Harry Potter e i doni della morte

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Proporre di leggere un racconto di 3685 pagine a chiunque è impresa ardua… ma innumerevoli schiere di entusiasti (me compreso…) l’hanno portata a termine con soddisfazione!

La conclusione della saga è stata all’altezza delle aspettative, e spero, con queste righe, di raccogliere un po’ di commenti dai numerosi fan in circolazione.

La trama che lega i 7 volumi è avvincente; le vicende che affrontano i personaggi, benché fuori dall’ordinario, sono coinvolgenti; anche i personaggi minori hanno ruoli non trascurabili nell’insieme della storia e attraggono per le proprie singolari personalità… tanto che è possibile trovare fan club di Tonks o Colin Canon!

L’ultimo volume della serie è bello quasi quanto il primo (e qui confido in un po’ di obiezioni…), non solo perché nella trama è presente un colpo di scena che riabilita uno dei personaggi più controversi elevandolo al grado di eroe (non vado oltre per i pochi pigri che ancora non l’hanno concluso…) ma anche per la estremamente realistica e verosimile rete di sentimenti e relazioni che unisce il simpatico trio Harry/Ron/Hermione.

Se in ogni libro, infatti, l’autrice, ha curato la complessa maturazione dei suoi figli d’inchiostro, in quest’ultimo ha dato il meglio di sé.

Lo strettissimo legame forgiato nel corso degli anni dalle mille peripezie si scontra con i problemi che in ogni gruppo vengono a galla: l’attrazione di Ron per Hermione ed il timore di non essere all’altezza (vedi il tentativo di inganno che esercita Tom Ridde sollevando la gelosia del giovane Weasley nei confronti di Harry); il bisogno di Harry di condividere le sue esperienze con gli amici e la consapevolezza di affrontare da solo il suo rischioso destino; il desiderio di Hermione di affrancarsi dal ruolo di secchiona, sul quale aveva costruito la propria autorevolezza, ed il continuo ricorso a lei degli amici in ogni situazione di necessità…

Numerosi altri spunti si possono ricavare da queste dinamiche.
Quello che più attrae, in fondo, è l’importanza che l’amicizia assume per superare le proprie difficoltà: in ultima analisi, quando ciascuno deve affrontare i propri fantasmi, la presenza degli amici, la dedizione generosa al loro servizio, il conforto ed i consigli (…a volte i duri rimproveri!!!) che da questi riceve, diventano l’irresistibile stimolo per fare le scelte giuste e determinare il proprio futuro.

La magia è solo lo strumento, senza le persone che hanno conosciuto e con cui hanno vissuto nessuno di loro sarebbe la persona che è.

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Harry Potter e i doni della morte
Autore: J. K. Rowling
Genere: Fantasy
Editore: Salani
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 701
Cogitoetvolo