Heidi

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Un film di Alain Gsponer. Con Anuk Steffen, Bruno Ganz, Isabelle Ottmann, Quirin Agrippi, Katharina Schüttler. Paese: Germania, Svizzera. Anno: 2015. Regia: Alain Gsponer. Sceneggiatura: Petra Volpe. Produzione: Claussen+ Putz. Film Produktion GMBH, Zodiac Produktion Gmbh, Zodiac Pictures Ltd, in coproduzione con Studio Canal GMBH. Durata: 115. Target:11+. Uscita:

Heidi trascorre la sua infanzia con il nonno. Insieme al suo amico, Peter, bada alle capre del nonno e si gode la bellezza della montagna. Ma la spensieratezza finisce bruscamente, quando Heidi viene portata a Francoforte dalla zia Dete presso la famiglia Seseman, che sta cercando una compagna per la figlia Klara, costretta a vivere su di una sedia a rotelle. Le due ragazze fanno presto amicizia e Heidi, grazie alla cure affettuose della nonna di Klara, scopre il piacere della lettura. Ma la nostalgia per le montagne e per l’amato nonno diventa sempre più forte e Heidi chiede di poter tornare da suo nonno sulle montagne …

I film per bambini sono forse gli unici che, oggi, riescono ancora a trasmettere al pubblico dei valori universali. I pochi che non sono rimasti inorriditi per il David di Donatello vinto da Jeeg Robot, film inutilmente violento e volgare, alla ricerca di un supereroe, nato ai bordi di periferia senza una vera etica umana profonda, probabilmente apprezzeranno la nuova trasposizione cinematografica di Heidi.

Un classico con cui tanti sono cresciuti e che tocca tutte le tappe del romanzo di formazione: il rapporto faticoso con il nonno apparentemente dal cuore duro e scontroso, quello tra uomo e natura, il dolore del lutto e la scoperta di sé attraverso il valore dell’amicizia. Un film semplice senza nessuna pretesa di approfondimenti psicologici dei personaggi, dove la cattiva precettrice non ha la crudeltà che spesso accompagna nelle fiabe queste figure e che vive di semplici contrapposizioni: le riprese della Francoforte di quel tempo, ad esempio, mettono bene in evidenza il contrasto fra l’ordine che regna nella casa borghese dei signori Seseman e le strade impolverate e chiassose  dove vivono venditori ambulanti e vagabondi.

Qui la piccola Heidi fatica a scoprire sé stessa, immersa nelle formalità borghesi e lontana dalle sue amate montagne. Solo la sua generosità e il suo carattere straordinariamente vivace e aperto le consentirà di superare le difficoltà iniziali (come quelle nello studio di cui non comprende l’utilità) e di farsi amare da klara e da tutta la sua famiglia. Il film mostra molto bene l’alto valore educativo e l’insostituibile ruolo di guida che gli adulti devono svolgere, nei confronti dei bambini per aiutarli a comprendere il mondo.

Le nuove generazioni che non hanno conosciuto l’Heidi dei cartoni animati giapponesi, potranno accostarsi piacevolmente a questo film che tra paesaggi mozzafiato e un linguaggio chiaro e comprensibile ai più piccoli, non tradisce il racconto originale.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia