Hoefer racconta Camilleri

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Fefè ed Andreuccio si conoscono da cinquant’anni. La loro amicizia è tenuta viva da una chiamata settimanale. Ieri come oggi i due si parlano come se quella cornetta non li dividesse. La loro storia è un viaggio in una Sicilia d’altri tempi.

Sicilia. Porto Empedocle. La guerra è finita da poco e Fefè ed Andreuccio, passano le loro giornate sempre insieme. Inseparabili nelle imprese e nelle avventure che scandiscono la loro giovinezza. Tra gite in barca, anguria gelata, passeggiate per il corso principale della città, i due amici si scambiano sogni e desideri, ambizioni ed aspirazioni.
Fefè è Federico Hoefer giornalista, poeta, scrittore empedoclino oggi residente a Gela; Andreuccio, invece, è proprio lui: il padre di Montalbano, Andrea Camilleri. I due non si vedono da cinquant’anni, ma si sentono settimanalmente per telefono, accorciando la distanza che li separa.
La loro è una amicizia di ricordi impastata di salsedine e sabbia che resiste nel tempo, o meglio, nonostante il tempo.
È un giorno come un altro quello in cui Andrea Cassisi e Lorena Scimè, autori del libro, incontrano per caso al bar Fefè e scoprono di essere al tavolo a sorseggiare il caffè con il migliore amico dello scrittore siciliano contemporaneo più noto al mondo.
L’occasione va colta al volo ed i due ragazzi si danno appuntamento a casa di Hoefer per cogliere qualche ricordo di gioventù e qualche aneddoto legato ad una Sicilia che non c’è più.
Federico, nonostante l’età avanzata, è ancora pieno di entusiasmo e si abbandona -dalla poltrona del proprio salotto- ad uno flusso di coscienza fatto di flash back in cui la sua giovinezza lentamente si dispiega divenendo sempre più nitida. Riaffiorano gli odori, i colori ed i sapori di un’epoca andata, ma ancora così affascinante nella semplicità di un cestino di fragole, una granita, una corsa sulla spiaggia, o una partita di Ping pong improvvisata nel salone di casa Camilleri.
Quella tra Camilleri ed Hoefer è una storia di amicizia vera, profonda e disinteressata. Un’amicizia che è stata capace di non perdersi nel traffico della fatica quotidiana. È un’amicizia fatta di condivisione di idee, valori, progetti. Pochi, infatti, sanno che Camilleri è stato attore e membro della compagnia teatrale «Maschere Nude» che si rifaceva al pensiero teatrale di Pirandello.
Pochi sanno che Hoefer è il custode di uno scrigno di ricordi gelosamente conservati. Protetti con cura ed affidati, adesso, ad Andrea e Lorena che ne hanno tratto un romanzo in cui il senso di nostalgia permea tutte le pagine del libro, ma che allo stesso tempo lascia un insegnamento valido per giovani ed adulti sul valore ed il peso specifico dell’amicizia. Può esistere un sentimento che leghi due persone per tutta la vita? Esiste davvero l’amicizia? Si può essere e rimanere amici senza vedersi per mezzo secolo? Fefè ed Andreuccio si sono mai più rivisti? O si rivedranno mai più? Chi leggerà, saprà.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Hoefer racconta Camilleri
Autore: Federico Hoefer
Genere: Testimonianza
Editore: EDITORE NON IN ELENCO
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 118
Valentina Ragaglia

Classe '91. Dottoressa in lettere moderne. Scrivo su diversi siti e portali online di informazione occupandomi di politica, cultura, attualità. Amo la mia terra, la Sicilia, perfetta sintesi poetica di assonanze ed ossimori. Adoro i gatti, il gelato, acquistare e leggere libri. Il mio motto è: «La bellezza nasce dai limiti, sempre.»