Ho visto massi cadere dal cielo e poi le fiamme: Roma è impazzita!

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Prima la profezia, da pochi conosciuta, rabbiosa reazione verso la città dai suoi abitanti, quindi la tragedia: il 14 dicembre 2010 Roma viene devastata.

14 DICEMBRE, ore 14.15, torno da una commissione in centro (via del Babbuino) la città inizia ad agitarsi!

Scendo dal tram a piazzale Flaminio, e fino a qui nulla di diverso datutte le altre volte. In lontananza si scorge un po’ di movimento: Piazza del Popolo gremita di baldi giovani con bandiere di un solo colore. Calmi, in attesa di qualcosa…Molta polizia, ma penso: “Per prevenire l’ordine pubblico”.
Entro nel negozio alla ricerca del mio libro; esco ed ecco che in pochi attimi la città impazzisce, si spezza il tempo. Mi ritrovo, ad effetto sandwich, compresso da un lato dai manifestanti che corrono verso qualcosa o qualcuno, (muniti di ogni attrezzo si fossero procurati con un unico intento e di qualsiasi oggetto potessero trovare per strada) e dall’altro lato il qualcuno o qualcosa, la polizia! Tanta polizia! Il mio volto da inquieto passa a uno stato agitato, la tensione sale e la paura va alle stelle…comincio a scappare cercando un varco, ma nulla…impossibile! Il muro umano è troppo grande e pericoloso da varcare! Vedo volare qualsiasi cosa, sampietrini, sedie, panchine, cartelli stradali, secchi, bottiglie…tutto verso un unico bersaglio: la polizia! Intanto tutti i negozi chiudono, e chi è riuscito si rifugia dentro! Mi arrivano i cocci di bottiglia addosso e sopra i miei piedi cadono le pietre: mi copro con l’ombrellone del bar accanto!

Poi, una scena, che mi segnerà per le ore e i giorni successivi: vedo arrivare alle mie spalle una camionetta della Guardia di Finanza che a velocità cospicua raggiunge da via del Babbuino la dirimpettaia Piazza del Popolo, di fronte a me un gruppo di esaltati che gli lanciano contro la qualunque sfasciandogli i vetri e attaccando la vettura. Il Finanziere coprendosi il volto sanguinante cerca di sfuggire facendo retromarcia, ma il tentativo invano lo lascia martire di una guerra civile senza alcun senso!

Scappo. Lancio via l’ombrellone e scappo, a quel punto riesco a scappare intrufolandomi in mezzo a un piccolo varco, e mentre corro per raggiungere la porta di uscita di Piazza del Popolo, mi guardo dietro e vedo la camionetta andare in fiamme…cosa ne è stato del Finanziere non lo so. So solo che quelle immagini di: poliziotti buttati a terra perché linciati alle gambe con pietre, sangue che scorreva un po’ ovunque, auto parcheggiate devastate dalle fiamme e dalle distruzioni vandaliche, volti sfigurati e soprattutto tanta cattiveria di tanti giovani, mi rimarranno impresse dentro!
Raggiungo la metropolitana (che mi viene chiusa alle spalle, sono riuscito a prenderla per un pelo) con la tremarella alle gambe!
La città a quel punto è impazzita, lo stuolo di giovani si è mobilitato verso L’Università. Roma è bloccata ovunque…Mi sono lasciato alle spalle l’inferno.
La Metropolitana rimane avvolta nel silenzio, e per lunghissime interminabili ore rammento quelle scene. Il silenzio non mi fa paura. Mi fa paura la città che muore: in poche ore è una città che non riconosco più.

Cade la notte!Le pattuglie della polizia continuano a fare muro e a circondare il centro storico, prevenendo nuovi attacchi. Intanto si cerca di assestare e ridisporre il centro storico diventato inferno, campo di battaglia abbandonato.
Il muro annerito sopra al negozio di ottica, in via del Babbuino, è invece rimasto quasi a monito dei momenti più aspri della guerriglia scatenata.

Ora sono qui, rivivendo quei momenti, apro i giornali e in prima pagina si parla solo di questo disastro, penso ai tanti giovani bellicosi che ora sono nelle loro case come se nulla fosse accaduto…fieri e protagonisti di intere testate giornalistiche che parlano di loro pur senza fare i loro nomi! E penso alle famiglie di quei giovani soldati, agenti e squadre mobili, che si ritrovano un martire di guerra in ospedale segnato per tutta la vita!

E allora mi domando: perchè? A cosa serve? Perchè tanta violenza, perchè tanto odio? Siamo andati a scuola, abbiamo frequentato l’università, passano gli anni e sembra non essere cambiato nulla…Le solite contrapposizioni faziose e strumentalizzate, i soliti conflitti che non portano a nulla e che nulla hanno a che fare con i problemi del Paese. Bande di criminali che puntualmente ritroviamo negli stadi, nei cortei, in ogni possibile manifestazione di violenza.
Si può essere d’accordo o meno con i governi, ma la violenza è l’unico mezzo esistente per manifestare le proprie ragioni?
C’è troppa gente che ha dentro della violenza repressa…..ma dove si trova il coraggio di fare cose simili? come può un ragazzino trovare il coraggio di dare fuoco ad una persona? e gli altri amici assecondarlo?
Sembra che la frontiera del lecito si sposti sempre più in là.
Ma ancora: dov’era l’uomo a Piazza del Popolo impazzito in una lite con innocenti? Dove si era andato a nascondere il suo spirito, quella cosa che consente di vedere in un’altra persona qualcuno e non qualcosa, di sentirne la vita così come sentiamo la nostra e quella di chi amiamo? Non c’era l’uomo. Ma questo non mi basta. Perché l’uomo sparisce e il male dilaga sull’innocente? Avevo un sospetto, per me ora divenuto certezza: l’uomo non c’è perché in lui non ci sei tu, Dio.
Lo sgomento del male senza senso ci costringe al faccia a faccia con Dio e solo quel fiducioso faccia a faccia, seppur nel chiaroscuro della tempesta, ci ricorda che il bene è onnipotente. E questo ci salva da quel male.

Articolo tratto da Scriptio

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.