Il clima è cambiato

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In Francia sembra un’estate come tante, finché non ti trovi circondato da militari armati, camionette della polizia e controlli con perquisizioni e metal detector. Che il terrore ci stia portando via anche i momenti più allegri e sereni dell’estate?

Arriva l’estate e porta con sé notti calde, feste in spiaggia, fuochi d’artificio e tante manifestazioni all’aperto. C’è chi si mette in viaggio, chi resta a casa, chi si gode mete straniere e chi le bellezze della madrepatria. Siamo nel 2016 e sembra un’estate come tante altre, eppure ci sono alcune occasioni particolari a ricordarti che non lo è affatto: c’è un clima diverso, che non dipende dalle piogge troppo frequenti né dal caldo meno afoso.

Ho passato le prime due settimane d’Agosto nella splendida Cannes, città della Costa Azzurra francese, a meno di un’ora da Nizza. Non sono cambiati il mare azzurro, la vita mondana, la luminosa Croisette con gli alberghi lussuosi, i ristoranti affollati e l’aria frizzante. Nei giorni normali si stava in spiaggia tranquillamente, non abbiamo visto i controlli pubblicizzati al telegiornale, né poliziotti aggirarsi tra i bagnanti. Poi, però, sono arrivate le occasioni speciali, le feste, le manifestazioni, come quella del 14 luglio a Nizza, e allora la musica è cambiata.

Siete mai stati a un festival di musica in spiaggia? Probabilmente sì. Siete mai passati ai controlli dell’aeroporto? Anche. Mettete insieme le due cose e capirete come siamo entrati nella zona del festival. Tre posti di blocco, metal-detector, perquisizioni corpo a corpo, proibiti gli zaini grandi, perimetro tracciato da militari con giubbotto e mitra imbracciato, camionette della polizia ovunque, motoscafi a pattugliare la costa. Insomma, per una ragazza nata nel 1992 che non ha mai avuto – fortunatamente – neanche un assaggio della guerra, per un attimo ho provato cosa significhi non sentirsi al sicuro. Stessa situazione, naturalmente, la sera dei fuochi d’artificio, quando la Croisette è stata sbarrata da due file di camion e ogni strada che conduceva al lungomare era sorvegliata da poliziotti e militari.

Che la Francia sia rimasta a dir poco scottata dagli avvenimenti di Nizza è evidente, purtroppo, drammaticamente, è chiaro anche che il clima è cambiato. Molti, vedendo i militari armati, hanno tirato un sospiro di sollievo, sentendosi “protetti”, “non come a Nizza”. Io, vedendo tutta quella mobilitazione, ho provato più paura che sollievo, perché ho visto un clima di terrore, che inquina anche i momenti più allegri e spensierati dell’estate e ho toccato con mano il nervosismo che sottomette uno Stato martoriato da troppi attentati, segnato da troppe vittime innocenti.

Non sono ancora convinta che l’obiettivo primario di tutti i fondamentalisti sia quello di “convertire gli infedeli”, penso che molti siano semplicemente dei pazzi, tuttavia se il loro vero obiettivo fosse quello di portarci via la serenità, lentamente, ci stanno riuscendo. Tocca a noi, adesso, lottare contro il terrore e impedirgli di inquinare le nostre vite, rifiutando il razzismo in nome dell’accoglienza, respingendo la violenza in nome della pace, insegnando a questi terroristi che civiltà significa convivenza, accettazione, libertà.

Susanna Ciucci

Nata a Milano, laureata in Lettere Moderne e in Media Management, frequento il Master in International Screenwriting and Production all’Università Cattolica. Credo fermamente nel potere delle parole. L'ottimismo e l’inestinguibile voglia di dire la mia mi hanno portato ad aprire un blog “Outside the box. Pensare oltre”. E, dulcis in fundo, ho appena tirato fuori dal cassetto il mio primo libro, DISEGNI TRA LE NUVOLE (L'Erudita, 2016), una raccolta di racconti che vuole tenervi "col naso all'insù".