Il cavaliere oscuro – Il ritorno

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Un film di Christopher Nolan. Con Christian Bale, Anne Hathaway, Marion Cotillard, Michael Caine, Morgan Freeman, Gary Oldman, Joseph Gordon-Levit, Tom Hardy. Sceneggiatura: Christopher e Jonathan Nolan. Fotografia: Wally piste. Musiche: Hans Zimmer. Produzione: Dc Entertainment, Legendary Pictures, Syncopy, Warner Bros Pictures. Distribuzione Warner Bros. Paese: USA. Anno: 2012. Durata: 165 Min. Uscita: 29/08/2012. Target:14+.

Batman deve ritrovare la forza di tornare eroe, mentre Bane prende il potere nella cittadina di Gotham …

“Batman? È un supereroe insano. Ha disordini della personalità ed è un individuo triste e solitario. E’ quasi un cattivo, arriva a un passo dal compiere il male ma il suo altruismo lo trattiene. La ragione per cui indossa quel costume è perché si sente un essere mostruoso. Crea un mostro per sfogare la sua rabbia e tenerla lontana dalla sua vita privata”.

Parola di Christian Bale che interpreta Batman dal 2005. Sarà davvero così?

E’ arrivato anche in Italia il terzo capitolo della saga iniziata da Nolan nel 2005 e che conduce lo spettatore (con alcune ingenuità di scrittura) nell’ultimo e doloroso percorso esistenziale della vicenda umana di Batman. Un film lunghissimo (a tratti labirintico), dalla trama complessa e dalla grande forza narrativa. Un block-buster estivo (dagli incassi planetari) in grado di conquistare l’attenzione dello spettatore perché smonta il mito dell’eroe invincibile parlando delle fragilità dell’animo umano, del bene e del male, della paura della morte e del bisogno che abbiamo (ogni tanto) di infrangere delle regole che ci tengono prigionieri senza accorgercene.

C’è veramente bisogno di eroi nella nostra società? E un supereroe può conoscere la paura? C’è una legge che possa permettere a Bruce Wayne di tornare a sentirsi Batman? Esiste un codice etico ad uso e consumo dei supereroi un po’ smarriti? Sono queste alcune delle difficili domande che Nolan pone allo spettatore senza però mai dimenticare che nella mente del miliardario Bruce Wayne, l’uomo pipistrello nasce con l’intento di dare al prossimo un esempio di virtù, di giustizia e di eroismo.

E’ vero: di tutti i supereroi Batman è certamente quello più crepuscolare. Quello più inquieto, complicato e moralmente il più sbiadito. Forse perché in lui convivono tanti ascendenti: un po’ vampiro, un po’ Zorro con degli antenati da ricercare tra i primi horror muti. Forse perché porta su di sé le inquietudini più cupe di questo secolo (nasce alla vigilia della Seconda guerra mondiale). Nel mondo della Dc Comics l’unico supereroe a insidiare il primato dell’uomo pipistrello è sempre stato Spiderman. Entrambi convivono con un lutto che ha segnato per sempre la loro infanzia, ma mentre Peter Parker è un eroe dal cuore molto umano, ironico e sempre fiducioso nella propria missione, il laconico e un po’ eccentrico miliardario Bruce Wayne è invece il suo perfetto opposto: uomo della notte e cuore di tenebra sempre inquieto, è continuamente alla ricerca di un equilibrio che sembra non trovare mai. Forse perché troppo attento ai poteri e ai paradossi della mente, forse perché comprende molto lentamente che la felicità si trova nelle cose più semplici e importanti della nostra vita (formare una famiglia ad esempio, come accade a Bruce nel sogno di Alfred).

Certo anche tra i pipistrelli c’è una evoluzione della specie. Mentre Tim Burton vent’anni fa aveva dato vita ad un personaggio meno inquieto circondato da cattivi a tratti quasi comici (ricordate Pinguino interpretato da Danny DeVito nel 1992) quello di Christopher Nolan è, invece, un eroe a tutto tondo: affascinante, valoroso e impaziente. Soprattutto tormentato e sfaccettato come, a volte, è l’animo umano. Nolan è certamente il regista che più ha interpretato lo spirito inquieto di Batman, prendendo in eredità il romanzo d’appendice ottocentesco e del cinema noir. Il risultato è un film notturno con un finale apertissimo e drammatico che lascia immaginare chi sarà il successore dell’uomo pipistrello e che pone ancora una volta al centro delle riflessione di Bruce gli insegnamenti del padre: “Perché cadiamo Bruce? Per imparare a rimetterci in piedi”.

