Il baco da seta

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La penna di J.K. Rowling si tinge di nero per la nuova avventura del detective Strike, alle prese con un omicidio efferato il cui mistero è legato a un libro.

Owen Quine è uno scrittore eccentrico, che ama la luce dei riflettori e le prime pagine dei quotidiani. Fare scandalo è la chiave del suo successo, perciò infarcisce i suoi romanzi di allegorie grottesche, dimostrando uno spiccato gusto per l’orrido. Spesso scompare, confidando che la preoccupazione della moglie porti la polizia -e soprattutto i giornalisti- ad interessarsi per la sua scomparsa. Cormoran Strike, investigatore privato, viene assunto dalla signora Quine a causa dell’assenza eccessivamente prolungata del marito. La sua sparizione è resa ancor più misteriosa dal fatto che lo scrittore stava per pubblicare il suo nuovo libro, il cui contenuto sarebbe stato dannoso per molte persone dell’ambiente editoriale. Quando viene ritrovato il suo corpo, brutalmente massacrato, i sospetti di Strike diventano realtà. Quali scomode verità voleva mettere a tacere l’assassino con questo gesto efferato?

Robert Galbraith non è altro che lo pseudonimo con cui J.K. Rowling ha dato il via ad una serie di romanzi dedicati al personaggio del detective Cormoran Strike. Ma se il primo capitolo della saga, Il richiamo del cuculo, poteva definirsi un giallo, già Il baco da seta assume le tinte noir di un thriller. Quando si parla di delitti, le scrittrice inglesi non hanno paura di sporcarsi le mani di sangue attingendo al pozzo dell’immaginazione. La Rowling non è da meno e cura meticolosamente ogni dettaglio macabro. Questa cura non si limita unicamente alla descrizione del delitto ma si estende all’intera narrazione, che risulta decisamente più raffinata rispetto al primo capitolo della saga.

Il mondo dell’editoria londinese che fa da sfondo alla vicenda è tratteggiato con sottile ironia e ricalca probabilmente uno scenario che l’autrice ha avuto modo di sperimentare. Tra le pagine spuntano scrittori di successo vanagloriosi, editori frustati ma pieni di soldi e autori sconosciuti che pur di emergere nel panorama letterario venderebbero qualunque cosa. Owen, il malcapitato scrittore protagonista di questa storia, si trova nel limbo di chi ha toccato il successo e ne ha conosciuto la transitorietà. Lotta con tutte le sue forze per rimanere sulla barca della gloria ma soltanto la sua morte glielo concederà. Bombyx Mori è il titolo del libro che permetterà di risolvere il mistero: attorno ad esso è costruita l’intera trama della storia. Il suo contenuto scopre, seppur in maniera simbolica, tutti gli scheletri che i colleghi, gli amici e i datori di lavoro di Quine tengono nell’armadio. E qui si apre una seconda riflessione sul tema dell’editoria: in una società che vede più scrittori che lettori, il modo più rapido per fare successo passa per il gossip ed è tanto più efficace quanto più il pettegolezzo risulta scandaloso.

Un romanzo ben orchestrato ma che sul finale sfrutta un espediente molto utilizzato nelle serie televisive poliziesche: la confusione. Il lettore viene completamente stordito e deve affidarsi completamente al narratore per capire come terminerà la trama. I dettagli sfumano e non è perfettamente chiaro come il detective riesca a risolvere il caso e a ricomporre l’esatta sequenza degli eventi. Ma gli effetti speciali, specialmente sul finale, sono sempre più che graditi.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Il baco da seta
Autore: Robert Galbraith
Genere: Thriller
Editore: Salani
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 555
Federica La Terza

Una fonte inesauribile di idee che sprizzano fuori dalla mia testolina in una cascata di ricci. Ho tre grandi passioni di cui sono certa non riuscirò mai a fare a meno: la lettura, il karate e la pittura. Sono estremamente curiosa e assetata di conoscenza come una bimba nei suoi primi anni di vita. E come i bimbi ho un caratterino mica da ridere…