I liceali 2/ Battuti da I Migliori Anni. La colpa?

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Già, di chi è la colpa? Amore 14, l’ultimo film di Moccia (molti ragazzi sperano che sia davvero l’ultimo…) è stato duramente criticato dagli adolescenti italiani, che non si vedono rispecchiati nei personaggi del film… Che sia successa la stessa cosa con I liceali? Perchè la prima puntata della fiction è stata un mezzo flop? Voi che ne dite? Fatecelo sapere, dopo aver letto questo articolo tratto da un quotidiano.

La legge dei numeri è spietata e ancora una volta non ha risparmiato il prime time di Canale 5, che venerdì sera ha perso la sfida contro I migliori anni di Rai Uno (28.9% di share), show da tempo collaudato e apprezzato dal pubblico, con la prima delle sei puntate de I liceali 2 (18.5% di share).

Eppure il tema della serie è convincente, forse è il tono a esserlo un po’ meno. Chi, infatti, non ha paura del proprio futuro? Di quello che potrebbe succedere domani, delle decisioni che si vorrebbe evitare ma si devono affrontare? Tutti ne abbiamo, a qualsiasi età. L’importante è sentirsi liberi di andarci incontro, senza condizionamenti e senza pressioni, anche a costo di sbagliare.

Così, al Liceo Colonna di Roma accade che per la terza A del professor Cicerino arrivi l’anno della maturità, quello in cui vivi in equilibrio tra il divertimento, l’incoscienza di chi stai diventando e la paura dell’esame – che sai che non sarà l’ultimo, ma lo speri -, l’anno che separa uno studente dall’adolescenza alla vita vera, fatta di scelte e di responsabilità.

Sono tutti uniti, tutti devoti alle lezioni nient’affatto istituzionali di Cicerino, ognuno con la propria storia, in alcuni casi patinata da una camicia ben stirata e “nobile”, ma comunque spesso difficile.
C’è Lucia, rimasta incinta del compagno di classe Cesare, che si sente ingabbiata in una situazione che crede di non aver scelto. Ora, con un bambino che sta per nascere, rimpiange il tempo che non avrà per sé.
C’è Cesare, che per Lucia ormai è solo un compagno di scuola, padre troppo giovane per la sua voglia di divertirsi e di non pensare al domani.
C’è Campitelli, che, con il papà in carcere, non vede l’ora si avveri un futuro in cui il genitore è tornato a casa.
C’è Daniele Cook, figlio di una donna irresponsabile e incapace di badare a se stessa – figuriamoci a un figlio – che si ritrova senza madre per due mesi e con 200 euro per sopravvivere.
C’è il simpatico Lucio, che scopre la fede dopo un incidente in macchina.

In questo trambusto di storie e di amicizie arriva Monica, una ragazza ribelle, arrabbiata con i suoi compagni, che crede essere più fortunati di lei solo perché nella maggior parte dei casi sono ricoperti di soldi e con un futuro assicurato. Ma si sa, forse i soldi non fanno la felicità, anche se lei è convinta del contrario e fa di tutto – molto spesso li sfida – pur di mettersi contro i suoi nuovi amici. E contro Cicerino, che nella sua ingenuità ciociara continua a credere di poter cambiare le situazioni spesso complicate dei suoi studenti.
Al Colonna di Roma, però, i “liceali” non sono solo gli alunni. C’è anche l’esercito dei professori che vive le inquietudini di un presente difficile da affrontare, soprattutto se non se ne ha il coraggio.

Un’eccezione a dire il vero c’è: è la ex professoressa di francese, Melanie Desmoulins, ex amante del Preside – ora vittima di un crollo emotivo -, che non trova un posto da insegnante e per arrivare a fine mese lavora in una palestra. Eppure lei, nonostante non abbia un lavoro che le piace e il suo uomo l’abbia scaricata, si trova a consolare l’amica Enrica Sabatini, collega e compagna di Cicerino, dalle paure di un presente che le pesa. Enrica, alla tenera età di 35 anni, si trova a dover affrontare la vita: si trasferisce a casa del suo uomo e per un attimo crede di essere incinta. Un attimo lungo un’eternità in cui lei si sente soffocare da un evento che non vuole si avveri.

Non c’è un’età giusta per far fronte alla vita. Questo sembra voler dire la fiction prodotta da Pietro Valsecchi, che dipinge il quadro di un’Italia fragile, inquieta, in bilico tra un presente che non piace, che non si sa come cambiare, talvolta effimero e un futuro che scivola dalle mani. Un’ottica pessimista o realista?
Forse solo uno sguardo distaccato, che vuole mostrare che in realtà, se si vuole, è possibile mutare le situazioni. Affrontarle è il primo passo, poi bisogna avere la maturità di voler cambiare.
E un pizzico di ottimismo, alla Cicerino, non guasta, solo che in questa prima puntata il suo stupore per la vita è stato sovrastato dall’ansia.

Articolo tratto da IlSussidiario.net

 

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