Il bambinello atteso a Livorno

0

Che cosa significa un bambino in più nel mondo?
Per le statistiche mondiali probobilmente nulla; per due genitori con altri tre figli e un solo stipendio, invece, un peso insopportabile. Già, il solo pensiero di dover apparecchiare un piatto in più per quei genitori di Livorno che già avevano difficoltà ad apparecchiare i cinque piatti della loro famiglia era diventata un’angoscia, un ostacolo insormontabile, così insormontabile che per il loro quarto piccolo in arrivo si erano chiuse le porte.

La vita di questo bimbo sarebbe finita, come quella di tanti altri bambini, nei rifiuti ospedalieri di qualche clinica toscana e, mentre il resto del mondo celebrava il natale del Bambinello di Betlemme, quei genitori avrebbero celebrato il non Natale del vuoto e della tristezza per un figlio mai nato. Ma per fortuna così non è stato.
Nell’angoscia del loro dramma quei genitori hanno raccontato la loro storia al parroco, forse per sfogo, forse nel disperato tentativo di giocarsi l’ultima carta prima di dire un secco no alla vita; fatto sta che quell’incontro ha fatto sì che le porte del mondo, per il bambinello di Livorno, si siano riaperte e si siano aperte più grandi di prima, visto che non avrà soltanto i tre fratellini di mamma e papà ma nascerà con centinaia di sorelle, fratelli, nonni e zii: è stato adottato dalla sua comunità!

Quel parroco così particolare, padre Nike lo chiamano, si è fatto carico con la sua parrocchia di mantanere il bambino, di sollevare i genitori da quel grave peso e così di dare la possibilità a quel piccolo di nascere.
"La mia comunità parrocchiale ha un mutuo di 200 mila euro, ma un cuore più grande: oggi abbiamo salvato la vita di un bambino" ha scritto padre Nike sul suo profilo facebook e il suo appello a tutti i genitori in difficoltà è chiaro: “Mi auguro che possa essere anche un modo per dire ‘rivolgetevi ai parroci’, sono certo che non verrà chiusa a nessuno la porta in faccia”.

Già, perchè a mio parere quello che uccide i bambini spesso è la chiusura in se stessi dei genitori: spesso una famiglia si chiude nel proprio dramma e questo non fa altro che aumentarlo e rende impossibile dare aiuto; tanta gente potrebbe offrire il proprio aiuto economico e spirituale per far nascere una creatura nuova, quella creatura che agli occhi del mondo è ancora una massa di cellule ma nel cuore della madre e di tante persone che hanno a cuore la vita è una persona preziosa.

Il caso di Livorno infatti non è un caso isolato. Qualche hanno fa, per esempio, è successo anche nella mia parrocchia: una famiglia in difficoltà decide di chiudere le porte al proprio piccolo, il parroco con alcune famiglie di buona volontà si fanno carico del peso di quella famiglia e compiono il miracolo: il bambino c’è ed è un bellissimo bambino che corre, gioca e va a scuola come tutti gli altri. E chissà quanti altri bambini sono stati "adottati" da gente generosa che ha permesso loro di nascere.
Molti magari diranno che gli interventi di questi due parroci e delle loro comunità parrocchiali sono andati ad invadere la sfera più impenetrabile delle decisioni personali, ma io mi chiedo: quanto c’è di personale nella scelta di sopprimere una vita che non è tua? E se poi è bastato il sostegno delle parrocchie per fare aprire le porte a questi bambini cosa altro importa?

L’unica cosa che conta per il mio concittadino e per il piccolo di Livorno che nascerà è che loro ci siano: gioiranno sicuramente, probabilmente soffriranno, avranno una vita facile o forse difficile, rideranno e piangeranno, ma la cosa più bella è che potranno farlo.

 

Mi piace tantissimo camminare immerso nella natura e usare le mie mani per dare forma a quel che c'è dentro la mia testa. Ho una passione per tutto ciò che esiste di bello e quindi per la mia Sicilia. Sono laureato in Scienze Storiche e non mi fermo mai davanti alle apparenze ma le scavalco per guardare oltre cercando di far vivere e diffondere la verità intorno a me. Da grande mi piacerebbe fare il giornalista o l'artigiano e il mio grande desiderio è formare una famiglia!