I Cesaroni

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Dopo il successo di pubblico e il riconoscimento del Telegatto per la miglior fiction del 2006, il 2008 ha visto tornare sul piccolo schermo la famiglia Cesaroni, nuovamente alle prese con piccoli grandi problemi della vita quotidiana. Nella stagione precedente avevamo lasciato Giulio e Lucia (unitisi in seconde nozze) e i loro cinque figli pronti a partire per le ferie e a fronteggiare i mille imprevisti in agguato. In questa seconda stagione è proseguito il doppio filo narrativo che lega le vicende dei ragazzi e quelle degli adulti. Il tema portante della vicenda rimane l’amore proibito tra Marco ed Eva, ostacolato e aggirato all’inizio e infine consumato dopo le prime puntate.

Un legame tenuto segreto ai genitori che “non capirebbero” e successivamente svelato nel più traumatico dei modi: Lucia e Giulio troveranno nel loro letto matrimoniale i due figli. L’imprudenza causerà un infarto al padre e dopo vari inseguimenti e tanti sogni di fughe clandestine sembrerà naufragare anche in seguito all’incontro di Eva con un altro ragazzo più maturo, Alex. In questo frangente, come in tutte le altre circostanze, l’atteggiamento degli adulti risulta poco educativo e piuttosto repressivo in una fase avanzata del problema.

Un ruolo decisivo e strutturale della sceneggiatura è giocato dagli equivoci, dagli inganni e dai segreti rispondenti al “Metodo Cesaroni”, che sembra riferirsi a una logica riassumibile come “riuscir a perseguire il proprio scopo nel modo più veloce e semplice possibile costi quel che costi”.

Ma a destare le maggiori perplessità è la rappresentazione degli adolescenti e del loro mondo: l’anonimato di una scuola usata come mero sfondo, la scontatezza con cui si passa dall’innamoramento al sesso, e poi dal sesso ai conseguenti “rimedi” (come la pillola del giorno dopo, che uno dei giovani protagonisti tenta di somministrare con l’inganno alla propria ragazza, credendola incinta: un fatto di per sé gravissimo, come sempre però stemperato e “normalizzato” dai toni da commedia degli equivoci), infine, la latitanza di qualsiasi forma di tensione ideale che vada oltre un generico sentimentalismo.

La recensione completa, a firma di Alice Zampa, è disponibile nel volume Un anno di Zapping (Moige, edizioni Magi)

 

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