I nati dopo il 1982: generazione Y

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ARTICOLO GIA’ PUBBLICATO IL 13 GENNAIO 2009

“Generazione Y”, così sono chiamati tutti i giovani che usano le ultime tecnologie, e più esattamente, coloro che sono nati dopo 1982.

Ma di che si tratta più esattamente? Si tratta di giovani che, inutile negarlo, sono dipendenti da internet e che sono stati sfamati da tv, cellulari, chat, facebook, e che (dicono gli esperti) non sono abituati ad affrontare le difficoltà sul lavoro, e tantomeno l’incertezza e i licenziamenti. Qualcuno dice che rischiano, e che devono adottare delle contromosse.

Una generazione di ragazzi oramai ventenni che non sono capaci di cavarsela da soli nelle situazioni difficili (così dicono i sociologi) e che, viziati fin dall’infanzia dai genitori, si aspettano che le cose nella vita vengano servite su un piatto d’argento e di avere sempre a disposizione tutte le tecnologie di ultima generazione.

Così la Generazione Y considera garantita la sicurezza del lavoro. E ora che l’economia sta andando male non sa che cosa aspettarsi e come affrontare i tempi difficili della vita aziendale. A differenza della generazione  del ‘baby boom‘ (i quarantenni di oggi) e di quella X (i trentenni), alla generazione Y manca il vantaggio del senno di poi?

Un fattore di notevole importanza è che questa generazione non tollera l’incertezza (pur essendo oggi il ventenne medio una persona molto incerta), dato che si tratta di ragazzi che sono cresciuti con la gratificazione immediata e che sono stati abituati ad avere tutto subito! Ed ecco che si vuole subito una risposta a tutto!

Afferma un sociologo inglese: “Più dell’80% ha un telefono cellulare, ma nessuno lo usa per fare telefonate, lo usa solo per mandare messaggi e le aziende che li impiegano si stanno accorgendo che quando devono fare un’intervista non sono in grado di sostenere una normale conversazione, perché sono abituati a vedere apparire le domande sullo schermo del cellulare”.

Scrivo l’articolo e ho ventitrè anni, e devo dire che non mi sento totalmente compreso dai sociologi, non condivido in pieno quello che dicono?Un po’ è vero; siamo abituati ad avere tutto e spesso subito, i media influenzano molto il pensiero dei giovani, uniformandoli al pensiero dominante e questo causa incertezze che non di rado si tramutano in paure, ma? non mi sento di appartenere alla “generazioneY”.

Personalmente credo che dobbiamo imparare a promuovere noi stessi, a investire sulla nostra vita ed essere più proattivi nel definire il nostro sviluppo professionale; e, ancora, costruire delle vere amicizie e relazioni che poi sono quelle che dureranno nella vita e che ci serviranno!

Voi di che generazione siete?

 

Laureato in scienze della comunicazione e si occupa di comunicazione e relazione con i media in vari campi: scrive su Chiesa, giovani, cultura e società. E' formatore al centro Elis, di ragazzi delle scuole superiori. Ama molto stare con i giovani ed è molto appassionato del mondo degli adolescenti.