Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!

0

“Tante mamme amano i loro figli. Tante mamme si dimenticano di sé per amore dei loro piccoli. Tante sono le mamme da ammirare. Auguri a tutte le donne che sanno essere prima di tutto autentiche madri.” (Gemma) “Non ci sarà mai nessuna parità tra uomini e donne fino a che le ragazze entreranno in discoteca a un prezzo più basso dei loro amici maschi. Nessuna par condicio fino a che sarà strategico per i club perdere 5€ ad ogni ingresso femminile, nella speranza che, sbavando, una decina di uomini le insegua e rimpolpi così i loro guadagni. Finché a noi donne farà comodo essere considerate così, come guadagno e divertimento, si potrà forse parlare di uguaglianza?” (Eleonora) “Se qualche volta ho dubitato della sua natura umana, non me ne vergogno. Mi sembrava una creatura così bella e così chiara che doveva per forza essere lontana dal resto degli uomini. Forte e pacata, severa e sorridente… Forse pecco di presunzione nell’affermare che un giorno potrò diventare una donna come te. Ciao nonna.” (Martina)

“Parità tra uomo e donna non significa che la donna per dimostrare di valeredebba per forza imitare gli uomini in tutto. Un uomo ha certe capacità e certe inclinazioni, la donna ne ha altre e non ha nulla da dimostrare;non deve dimostrare a nessuno di valere in quanto capace di fare quel che fanno gli uomini, le donne valgono di per sé, non devono usare come metro di paragone gli uomini, se no rischiano di essere meno femministe di quanto credano.” (Rossella) “Cos’è la donna? Il secondo errore di Dio come la definì Nietzsche? O un piccolo grande essere? Cosa significa essere donna? Saper svolgere il proprio ruolo di figlia-madre-moglie? O saper cogliere, anche nel disagio, le proprie emozioni struggenti, disperate, ma anche dolcissime? Tu sei donna? Io sono donna?” (Maria Ausilia) “Quando si scrive delle donne” diceva Diderot “si deve intingere la penna nell’arcobaleno.” Le donne infatti hanno una dolcezza ineffabile, impossibile da descrivere e catalogare, come impalpabile è l’arcobaleno. Siamo focose e decise, come il rosso scarlatto. Siamo gioiose e brillanti, come il giallo splendente. Siamo forti e salde, come il verde dei prati. Siamo pacifiche e profonde, come il blu del mare. Siamo un cielo sereno… siamo un caldo e luminoso arcobaleno. (Elisa) “Essere donna… una sorta di puzzle incompleto, non solo per gli uomini, ma per le donne stesse. Eppure tanto ci accomuna, tanto ci rende così dolci e capaci d’accogliere l’altro. Noi, che facciamo le ore piccole a chiacchierare di tutto. Noi che non possiamo farci vedere struccate. Noi che mettiamo 13 vestiti prima di decidere come andare al cinema – con le amiche!, figurarsi col ragazzo! Noi che ci inteneriamo di fronte a ogni bambino che vediamo per la strada… Noi dalle lacrime facili, almeno così ci credono, ma non sanno che sono solo lo specchio di un grandissimo cuore. Noi che abbiamo sempre tempo per gli altri, e che non molliamo, neanche quando rimaniamo senza nulla. Noi, che la speranza è donna. Nei nostri silenzi e in tutto ciò che non diciamo – paradossalmente, molto più di quanto diciamo! Donna: essere incomprensibile, misterioso, ma per questo forse più bello e più attraente. Essere donna è un’avventura, un gioco, una rima baciata, la musica la danza la gioia la fragilità… a tutte le amiche, le sorelle, le figure di riferimento, alla mamma, alle nonne,… siete delle grandi donne! Voglio diventare una di voi!” (Alessandra)   Come ogni anno, l’8 marzo si festeggia la “Festa della donna”, originariamente nata per ricordare quante ingiustizie ha subìto la donna nel corso dei secoli, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna, per affermare la pari dignità tra uomo e donna. Oggi, a distanza di tanti anni dalle conquiste civili come il diritto di voto, le leggi contro la violenza sulle donne, il riconoscimento della pari dignità di entrambi i sessi, la dignità della donna continua ad essere calpestata da tanti uomini che non riescono a vedere che “oltre le gambe c’è di più”, ma soprattutto dalla donna stessa che troppo spesso non esita a svalorizzarsi da sola, non rispettando la propria persona, non accettandosi e trattando il proprio corpo, ossia sé stessa, come oggetto. Ma noi questo 8 marzo non vogliamo ricordare le ingiustizie, le violenze sulle donne, le lotte e le conquiste e nemmeno vogliamo fare sfoggio della nostra emancipazione; vogliamo ricordare il contributo nella società che noi donne abbiamo sempre dato nel corso della storia, anche se spesso ignorate e stando dietro le quinte, pur con mille difficoltà rispetto agli uomini. Non vogliamo dimostrare al mondo di saper fare come o meglio degli uomini, non ce n’è bisogno. Siamo donne con le nostre inclinazioni, la nostra sensibilità, il nostro saper fare e non ce ne vergogniamo. Sappiamo di essere pari agli uomini ma non uguali, siamo complementari ed è insieme, ognuno secondo le proprie qualità femminili e maschili, che ci dobbiamo impegnare giorno dopo giorno nel portare avanti questa grande famiglia che è l’umanità. La redazione femminile di Cogito et volo augura a tutte le altre ragazze di tenere sempre alta la propria dignità e di essere fiere di essere donne, perché il mondo ha bisogno delle nostre qualità, la nostra sensibilità e di grandi donne! Voi maschietti, vi ringraziamo per queste mimose che ogni 8 marzo ci regalate, i fiori donati col cuore son sempre un bel regalo per noi donne, ma saremmo ancor più liete se il nostro “grazie dei fiori” fosse seguito dalla vostra voce che dice: “Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna!”   Questo articolo è stato scritto dalla redazione femminile di Cogitoetvolo: Eleonora Barelli, Elisa Bonaventura, Martina Lupo, Gemma Musicco, Maria Ausilia Napoli, Alessandra Olivari, Rossella Rumore  

Cogitoetvolo