Il compleanno della dichiarazione dei diritti

0

A Londra Daniel James, 23 anni, con la spina dorsale fratturata è stato accompagnato dai genitori in Svizzera per suicidarsi legalmente. La Procura della Corona ha deciso di non processare i genitori “perché non c’è un interesse pubblico”. Sempre a Londra lo stesso giorno, su Sky, è andato in onda il suicidio assistito di Craig Ewert, professore di 59 anni malato di SLA. Due casi di eutanasia benedetti dalle massime autorità: le istituzioni pubbliche che hanno giudicato la morte volontaria un atto privato, e la televisione che ha fatto di quell’atto uno spettacolo pubblico. L’intera Europa e tutto l’Occidente dovrebbero porgere le loro scuse a Daniel e a Craig. Nello stesso giorno in cui eravamo occupati nelle celebrazioni dei 60 anni della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo – mentre spendevamo sapienti parole per i bambini che muoiono di fame e per le donne ridotte in schiavitù – nel cuore dell’Europa la giustizia approvava che Daniel potesse darsi la morte e la tv spettacolarizzava quella di Craig. Ormai assuefatti all’idea che il mancato rispetto della dignità umana riguarda solo paesi primitivi e lontani, non ci siamo accorti che da noi, per l’ennesima volta, due persone hanno scelto di rinunciare alla vita perché convinti di avere qualcosa in meno degli altri. Nel mondo che vorremmo, i bambini e le donne di paesi lontani non dovrebbero morire di fame né essere sottomessi, così come i malati gravi occidentali non dovrebbero mai arrivare a pensare che l’imperfezione fisica o la sofferenza rendano la vita non degna di essere vissuta. Buon compleanno dichiarazione universale. L’articolo è stato pubblicato su brunomastroianni.blogspot.com