I Medici- Masters of Florence

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E’ stata già annunciata la seconda serie, ma della prima c’è da vedere ancora l’ultima puntata, in onda martedì 8 novembre.

Un film di Sergio Mimica Gezzan. Con Dustin Hoffman Richard Madden, Stuart Martin, Alessandro Preziosi, Miriam Leone. Sceneggiatura: Frank Spotnitz, Nicholas Meyer. Produzione: Big Light, Lux Vide, Wild Bunch. Paese: Gran Bretagna, Italia. Anno: 2016. Durata: su RAI UNO dal 18 ottobre all’8 novembre. Target: 16+.

 Giovanni de’ Medici, il capostipite della dinastia, muore assassinato. Cosimo ne prende il posto. Deve subito affrontare l’antagonismo della famiglia Albizzi che ha trascinato Firenze in una guerra contro Milano, danneggiando di fatto tutte le attività commerciali e finanziarie della città. Cosimo è una persona prudente: senza esasperare il contrasti riesce a portare la pace fra Firenze e Milano e al contempo dà il via al completamento della cupola del Duomo…

Rinascimento ma non troppo: è quel momento instabile del Quattrocento in cui le tremule alleanze tra Signori regolano guerra e pace in Italia. E’ in questo contesto che si stagliano quei Medici dei quali Cosimo (Richard Madden) è degno rappresentante col suo genio politico ed una grande e salvifica capacità diplomatica. La trama è un intreccio tra il presente ed un passato risalente a vent’anni prima, quello in cui era il padre Giovanni (interpretato dalla saltuaria presenza di un Dustin Hoffman stagionato) a gestire con la stessa moderazione e freddezza gli affari del Banco dei Medici. Ma la sua morte per avvelenamento li mette nelle mani di Cosimo, che non si trova certo in acque tranquille. Innanzitutto la concorrenza spietata e sleale di Rinaldo degli Albizi -un rivale a causa del quale sfiorerà persino la condanna a morte- poi la peste bubbonica, il sogno smontato (anche fisicamente) della Cupola del  Brunelleschi (Alessandro Preziosi) a coronare il Duomo fiorentino…

Una fiction che nulla ha di statico e che trascina gli spettatori dalla Storia all’economia, dagli scandali amorosi alla politica, che è stata attaccata su tutti i fronti per i numerosi errori storici a partire dalla vita degli stessi Medici. Una vita molto romanzata e con delle scene piene di vendetta, degne del Padrino. Persino i costumi (giudicati eccessivamente scuri e medievali), il doppiaggio, la fotografia e la recitazione sono stati criticati da parte di quanti si aspettavano di più dalla fiction, che secondo alcuni spesso cade in scene di dubbio gusto per ottenere picchi di audience.

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Critiche anche dall’ultimo discendente del ramo mediceo, il principe Ottaviano de’ Medici di Ottajano, erede e studioso della sua stessa stirpe che molto di storico ha contestato al film: secondo il suo parere la sua famiglia è stata tratteggiata come una “famiglia di mafiosi usurai e assassini i quali, con spregio, intrighi, corruzione e spargimento di sangue, hanno indegnamente conquistato il potere pubblico“.

Ci si aspettava di più da questa produzione targata LUX VIDE e che ha abituato il suo pubblico a delle fiction con più contenuto. Anche nei confronti della Chiesa emerge un giudizio sbrigativo, presentando soltanto degli alti prelati corrotti. Non possiamo negare certamente che quelli furono anni di grande degrado per la Chiesa, ma è anche vero che si poteva inserire nella fiction la presenza di un sacerdote, contrassegnato da una autentica vocazione (nonostante la corruzione del periodo) e in grado di condurre davvero le anime verso i sentieri tracciati da Cristo.

Cosimo dei Medici, interpretato da un inespressivo Richard Madden,  poi non è per niente un eroe positivo. Appare come un uomo che ondeggia tra il bene e il male, che sa essere buono o cattivo in funzione della sua convenienza. E’ il mandante di diversi omicidi, di cui non esiste nessuna prova storica e capace di grandi vendette, degne appunto del Padrino a cui, è stato detto, la fiction si è ispirata.

Ma non sono gli scandali a fare scandalo, e non c’è stupore nei telespettatori né disprezzo nei confronti dei Signori di Firenze: 6,2 milioni di persone hanno guardato in tv il terzo episodio. Dunque: che la corruzione ci interroghi sul presente e che le licenze televisive ci incuriosiscano nel rileggere il passato. E che sia piacevole ed interessante farlo guidati da un cast d’eccellenza.

Chissà che questa serie non rinnovi l’interesse per il patrimonio artistico e culturale del quale sua altezza Ottaviano denuncia l’offesa: ne è stata la prova sin dal principio la collaborazione tra la regia del croato Gezzan e degli ideatori americani. E’ stata già annunciata la seconda serie, ma della prima c’è da vedere ancora l’ultima puntata in onda martedì 8 Novembre.

Sabrina Sapienza

Scrittrice nel tempo-libro, a tempo perso, nel tempo disperso, nottetempo, in tutti i tempi dell’indicativo, in tempi di gloria, ai tempi del colera e delle mele, ma senza disdegnare l’altra frutta che tinge d’incanto i mercatini del bello e del vero; scrittrice, ad ogni modo, a modo mio.