I Pokémon ci rendono stupidi?

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Non si giudica ciò che non si conosce, compresi i Pokémon.

Cari adulti,
sappiate che fare di tutta l’erba un fascio e giudicare senza conoscere sono due atteggiamenti superbi e poco intelligenti.
Mi rivolgo a tutti coloro che ultimamente si accaniscono contro l’ultimo videogioco che spopola soprattutto tra i giovani: Pokémon Go. Non starò qui a spiegarvi di cosa si tratta. A me hanno insegnato ad avere curiosità e ad informarmi riguardo il mondo che ci circonda. Non vedo perché non possiate essere in grado di informarvi anche voi riguardo uno “stupido gioco” per “idioti che non capiscono niente”.

Parlo proprio a voi.
Io sono un ragazzo e ogni volta che leggo delle critiche a questo videogioco e ai suoi utenti mi sento in qualche modo offeso.
Veniamo considerati dei “rincitrulliti” perché siamo ossessionati esclusivamente dal gioco. Secondo voi, a noi non importa nulla di ciò che accade nel resto del mondo. Eppure vi posso dire che tra i giocatori di Pokémon Go esistono tantissimi ragazzi che vanno bene a scuola, si interessano di politica e conoscono la storia. Perché vi ostinate ad affiancare al termine “adolescenti” gli aggettivi “nullafacenti” e “idioti”?

In fin dei conti siamo ragazzi. La tecnologia moderna ci permette di annoverare tra i passatempi anche uno stupido gioco come Pokémon Go. Se non ci svaghiamo noi per primi, chi dovrebbe farlo? Non vedo a chi io possa fare del male.

Bisogna fare presente, e ne ho contezza, che esagerare con qualcosa non è mai positivo. I latini parlavano di “metriotes”, ovvero “senso della misura”. Io stesso non vedo di buon occhio chi gioca continuamente dalla mattina alla sera. Ma qualsiasi attività può causare danno se prolungata nel tempo. E penso finanche a Giacomo Leopardi, il quale studiando in maniera fin troppo eccessiva causò a se stesso problemi di salute. Egli parlava di “anni di studio matto e disperatissimo”. Ogni cosa va ponderata.
E, anche se non sembra, questo discusso videogioco ha la capacità di farci socializzare.
Questo gioco è così tanto criticato da voi adulti perché ciò che prima non si vedeva, adesso è visibile. Prima, chi giocava ai videogiochi lo faceva esclusivamente a casa davanti la TV. Pokémon Go, invece, si usa fuori. C’è un meccanismo del gioco che permette di conoscere vari luoghi di interesse culturale in giro per la città. Io stesso ho fatto caso a palazzi storici del centro a cui prima non avevo mai dato grande attenzione. E a me piace passeggiare per il centro. Questa applicazione ha il merito di aver fatto uscire tutti quei giovani che solitamente restano a giocare a casa. Ciò che voglio farvi capire è che non è impazzito nessuno.
Chi prima giocava a casa, grazie a Pokémon Go, ora gioca fuori.

Mi rendo ovviamente conto che alcuni di questi giocatori sembrano non far parte di questo pianeta. A volte non sanno neanche il nome del presidente del consiglio. Eppure non mi sento di dare la colpa a questi ragazzi, ma alle famiglie e alla scuola che non li aiutano in un percorso di crescita che a quest’età un ragazzo non può fare da solo. Mi sembra comunque normale che un ragazzo giochi. Lo svago è una conseguenza della libertà raggiunta dai paesi occidentali. La differenza tra me e un ragazzo che fugge dalla guerra è che io sono sicuro di arrivare a casa e trovare un pasto, mentre questi non ne hanno la possibilità e devono darsi da fare per sopravvivere. Questo concetto l’ho appreso alla prima lezione di filosofia a scuola. Noi siamo fortunati ad avere la possibilità di giocare. Soprattutto perché siamo ragazzi. Ogni generazione ha avuto il proprio passatempo che puntualmente veniva denigrato dagli adulti. Nei primi decenni dello scorso secolo erano i fumetti a venire demonizzati. Poi è toccato alla televisione, poi ai videogiochi e ultimamente ad Internet. Non vedo perché i ragazzi di un tempo siano stati ragazzi migliori di noi. Il problema è solamente la paura del nuovo, l’ignoranza riguardo tematiche che spesso gli adulti non padroneggiano al meglio e che li porta a rinchiudersi nella propria mentalità. Eppure il mondo va avanti, nel bene e nel male. E devo dire che il mondo non è proprio come lo sogno io. Pensate che la causa dei mali del mondo sia Pokémon Go, uscito da poche settimane? O pensate che la colpa di tutto ciò che non va sia delle nuove generazioni?
Sono gli adulti che ci stanno lasciando questo mondo così come è. Sono gli adulti che causano le guerre, che inquinano, che corrompono e vengono corrotti. Perché dobbiamo essere additati come la cattiva generazione? In fondo giochiamo in estate, dopo un anno di studio.
Provate a mettervi nei panni degli altri ogni tanto, vedrete che in fondo non è così male. Forse riuscirete anche risolvere i problemi che attanagliano la vostra quotidianità e capireste quali sono le necessità di noi giovani.

Francesco Pirrotta

Sono uno studente di ingegneria. Amo la matematica, la lettura, la scrittura, l'attualità, lo sport e la politica. Sono un sognatore: sto coi piedi per terra, ma con gli occhi all'insù. La penna, per me, è solo uno dei modi che ho per migliorare il mondo.

  • Arsenikal De Krupy Crooven

    non dire cazzate ,è un gioco da imbecilli che rende le già imbecilli persone ancora piu imbecilli e perdipiù ci vanno sotto gli altri..dalle mie parti cercano i pokemon stando alla guida delle macchina,ma va và tu e loro

    • Francesco Pirrotta

      Non ho difeso chi cerca Pokémon guidando. La legge dice che non bisogna utilizzare i cellulari mentre si è alla guida. Non difendo mica chi può essere un pericolo per se e per gli altri. Ma è anche vero che la causa degli incidenti sulle strade non può essere d’un tratto data ad un gioco uscito da poco. Il gioco può non piacere a tutti, è normalissimo, ma è un luogo comune quello di dare dell’imbecille ad un utente. Con questo articolo volevo proprio far riflettere su questo aspetto. Mi sa che non ci sono riuscito.

    • Cogitoetvolo

      Ciao, solo per dirti che sei liberissimo di scrivere quello che vuoi, ma per favore cerca di moderare i toni.
      Qua si discute e ci si confronta e per farlo, come nella vita reale, serve un livello minimo di civiltà.
      Grazie