I viaggi sono… i viaggiatori!

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“Che noia questo libro! Fitto fitto di parole.. senza nemmeno un’immagine! Meglio andare a guardare un po’ di TV”! Ecco… questo è uno dei tanti pensieri che “frullano” nella mente di tutti: grandi, piccini, ma soprattutto adolescenti.

Eh si…”leggere”, un verbo quasi odiato; forse esagero nel dire questo, però non credo proprio che non sia capitato a nessun adolescente di pensare: “ Ma perchè bisogna leggere? A che serve”?

Eh già… Perché leggere? Bella domanda questa, alla quale io rispondo: “leggere = viaggiare”. Vi chiederete: “ Ma che collegamento c’è tra lettura e viaggio”? C’è eccome! Ve lo assicuro! Leggere un libro è come, intraprendere un viaggio in un mondo dove tutto ciò che mi circonda è da scoprire, è come iniziare un lungo cammino nel quale realtà e fantasia si intrecciano e dove i sentimenti più opposti riescono ad emergere e a trovare “conciliazione”. Pagina dopo pagina ci incamminiamo verso un nuovo “percorso”, che non sappiamo dove ci porterà e quando finirà ma che, una volta iniziato, sarà difficile tralasciare.

Può sembrare assurdo, quasi impossibile, ma leggendo si può “conoscere nuova gente”. Si, certo… perché “viaggiando” il lettore si immerge completamente nelle vicende dei personaggi: animali parlanti, poliziotti, personaggi di ogni tipo, positivi o negativi, inventati dalla fantasia o reali che siano, sono sempre uomini, donne e bambini come noi, con le nostre stesse paure, le nostre stesse emozioni e sensazioni. I nostri sentimenti sono i loro, le nostre paure le loro: in loro, dunque, ci “rivediamo” per analogia o differenza, operando in noi stessi quella “catarsi” necessaria per poi… riprendere il cammino della vita. Inoltre diventiamo, spesso, anche noi “protagonisti” del racconto. Vi entriamo “dentro”. Infatti, se si tratta, ad esempio, di un “giallo”, a chi non è mai capitato di volere suggerire al poliziotto il nome del vero assassino? O di rivelare, in una fiaba, alla “Cappuccetto Rosso” di turno le insidie che si nascondevano “dietro il lupo”?

E tutto questo non è viaggiare? E’ come stare tutti, lettori e personaggi, nello stesso aereo, cioè come volare insieme per raggiungere la stessa meta: il finale della storia. E quante “soste”, quanti incontri, quanti dialoghi durante questo “viaggio”!! Poi, appena si arriva all’ultima “tappa”, non resterà altro che chiudere il libro e riporlo insieme agli altri negli scaffali della libreria, mentre inevitabilmente ti assale quel senso di tristezza paragonabile a quello che si prova quando accompagni all’aereoporto un amico che sta per partire e non sai quando e se lo rivedrai. Resta il fatto che il libro è sempre lì pronto ad aspettarci, pronto a farci compagnia di nuovo, ad essere “ripreso”, “riletto” , o a rimanere chiuso per molto tempo. Si, perché rileggere una seconda volta un “testo” che si è già letto, magari dopo tempo, può indurci a dire:” Quante cose non avevo “visto” prima! Questo perché, come mirabilmente dice il poeta Fernando Pessoa:” I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo”!

 

Cogitoetvolo