I love shopping

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Un film di P.J. Hogan. Con Isla Fisher, Hugh Dancy, Joan Cusack, John Goodman, John Lithgow. Titolo originale: Confessions of a Shopaholic. Commedia, durata 105 min. – USA 2009

Resistere alle tentazioni è diffcile, si sa. Ma c’è chi proprio non ci riesce: è il caso di Becky Bloomwood, esuberante ed eccentrica giornalista New Yorkese che, difronte ad un paio di stivali griffati piuttosto che un cappotto di cachemire, perde ogni controllo di sè. Affettta dalla diffusa  patologia di shopping compulsivo, Becky trova nella carta di credito, “must have” delle shopaholic, una fedele alleata. Una strisciata e via.. rapido ed indolore. Ma i dolori alla lunga si fanno sentire, ed ecco accumularsi inesorabilmente una montagna di debiti, cui far fronte. Ironia della sorte, grazie ad un curriculum abilmente arricchito, Becky viene assunta presso una rivista economica, dove il suo compito è quello di dare consigli  sull’arte del risparmio alla gente comune. La sorte vuole sempre che a capo della rivista ci sia Luke: un giovane belloccio, apparentemente lontano dal glitterato mondo della moda. Iniziano cosi una serie di schermaglie in campo sentimentale e lavorativo tra Becky e Luke, che si scopriranno ogni giorno più vicini.

Tratto dall’omonimo bestseller di Sophie kinsella, la pellicola può indubbiamente contare sul seguito di un pubblico, pronto a vedere la trasposizione del romanzo dalla carta stampata al grande schermo. Il pubblico che invece assiste da profano alla visione del film, troverà forse solo una serie di clichè strategicamente incastrasti dal regista P.J. Hogan.

Becky  può essere vista come copia al rovescio della Andy de “Il diavolo veste Prada“, o come la fashion victim Carrie di “Sex and City“. Gli elementi sono a tratti comuni: moderne schiave della moda, alle prese con disavventure sentimentali e lavorative.

A prestare il volto a Becky, è  Isla Fisher, che convince con la sua interpretazione dai toni ironici e brillanti. La Fisher, apparsa anche in “Due single a nozze” al fianco di Owen Wilson e Vince Vaughn, è nota alla cronaca rosa per il suo legame sentimentale con Sacha Baron Cohen, l’eccentrico interprete di “Borat”. La signora Borat, riesce a dare spessore e profondità anche ad un personaggio dalla parvenza superficiale, come quello di Becky.

Infatti, volendo dare una chiave di lettura più profonda del film, potremo leggere lo smanioso bisogno di acquistare della protagonista come un palliativo al senso di vuotezza esistenziale che alberga nell’uomo contemporaneo. Compro per illudermi di poter controllare tutto, per avere quell’effimera sensazione di felicità, che dura il tempo di una svendita di grandi firme.

Voi che ne dite?

 

Cogitoetvolo