Granelli di sabbia: gli italiani al voto

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Il 4 marzo ci saranno le elezioni, non facciamoci togliere il desiderio e la voglia di votare

Mancano appena 8 giorni alle prossime elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica italiana, che si terranno domenica 4 marzo, dalle 7.00 alle 23.00. Fino ad oggi, la campagna elettorale non è certo stata esaltante, con continui colpi bassi e accuse reciproche tra i partiti, con piccoli e grandi scandali. Dopo quasi un mese di spot e interviste, non è ancora chiara l’idea d’Italia portata avanti dai vari schieramenti. I programmi presentati dai partiti sono spesso stati accusati di essere sensazionalistici e irrealizzabili dal punto di vista economico. Di fatto, aleggia il dubbio che il voto possa ridursi ad una semplice questione di ‘tifo calcistico’ per questa o per quella squadra.

Nel frattempo, emergono i segnali di una lacerazione interna al nostro paese. I terribili fatti di Macerata e le violenze che li hanno seguiti  – tanto all’estrema destra quanto all’estrema sinistra – hanno riportato all’ordine del giorno lo spettro del Fascismo e con esso l’idea di una politica aggressiva, pronta ad approfittare della rabbia latente in tutti gli strati della società. Una rabbia alimentata dalla paura. Paura per un lavoro e un futuro incerto, paura per una pensione che potrebbe non arrivare, paura, soprattutto, del diverso, di quella marea umana che ogni giorno si riversa sulle nostre coste.

In questa campagna elettorale paura, rabbia e violenza finiscono per essere sempre strumentalizzate. Le «fake news», come tanto amiamo chiamarle, sono un pericolo reale e tangibile, presente soprattutto nei social. Mai come in queste settimane il nostro senso critico è stato messo alla prova. Mai come in queste settimane è fondamentale non fermarsi alla superficie, andare in profondità, controllare i dati e le fonti, non fidarsi. Ed ecco che improvvisamente si palesa il problema.

Non vogliamo e non possiamo fidarci di niente e di nessuno. Non possiamo fidarci delle notizie che leggiamo nei giornali, non possiamo fidarci dei post che condividono i nostri amici su Facebook, non possiamo fidarci dei politici che ci promettono un benessere sensazionale, non possiamo fidarci del nostro vicino nella metropolitana che porta uno zaino troppo grande e sospetto, non possiamo fidarci di camminare la sera per strada quando sfilano i cortei antifascisti, non possiamo fidarci del migrante che è appena sbarcato in Sicilia e chiede asilo nel nostro paese, non possiamo fidarci di quello Stato che spesso chiamiamo «assente», non possiamo fidarci dei nostri vicini di casa musulmani, non possiamo fidarci del prete che ha fatto un apprezzamento su nostra figlia, non possiamo fidarci dell’Europa, non possiamo fidarci di (continuate voi).

Abbiamo perso – o forse sarebbe corretto dire ci hanno fatto perdere – la fiducia in tutto. «Post-verità», così l’aveva chiamata Oxford qualche anno fa. In altre parole: vale tutto e il contrario di tutto. Non importano le certezze, vige la logica della pubblicità e dello spettacolo: si vendono sogni, si fanno promesse e dichiarazioni per poi smentirle. Perché ormai non ci fidiamo più di nulla e ci limitiamo a scegliere la stella più luminosa, la squadra del cuore, quella in cui gioca il nostro calciatore preferito.

Verrebbe quasi voglia di fuggire, nella convinzione che l’erba del vicino (il mitico ‘estero’) sia più verde. Ma non è così. La sfida è cambiare il presente in cui viviamo, già dal 4 marzo. È questo il tema di un bel cortometraggio realizzato dal nostro Giacomo Taggi, cui vanno i nostri complimenti. S’intitola «Granelli di sabbia» ed è la storia di chi resta, perché «c’è del buono in questo mondo ed è giusto combattere per questo», perché «il futuro non è lì che aspetta, ma qualcosa che dobbiamo costruire passo dopo passo».

Che fare, dunque? Approfondire e informarsi, leggere i programmi elettorali anche se tutti sembrano snobbarli, se non altro per comprendere la serietà dei vari schieramenti; vagliare gli ideali che i partiti dicono di difendere, leggere la storia personale dei loro principali rappresentanti, informarsi sul loro operato nel territorio locale; scartare chi fomenta l’odio e trae profitto dalla violenza, chi cavalca la rabbia montante; cercare fonti autorevoli attraverso cui informarsi; accettare il dibattito positivo, ascoltare opinione opposte e domande scomode, affinare il proprio senso critico. Sopra ogni cosa, ricostruire fiducia. Ricostruire fiducia con le persone in primis, con il diverso, con le istituzioni, con i nostri rappresentanti, un poco per volta, aprendosi al dialogo ma anche condannando chi ha creato questo clima di paura. Andare a votare, consapevolmente.

Ognuno di noi ha più potere di quello che pensa. Un granello di sabbia sembra insignificante, ma insieme agli altri forma la spiaggia.

I siti di tutti i partiti vi permettono di scaricare in .pdf i rispettivi programmi. La sezione ‘politica’ dei siti di tutte le principali testate giornalistiche propone inchieste e confronti tra le varie proposte degli schieramenti, che vengono anche spiegate in maniera più semplice. Ad esempio, questa è la sezione ‘Programmi sotto la lente’ del sito di Repubblica. Trovate anche spiegazioni di come si vota: leggetele bene, perché il sistema elettorale è abbastanza complicato. Questa de Il Post è probabilmente la più esaustiva. Diffidate della propaganda sul social network, così come delle info politiche della dimensione di un tweet che vi propone Facebook. Diffidate dei post sensazionalistici e di tutte le riflessioni troppo ‘semplicistiche’. Cercate sempre opinioni contrastanti e cercate di sviluppare un vostro pensiero autonomo. Parlate con amici e parenti, cercate il più possibile di portare la discussione politica lontano dalla rabbia e dalla reazione d’istinto, avvicinatela alla riflessione, all’approfondimento, agli ideali. È difficile, ma mai come oggi è necessario. Perché tanti granelli di sabbia formano una spiaggia e la spiaggia ferma anche il mare in tempesta.

Alvise Renier

Perdutamente affascinato dalla domanda che il pastore errante dell'Asia non riesce a trattenere di fronte al cielo stellato: «Che fai tu Luna in ciel?». È lo stupore il sale della vita! Amante della realtà in tutte le sue sfaccettature: continuamente teso alla ricerca della meraviglia e dell'infinito. Acerrimo nemico dell’indifferenza e terribilmente curioso, assetato di conoscenza, inguaribile ottimista. Scrivo per andare oltre, al cuore della realtà.