If I Should Fall Behind

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Ci sono artisti che trasformano in poesia tutto ciò che narrano. Come dei moderni Re Mida del racconto, sanno che le parole sono oro nelle mani di chi sa usarle. Affinché le parole acquistino un valore inestimabile, però, non è sufficiente che esse parlino di sentimenti banali, da canzonetta, come mere sensazioni, emozioni sterili, passioni fugaci e destinate a spegnersi per sempre dopo pochi giorni di idillio. È necessario, invece, che le parole del poeta autentico parlino della vita vera, dell’amore vero, del cuore come luogo in cui le cose non finiscono mai (citando Harry Bosch in Lost Light, di Michael Connelly). Questo fa Bruce Springsteen nella canzone If I should fall behind (1992): parla dell’amore gratificante perché faticoso, dell’amore incrollabile perché costruito sulle fondamenta solide del sacrificio e della condivisione, dell’amore paziente, che sa aspettare, dell’amore in cui si cresce insieme, sostenendo le fatiche dell’altro, dell’amore come sentimento che ti cambia la vita nella sua perfetta e rinnovata quotidianità.

Di canzoni d’amore ne sono state scritte tante, ma questa forse è una delle più vere, delle più dolci, delle più autentiche, come autentico è anche il videoclip che l’accompagna. Tecnicamente non si tratta di un vero e proprio PV (promotional video), ma di un’intima esibizione live (in studio) davanti ad una telecamera. Fondo scuro, niente effetti speciali, un semplice riff di chitarra e un assaggio di basso, riprese essenziali con un primo piano fisso in cui si alternano Bruce e alcuni membri della E-Street Band (in ordine: Steven Van Zandt, con la sua voce rauca e “vissuta” di uno che ha anche recitato nella serie tv dei Soprano’s; Nils Lofgren, con la voce di uno che non canta mai, ma quando canta fa paura; la “first-lady” Patti Scialfa, delicata e intensa come sempre; il mai troppo compianto “Big Man” Clarence Clemons, con il suono corposo del suo sax tenore e il timbro doloroso di chi convive da sempre con un’anima profondamente blues).

We said we’d walk together, baby come what may
that come the twilight should we lose our way
if as we’re walkin a hand should slip free
I’ll wait for you
and should I fall behind
wait for me

[Abbiamo detto che avremmo camminato insieme, piccola, qualsiasi cosa accadesse
Con l’arrivo del crepuscolo potremmo smarrire la nostra via
Se mentre camminiamo una mano dovesse scivolare
Io ti aspetterò
E se dovessi rimanere indietro io
Aspettami tu]

We swore we’d travel darlin’ side by side
we’d help each other stay in stride
but each lover’s steps fall so differently
but I’ll wait for you
and if I should fall behind
wait for me

[Abbiamo giurato che avremmo viaggiato fianco a fianco, amore
Che ci saremmo aiutati a vicenda per stare in carreggiata
Ma i passi di ogni amante sono così diversi
Ma io ti aspetterò
E se dovessi rimanere indietro io
Aspettami tu]

Now everyone dreams of a love lasting and true
but you and I know what this world can do
so let’s make our steps clear that the other may see
and I’ll wait for you
if I should fall behind
wait for me

[Ora tutti sognano un amore duraturo e vero
Ma tu ed io sappiamo cosa può fare questo mondo
Quindi lasciamo i nostri passi chiari così che l’altro possa vederli
E io ti aspetterò
E se dovessi rimanere indietro io
Aspettami tu]

Now there’s a beautiful river in the valley ahead
there ‘neath the oak’s bough soon we will be wed
should we lose each other
in the shadow of the evening trees
I’ll wait for you
and should I fall behind
wait for me
darlin’ I’ll wait for you
should I fall behind
wait for me.

[Ora c’è un meraviglioso fiume nella valle qui di fronte
Là sotto il ramo della quercia presto saremo sposati
E se ci dovessimo perdere tra l’ombra degli alberi della sera
Io ti aspetterò
E se dovessi rimanere indietro io
Aspettami tu
Mia cara, io ti aspetterò
Se dovessi rimanere indietro io
Aspettami tu]

Fabrizio Margiotta

Chitarra, armonica e poesia mi basterebbero per vivere. Nel mio bagaglio, tuttavia, anche studi in Legge e una passione smisurata per il giornalismo e la scrittura creativa. Fàbregas, Faber, Fafo o Fafà, Jeff Beck, Animae Partus... chiamatemi come volete, ma questa è l'ultima volta che provo a descrivermi.