Ci regala sotto forma di personaggio l’evidenza che da questo male da cui da soli non si guarisce, sono solo la grazia e l’amore che possono liberarci. Un dono gratuito, che si riceve solo se lo si desidera, costi quel che costi.

 

Giovane scrittore, sceneggiatore e insegnante di lettere al liceo, disperatamente innamorato della vita e della realtà che lo circonda.