Hunger Games – Il canto della rivolta parte 1

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Un film di Francis Lawrence. Con Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Julian Moore, Philip Seymour Hoffman. Titolo originale: The Hunger Games – Mokingjay Part 1. Genere: Avventura. Paese: USA, 2014. Uscita: 20/11/2014 Rating: 14+

Gli Hunger Games sono finiti e Katniss, ancora incosciente, viene tratta in salvo nel distretto 13, cuore pulsante della rivolta contro la dittatura di Capitol City. E di questa ribellione lei ne è il volto principale, lo strumento per unire tutti i distretti in un’unica e sanguinosa guerra civile.

Siamo abituati a pensare che le dittature siano delle realtà lontane dal nostro mondo, democratico e libero.
Le crediamo confinate ai grandi regimi del passato, le pensiamo essere frutto della fantasia vivida di scrittori come George Orwell o Susanne Collins, che ambientano i loro romanzi in un futuro forse non troppo lontano, dove la dittatura politica si regge sui pilastri portanti della miseria della popolazione e di un utilizzo smodato e distorto della tecnologia.

Ed è con questo atteggiamento, che, probabilmente, molti di noi saranno andati al cinema a vedere il penultimo capitolo della fortunata saga di Hunger Games: con la volontà di godersi una storia avventurosa che crediamo ambientata in un’epoca lontana, futuristica e irrealizzabile.
Ma se pensiamo che in Corea del Nord, lo scorso marzo, le “elezioni” hanno fruttato il 100% dei voti al dittatore Kim Jong Un, in un sistema in cui vi è un solo candidato e il non andare a votare è considerato alto tradimento, possiamo ben capire come la lotta di Katniss contro la dittatura di Capitol City non è e non deve sembrarci lontana.

Il dolore di Katniss che mentre viene trasformata nel volto “mediatico” della rivolta non riesce a perdonarsi di aver lasciato catturare il compagno Peeta, costituisce un ammonimento per tutti noi.
Ci invita a stare attenti e a tutelare costantemente il sistema democratico che faticosamente abbiamo costruito attraverso la Costituzione. Ma ci mette in guardia anche da un altro tipo di dittatura, forse ancora più subdola: la dittatura mediatica.
Non a caso nel film la televisione e le immagini vengono utilizzate come strumenti per plagiare il pubblico, per portare gli spettatori a credere in una realtà che non esiste o che è stata falsata è distorta. E Katniss (che intuisce il funzionamento di questo delicato meccanismo) non si fa remore ad utilizzarlo, acconsentendo ad utilizzare la propria immagine per infiammare gli animi dei rivoltosi. Inoltre l’intima generosità del cuore della protagonista, che sembra sempre pensare al bene delle persone a lei più care e mai a sè stessa, costituisce un esempio per un mondo sempre più chiuso ed egoista quale è quello in cui siamo abituati a vivere.

Dal punto di vista tecnico il film risente di una certa lentezza nello sviluppo della trama, dovuta forse al fatto che nel libro di Susanne Collins questa parte era narrata soprattutto attraverso il flusso interiore dei pensieri di Katniss (cosa è molto difficile trasporre sullo schermo) soprattutto attraverso Jennifer Lawrence, grande attrice dalla pur scarsa mimica.

Tuttavia due elementi contribuiscono ad impreziosire notevolmente il film.
Il primo è la presenza di Philip Seymour Hoffman, l’attore americano scomparso lo scorso febbraio. Vederlo sullo schermo provoca una certa emozione, soprattutto per chi ne ha amato lo sconfinato talento.
Il secondo è, invece, lo ritroviamo in una scena particolare, in cui Jennifer Lawrence canta una canzone scritta appositamente dai Lumineers.
La canzone, pur nella sua estrema semplicità, è un piccolo gioiello incastonato in una trama non troppo vivace. Ed è per questo che, questa volta, al posto del solito trailer, vogliamo proprio proprio farvi ascoltare la protagonista che esprime la sua angoscia proprio attraverso il canto.

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.