Habemus Papam

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Un film di Nanni Moretti. Con Michel Piccoli, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Franco Graziosi, Camillo Milli. Commedia, durata 104 min. – Italia, Francia 2011. – 01 Distribution uscita venerdì 15 aprile 2011

Dopo che finalmente é stato scelto il nome del nuovo Papa, il predestinato non é sicuro di volersene addossare le responsabilità, attraversa un momento di depressione e così viene chiamato uno psicanalista per aiutarlo a superare questo suo momento di appannamento…

Ero andata al cinema convinta di godermi un film tipicamente morettiano: estremamente cerebrale, complesso, intriso di riflessioni e riferimenti politici.

Invece, il famoso regista e attore romano è riuscito, ancora una volta, a spiazzare completamente il suo pubblico. Nella sua undicesima pellicola, Nanni Moretti ci presenta una scorrevole commedia “umana”, ambientata nei segreti corridoi dello Stato più piccolo del mondo, tra le antiche tradizioni dell’elezione più affascinante di tutti i tempi.

“Habemus papam” è un film che spiazza. E non solo perché non esprime un’aspra satira anticlericale, come pur molti, prima dell’uscita nelle sale, si aspettavano, ma anche perché mette in scena un’acuta e commossa analisi antropologica.

Nel segreto della Cappella Sistina, un centinaio di cardinali sono riuniti per l’elezione del nuovo Pontefice. Il Cardinale Melville (Michel Piccoli) risulta essere il candidato vittorioso. Egli, pur essendo consapevole dell’importanza della missione che Dio gli ha affidato, scopre di non essere in grado di ricoprire questa illustre carica. Ma la crisi del nuovo Papa non è una crisi spirituale (alla domanda “Ha problemi con la Fede?” , egli risponde con un fermo e deciso “No!”) ma una crisi decisamente “mondana”.

Il Pontefice, infatti, comprende che la Chiesa ha bisogno di una figura forte, salda, capace di guidare i fedeli verso nuovi cambiamenti, di destreggiarsi tra le mille insidie che il mondo contemporaneo riserva ai credenti in Cristo.

Un Papa fortemente umano, quello di Moretti. Umile e sincero, tenero e insicuro, tanto da dichiarare apertamente la propria incapacità, il proprio senso di inadeguatezza alla situazione. Come non apprezzare un gesto simile, in un mondo in cui l’attaccamento alla poltrona supera di gran lunga ogni capacità di osservare con spirito autocritico le proprie potenzialità e il proprio operato?

E la storia di questo Papa in preda al panico, che sfiora la drammaticità, è accompagnata da un allegro soggiorno del dottor Brazzi (Nanni Moretti) in Vaticano, che, pur confessando espressamente il proprio ateismo, riesce a conquistarsi la fiducia dei cardinali e a smontare tutti i tabù che circondano il clero e ad intaccare lievemente l’aura di mistero in cui è avvolto, ancora oggi, il Conclave.

Bombe con crema, cappuccini con poca schiuma, partite di pallavolo e psicoanalisi: le ossessioni morettiane ci sono tutte.

“Habemus papam” è un film che spiazza. E’ una storia scritta da un non credente per i credenti, un inno allo spirito autocritico, alla semplicità umana, al disimpegno politico e alla bellezza del vivere lontano dai centri del potere.

Il tutto condito da un cast di eccellenza.

Probabilmente la pellicola susciterà molte critiche, forse perché a volte dalla trama sembrerebbe emergere una qualche mancanza di rispetto nei confronti delle più alte gerarchie ecclesiastiche. In realtà, anche l’irrisione, molto velata, di certi atteggiamenti clericali è inserita in un contesto di grande rispetto per la Fede altrui.

A onor del vero, però, bisogna evidenziare un punto di debolezza del film: Moretti non è ostile alla Chiesa ma bisogna riconoscere che di questo mondo egli non ha la minima conoscenza, sensibilità, comprensione. Il Papa descritto nel film è privo della dimensione religiosa, e questo non è un dettaglio irrilevante se pensiamo che un film sul capo della più grande comunità religiosa del pianeta dovrebbe tenere conto maggiormente anche della prospettiva divina.

Ma una cosa è certa: Nanni Moretti presenterà al Festival di Cannes un autentico capolavoro del cinema italiano.

 

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Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.