Hotel Transylvania

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Un film di Genndy Tartakovsky. Con Adam Sandler, Selena Gomez, Kevin James, Fran Drescher. Sceneggiatura: Peter Baynham, Kevin Hageman, David I. Stern. Genere: animazione. Casa di produzione: Sony Pictures Animation. Durata: 91 min. Paese: USA. Uscita: 8/11/2012. Target: 8+

In occasione del 118° compleanno dell’amata figlia Mavis, il conte Dracula riunisce tutti i mostri della terra in un lussuoso resort, l’Hotel Transylvania. I mostri potranno così rilassarsi tra pietanze sanguinolente e putride e nelle piscine dall’acqua verde, lontani dai loro peggiori nemici: gli esseri umani. Ma un incauto ragazzo di nome Jonathan riesce a varcare le mura del castello creando scompiglio tra i mostri…

Non è raro che al cinema capiti di asciugarsi qualche lacrima furtiva, emozionati da scene che toccano in profondità la delicatezza del nostro cuore.Ma se il film che stiamo vedendo è “Hotel Transylvania”, le lacrime che siamo costretti a ricacciare indietro non sono causate da una struggente storia d’amore, né dalla morte improvvisa del nostro personaggio preferito, ma da una valanga di risate!E’ questo l’elemento caratterizzante di questo brillante cartone animato: l’ironia, la battuta esilarante, la scena assurda che spinge anche lo spettatore più serio ad abbandonarsi ad un sano divertimento.

E se sembra quasi impossibile coniugare il divertimento con la trattazione di temi estremamente seri e importanti, il regista russo Genndy Tartakovsky, nonostante questa pellicola costituisca il suo debutto nel mondo del cinema, ha centrato pienamente l’obiettivo, regalandoci una favola sospesa meravigliosamente tra il serio e il faceto, capace di stupirci e rallegrarci e, al tempo stesso, di farci riflettere su importanti aspetti della vita umana.Nonostante l’unità del tempo e dello spazio, la storia è alleggerita da una serie di scene estremamente mobili e dinamiche, nelle quali si susseguono una serie quasi infinita di personaggi diversi, ognuno dei quali con le proprie ben definite caratteristiche.

Frankestein, l’uomo invisibile, la Mummia, il Lupo Mannaro costituiscono l’animato sfondo corale dell’evento principale, costituita dall’immancabile storia d’amore tra la vampirina e lo strambo Jonathan.Il tema dell’amore adolescenziale è affrontato  con una delicatezza e con una tenerezza inusuale, volte a sottolineare con estrema semplicità la spontaneità e l’assoluta bellezza del primo amore.

Il regista ci ha voluto donare questa incredibile verità, spesso dimenticata, in base alla quale gli uomini (e le donne) sono in grado di provare sentimenti altissimi e nobili, che li elevano dalla normalità del quotidiano. Sentimenti in grado di renderli migliori, di farli sognare ad occhi aperti.

E se il tema dell’essere umano  che si innamora di un vampiro è sicuramente abusato (il riferimento critico, presente sin troppo chiaramente nel film, è alla saga di Twilight), Tartakovsky lo affronta con una semplicità e con un garbo e una sensibilità che commuovono anche il più cinico degli spettatori.

Mevis, infatti, si scopre innamorata di un ragazzo assolutamente normale: né bello né particolarmente affascinate, ma strambo, buono e sincero.L’amore tra i due giovani si scontra inevitabilmente con al gelosia di un padre iperprotettivo, che ha proiettato sulla figlia tutto l’amore che lo legava alla giovane moglie scomparsa.E anche in questo caso ci troviamo di fronte ad uno scontro generazionale, che vede da un lato il conte Dracula, che non si accorge che il troppo amore rischia di soffocare la figlia, e Mevis, che nonostante nutra un’incondizionata fiducia nel padre, è animata dalla voglia di esplorare il mondo, di camminare sulla strada della vita esclusivamente con le proprie forze.

Ma il conflitto padre-figlia non viene portato alle sue estreme conseguenze, come succedeva in “Ribelle – The Brave”: il conte Dracula, infatti, si accorge immediatamente del suo errore non appena si scontra con l’infelicità della figlia, e fa di tutto per porre rimedio con intelligenza e umiltà. Dal canto suo la piccola Mevis non sembra serbare rancore nei confronti del genitore, mostrando fino in fondo la sua maturità e la sua mitezza.

Insomma, una storia divertente e intrigante, piena di fascino e di spunti di riflessione.Non ci resta quindi che aspettare con ansia il 2015, anno in cui dovrebbe essere distribuito nelle sale l’attesissimo sequel.

 

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.