Non più un fumetto, ma una storia che si trasforma in un autentico viaggio interiore alla ricerca del proprio io e che si fa toccare prepotentemente dalla attualità a cominciare da una riflessione sulle ingiustizie dello sviluppo capitalista che passa attraverso una truffa finanziaria in piena regola a base di derivati guidata dal nuovo cattivo Bane (interpretato dall’ottimo Tom Hardy) che metterà letteralmente al tappeto Batman in uno scontro largamente anticipato dal trailer. Bane, che nel fumetto compare poco, è un personaggio chiave che permette al regista di riannodare i fili con il primo episodio della trilogia e con la figura di Ra’s al Ghul, cattivo maestro di Batman.  In mezzo c’è una città – Gotham City – che vive nel terrore in un clima che ricorda come doveva essere la Parigi della Rivoluzione Francese: un popolo di diseredati esce dalle fogne della città, si impadronisce del potere e si mette letteralmente a caccia dei ricchi attraverso dei processi sommari e minacciando di far esplodere una bomba nucleare.

Cosa è accaduto, dunque, durante l’assenza di Batman? Sono già trascorsi otto anni da quando Bruce è stato esiliato dalla sua Gotham perché creduto l’assassino del procuratore Harvey Dent. Incapace di reagire, vive segregato in casa con la barba lunga e incolta appoggiandosi ad un bastone per camminare. Lo risvegliano da questa apatia  l’attacco degli speculatori che cercano di scalare la sua multinazionale e alcune figure femminili un po’ sbiadite: Selina Keyene (una sorta di Catwoman, interpretata da Anne Hathaway) e la ricca filantropa Miranda Tate (Marion Cottilard).  In aiuto di Batman troveremo un  giovane poliziotto che in Batman ci crede ancora e gli amici di sempre.

Riusciranno i nostri eroi a liberare Gotham City dal male? E cosa vuole dirci veramente il regista – sceneggiatore alla fine di questo film dalle inquietudini apocalittiche? Di certo chi scrive non si trova d’accordo con la tesi proposta da Mauro Covacich tempo fa sul Corriere Della Sera.

La convinzione che guardare Batman” – scrive Covacich – “faccia uccidere la gente col fucile a pompa è ovviamente una sciocchezza, però guardare Batman aiuta nello scopo. Certo i supereroi, le forze sovraumane, i buoni e i cattivi, la realtà senza sfumature, tagliata con l’accetta dei manichei, tutto questo può essere una efficace cura oppiacea, il cui effetto però non dura a lungo. E quando finisce hai solo voglia di sparare”.

E’ vero la nostra realtà è molto più complessa di quella rappresentata a Gotham City. E’ vero il male è entrato prepotentemente in un cinema di Denver durante una prima festosa dove un giovane fanatico ha trasformato una normale serata al cinema in una strage. Ma non è colpa di questo film se la follia, a volte, si impossessa della mente umana senza riuscire a capire perché. Come non possiamo spiegarci la decisione di Tony Scott (regista di Topo Gun e Allarme Rosso) di suicidarsi. Non esiste, appunto, un alfabeto per spiegare queste cose che umanamente non siamo in grado di comprendere fino in fondo.

In questi casi non è facile cercare e trovare le risposte giuste per dare un senso alla perdita e al lutto. Si può soltanto rispettare il dolore di tutte quelle persone che in un giorno qualunque, in cui tutto sembrava andare come sempre, hanno tragicamente perso i loro cari rimanendo in silenzio.

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia

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    Visto al cinema, assolutamente spettacolare, effetti speciali, storia avvincente, dialoghi profondi e mai banali, attori bravissimi. Nolan ha veramente omaggiato il personaggio di Batman e il Cinema

  • D’accordissimo con la recensione. L’unica cosa che voglio precisare è che Spiderman è un eroe Marvel. Non DC comics.