Ho visto nascere un bambino

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Vorrei dirlo a tutti…l’ho già detto a tutti. Messaggi alle amiche, una chat aperta solo per dirlo a chi c’era, saluto i compagni di classe annunciando questo, aspetto che mia sorella salga in macchina e finisca di parlare per raccontarglielo, arrivo dai miei e ripeto, infine lo scrivo.
Ho visto nascere un bambino.
È stata un’emozione gigante.
Bellissimo, tesissimo, incredibile. Un miracolo, una meraviglia pazzesca, una fatica enorme, una serietà, una gravità, una gioia senza pari.
Avevo paura di svenire, non perché "mi facesse senso", ma per la tensione.
E quando finalmente lo vedi e vedi che non solo è fuori, ma piange, gorgoglia, si muovicchia, è tutto intero, salvo, vivo, perfetto, ecco solo allora esplodi dentro.
Mi sono commossa, per fortuna è arrivato il mio compagno Ale, che mi ha distratto dal piangere clamorosamente.
Il tempo sembrava eterno presente.
Lo sguardo del papà che aveva dentro tutto, troppo, la vita, grato e sopraffatto.
E tutto è ricongiunto alla perfezione originale. La madre in travaglio è tutto meno che bella, sembra una vecchia tanto è sudata, esausta, dimentica di sè, eppure è bellissima (eppure? proprio per questo). Addirittura il perineo, che è la parte "sporca", nascosta del corpo, è sacra, è vita.
Questo episodio che racconto non è originale perchè tutti gli studenti di medicina vedono un parto. Ma dentro ho ancora l’emozione di dodici ore fa.
Non so come spiegare.
È meraviglioso.

Questo articolo è stato scritto molti mesi fa. Da allora in ospedale – come dice Jovanotti – “coi miei occhi ho visto tanta vita, e le mie orecchie tanta ne han sentita”. Ho visto sfiorato drammi e guarigioni. Svariate volte mi sono sentita utile. Quel giorno,invece, non ebbi altra funzione che quella di reggitesta, con l’avambraccio sudato a sostenere la nuca della mamma. In quell’ora, in cui ho visto nascere Alessio, la Vita mi ha invitato ad assisterla per raccontarla. Non c’è mai stato un brivido così forte, in cui abbia percepito la grandezza, la responsabilità, la serietà, la meraviglia della Vita: come un’evidenza che ti entra nelle vene, nel cuore, nell’anima.

 

Cogitoetvolo