Il cavaliere oscuro

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Un film di Christopher Nolan. Con Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman. Genere Azione, colore 152 minuti. – Produzione USA 2008. – Distribuzione Warner Bros Italia

Aiutato dal tenente Jim Gordon e dal procuratore Harvey Dent, Batman riesce a smantellare i resti dell’organizzazione criminale che infestava le strade di Gotham City. Ma ben presto i tre si ritrovano preda di una mente criminale in rapida ascesa: The Joker.Aiutato dal tenente Jim Gordon e dal procuratore Harvey Dent, Batman riesce a smantellare i resti dell’organizzazione criminale che infestava le strade di Gotham City. Ma ben presto i tre si ritrovano preda di una mente criminale in rapida ascesa: The Joker.

“E’ beato o no – si chiedeva l’autore teatrale Bertolt Brecht – un mondo che non ha bisogno di eroi?”. Il Batman de Il cavaliere oscuro non è un eroe, non il tipo di eroe adamantino a cui ci ha abituato tanto cinema a stelle e strisce. E’ più che un eroe. Non è nemmeno quello che ci meritiamo, stando ad una battuta chiave del film, ma – per rispondere a Brecht – è quello di cui abbiamo bisogno.

Che tipo di personaggio è Batman? Batman incarna un paradosso, perché proprio in nome della giustizia si qualifica come un fuorilegge. Batman aiuta la giustizia ordinaria valicando il confine che quella non può valicare: Batman infatti non è soggetto a limiti legislativi o giurisdizionali perché volteggia nel buio, combatte la sua crociata sfidando le stesse tenebre che permettono ai malvagi d imperversare. Le stesse tenebre, che lo hanno forgiato e nutrito, lo proteggono. “Batman non ha limiti, non può averne” dice l’uomo che ne custodisce il segreto, il miliardario Bruce Wayne, al saggio maggiordomo Alfred che gli consiglia la prudenza. Dopo aver perso in un brutale assassinio entrambi i genitori quando era un bambino, Bruce l’ha giurata a tutti i criminali della sua città ed ha scelto di duplicarsi in un alter ego oscuro (oscuro perché generato dalle stesse esasperazioni che hanno creato i peggiori criminali di Gotham City). Batman non ha limiti, dunque, ma Bruce ne ha. Sotto la maschera c’è un volto, sotto l’armatura un cuore, dietro la volontà di giustizia una ferita.

Lo sa bene Joker, incarnazione mefistofelica di un male antico e indomito, che gli uomini di Gotham hanno dei limiti. Lo sa così bene che sa esattamente cosa fare perché le persone sorpassino quei limiti. Chi è Joker? Non la solita versione del male pupazzesca e banale (così come Batman non ne è, del bene, una figura roboante e stereotipata). Non un folle psicopatico dietro la cui violenza si nascondono ferite profonde (le ferite di Joker, infatti, sono tutt’altro che nascoste, sono ben in vista perché la gente ne sia a un tempo attratta e respinta). Joker è apparentemente invincibile, perché non vuole conquistare il mondo (non saprebbe che farsene) ma vuole vederlo bruciare. Ci mette poco questo mostruoso clown a scatenare l’inferno: ci vuole così poco per togliere la vita o la speranza alle persone. Ci vogliono perfino pochissimi soldi, filosofeggia Joker mentre brucia milioni di dollari, beffandosi perfino dei mafiosi che li hanno inutilmente ammucchiati (mafiosi che rappresentano un male molto concreto e tutt’altro che metafisico). Sarebbe facilissimo porre fine a questa follia, ma, per farlo, Batman dovrebbe diventare come Joker: dovrebbe togliergli la vita (e più volte nel film ne ha l’opportunità), diventare un assassino e, così facendo, negare valore alla vita umana che ha giurato sempre e comunque di proteggere.

Il cavaliere oscuro è nel suo genere un capolavoro. Il regista Christopher Nolan (già autore di altri film capaci di offrire riflessioni profonde senza disdegnare il piacere dell’intrattenimento, come Insomnia, The Prestige e il fondamentale Batman Begins) e suo fratello Jonathan, uno sceneggiatore di razza, realizzano un affresco grandioso e visionario che va oltre le schematizzazioni tipiche di molti film sui supereroi: il duello tra Batman e Joker non si riduce ad una gara dall’esito scontato a chi neutralizza prima l’altro; in palio c’è l’anima stessa di una collettività. Joker è un “agente del caos”, un emissario dell’inferno che ha lo scopo di togliere la speranza e trascinare le moltitudini nello stesso abisso senza uscita. Batman è colui che potrà sopportare di farsi carico di tutti i mali di questa collettività e così redimerla e darle una ragione per resistere, una scintilla luminosa e un cuore nuovo. Si può vincere questo male? Sì che si può, ma mai definitivamente (e in questo il film oltre che profondo è anche onesto perché dice la verità sulla natura del male).

Non senza l’appoggio di ognuno (e la comunità di Gotham farà la sua parte, in una scena molto bella del film),di tutti coloro che si riconoscono come giusti e desiderano per se stessi una redenzione. Un film potente, il cui rintocco distinto, ci scommettiamo, è destinato a risuonare a lungo.