Il cardellino

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Tutto comincia quando il museo che Theodor Decker sta visitando insieme alla mamma salta in aria. Non si sa bene se si tratti di un attentato o un incidente. Non importa. Quello è il momento in cui la vita di Theo viene sconvolta. Succedono molte cose. Un istante prima dell’esplosione ha incrociato gli occhi di una ragazzina coi capelli rossi, Pippa. La madre di Theo, donna estrosa e vivace, perde la vita. Un vecchio consegna a Theo uno strano anello, chiedendogli di portarlo a un tal Hobie, a un certo indirizzo. Ma soprattutto il ragazzino trova in mezzo alle macerie il quadro che stava ammirando prima del boato, una tela che rappresenta un cardellino appollaiato su un trespolo, la zampetta legata a una piccola catenella, lo sguardo rivolto verso lo spettatore. L’opera è di Carel Fabritius, un promettente pittore olandese del ‘600, morto prematuramente nella esplosione di una fabbrica di polvere da sparo. Quel quadro vale un sacco di soldi, e Theo, preso dalla confusione, stordito da quanto è successo, lo mette nella sua borsa e se lo porta a casa.

Da qui prende avvio Il cardellino, il romanzo che ha vinto nell’aprile 2014 il prestigioso premio Pulitzer per la narrativa. Quanto sopra descritto avviene soltanto dopo le prime cento delle circa novecento pagine del romanzo. La sua autrice, Donna Tartt, non ha paura della lunghezza, come ha già mostrato nelle sue due precedenti opere. La considera, anzi, necessaria per poter dare uno sviluppo ai suoi personaggi, creare le ambientazioni che fanno da cornice alle vicende, concedersi ogni tanto qualche riflessione profonda, sapientemente deposta nella mente o nel cuore dei protagonisti.

Ne Il cardellino questo succede nelle riflessioni di Theo, che racconta il prima persona tutto ciò che è successo dopo quel giorno fatidico. Ed è successo di tutto: dapprima è andato a vivere a casa di un suo compagno, ospite di una famiglia piccolo borghese dove regna il formalismo e un pizzico di snobbismo. Poi suo padre si fa vivo, dopo diversi anni da quando ha abbandonato la famiglia, e lo prende a vivere con sé e la sua compagna in una villa immersa nel nulla nella periferia di Las Vegas, dove svolge una professione non ben identificata ma certamente losca visti gli esiti che darà. A Las Vegas conosce Boris, un ragazzino di origini ucraine che ha avuto una vita rocambolesca e contagia l’innocente Theo con la sua condotta senza troppi scrupoli morali. E poi il ritorno a New York e gli anni passati presso la bottega di un antiquario esperto e silenzioso, che gli fa da padre. E mille altre situazioni che non si possono riassumere in poche righe. Sullo sfondo (e anche nascosto nella sua stanza e poi in un deposito segreto) c’è sempre il quadro che ha rubato, àncora di salvezza nei mari della vita, ricordo della madre, peso sulla coscienza, simbolo della sua esistenza interrotta, bloccata, incerta, forse anche incatenata da una sottile catena, fragile come quel cardellino sparuto.

Il finale è da thriller. L’approfondimento psicologico degno dei grandi autori e del premio che il romanzo ha meritato.

Novecento pagine. Ci vuole coraggio. Eppure uno studio realizzato dal matematico americano Jordan Ellenberg sulla base di dati statistici forniti dal sito di Amazon ha dimostrato che il 98,5 % delle persone che hanno acquistato questo libro lo hanno finito (a fronte del 44,4% de La ragazza di fuoco, del 28,3 % del Grande Gatsby e del 25,9 % delle Cinquanta sfumature di grigio). Come a dire: la qualità paga. I dieci anni che l’autrice ha investito nella creazione di questa storia hanno dato frutto. Qualcuno ha trovato tracce dickensiane nelle pagine della Tartt. Ci sono. Come Oliver Twist Theo conosce diventi ambienti sociali e di tutti prova ciò che è bello e ciò che è doloroso. Come in David Copperfield la vita del protagonista è seguita lungo tanti anni per osservare gli esiti che darà. Come in Grandi speranze e in altre opere dickensiane attorno al personaggio principale ruotano tanti altri personaggi, ognuno ben costruito, alcuni anche con tracce di disagi mai risolti.

Il cardellino è un romanzo per lettori esigenti, che non cercano facili emozioni ma buona letteratura.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Il cardellino
Autore: Donna Tartt
Genere: Romanzo di formazione
Editore: Rizzoli
Età minima consigliata: 18 anni
Pagine: 892
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.