I sentieri dell’Estate

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Le tiepide e sempre più lunghe giornate di inizio giugno accompagnano carezzevoli il mondo liceale verso lo sbocco dell’anno scolastico. Da studente universitario ancora screziato di reminiscenze liceali, non posso evitare di percepire un leggero e genuino sentimento di invidia quando in questi giorni mi imbatto in qualcuno di loro.

L’anno scolastico alle spalle e Settembre che appare ancora come  un incubo lontano; anzi, da tenere il più lontano possibile! dilatare con l’immaginazione quei tre fatidici mesi, senza neppure pensare a quella parola… Settembre. Basta farne un benché minimo accenno e la risposta è sempre, con qualche piccola variazione, “ahhhh! Zitto, non ci voglio pensare!”. Ma quel mese arriverà, inesorabile. Quindi meglio adoperarsi, se si vuole evitare che quella combinazione, 09-2014, giunga inaspettata e scortese tra le pagine del calendario.

Estate. Certamente il periodo del riposo, dell’otium, astensione dalle attività ordinarie. Ma ben potranno seguirmi quegli studenti forniti del lessico ciceroniano, quando sottolineo l’importanza che l’otium sia cum dignitate. Vale a dire, che il riposo non sia un vuoto far niente, un lasciare scivolare le ore inutilmente, sgocciolando neghittosamente una dopo l’altra; magari percependo noi stessi una sensazione di noia, che giunge a diventare nausea, se prolungata nell’affastellamento dei giorni. Se così avvenisse, l’esito sarebbe il ritrovarsi con un’Estate vuota tra le mani, realizzando tardivamente di averla persa: trascorsa, non vissuta. E quale prova migliore di ciò, se non quell’amarezza percepita in molti studenti al momento del richiamo alle armi di Settembre? Quel disappunto stampato su volti incerti, non persuasi del perché tutto sia finito, così, prematuramente? come se restasse ancora qualcosa, molto da fare; o forse che si sarebbe dovuto fare…

Trascorrere questi mesi tra i libri? Sarebbe questo il metodo per non sprecare tempo e farlo fruttificare? Oppure gettarsi a capofitto tra i bagordi, vivendo sempre con l’adrenalina al massimo volume, senza nemmeno pensarci più di tanto, succhiando all’impazzata l’istante presente, prima che scappi? Nessuna di queste due opzioni, almeno a mio modestissimo parere. Ho sempre pensato – e ho tentato di applicare questa regola alla mia vita- che ogni ragazzo debba riuscire ad inoltrarsi in quel vantaggioso, e proprio per questo difficile a raggiungersi, sentiero che scorre tra due antitetici atteggiamenti: ovvero tra il passero solitario e il garzoncello scherzoso. Entrambe incarnazioni leopardiane, il “passero” rappresenta l’ideale contemplativo, quello di una vita dedita esclusivamente allo studio e alla riflessione, con conseguente isolamento dalla società circostante. Il garzoncello, al contrario, dipinge un prototipo forse applicabile con maggiore duttilità ai ragazzi: quella del buontempone che vive alla giornata, senza preoccuparsi tanto del “come” o del “perché”, basta che ci si diverta, senza che sia necessaria una certa organizzazione previa.

Dove si trova quindi il compromesso?

Un’Estate piena di letture, quella che prospetto e auguro. Ma anche di momenti di riflessione, facilitati tra l’altro dagli ameni luoghi di villeggiatura, mare o campagna che sia. Senza che ciò vada a ledere l’aspetto sociale, fondamentale, delle vacanze: le uscite con gli amici, le gite, le scampagnate, o anche lunghe chiacchierate a tu per tu con le persone più care, spesso impraticabili nel sentiero tortuoso della quotidianità.

Abbiamo tempo in più, tanto! E quindi, considerata la quotidiana penuria di questo bene prezioso, l’istinto ci porta a riservarlo esclusivamente per noi. Ma è inevitabile che, in questo modo, una buona parte ne vada sprecato, come chi cercasse di agguantare con le sue sole braccia il mare intero. E quel senso di disappunto di cui parlavo prima continua ad esserne la prova: perché il solo “me”, inevitabilmente, si scioglie nell’enorme massa estiva. Approfittiamone quindi per renderci più disponibili agli altri, in famiglia, prima di tutto. Quante persone vorremmo rivedere dopo tanto tempo? Beh, quale momento più propizio di questo? tutti noi diciamo spesso con rammarico “avessi più tempo, farei…”. Beh, adesso il tempo c’è, ed è bene sfruttarlo!

Fatevi consigliare qualche buon libro, quindi, rispolverate o procuratevi quelli che da tempo avete intenzione di leggere: sotto l’ombrellone, su un prato, distesi, seduti, rannicchiati, sottosopra, come preferite! E magari rifletteteci anche un po’ su, e buttate giù qualche riga, e soprattutto assaporate il gustosissimo suono del silenzio, che sempre più spesso viene meno! Programmate di uscire con gli amici, rivedere quelli che non frequentate da tempo, e magari, perché no! Scrivete una lettera (a penna! Su carta!) a quelli che sono lontani col corpo, ma vicini col cuore. E poi hobby , interessi vari, passioni, quello che volete! Non devo essere certamente io a dirvi come si fa!

In due parole, preparatevi a godere e sfruttare, con calma, serenità, ma con un minimo di programmazione, ogni singolo momento, ogni singola ambrata goccia di questa Estate alle porte.

Studente del terzo anno di Lettere Classiche. Innamorato della natura, della letteratura e di tutto il bello che l’uomo ha creato, crea e – speriamo – creerà.