Il coraggio di vivere

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“Lo so. È tutto sbagliato. Noi non dovremmo nemmeno essere qui. Ma ci siamo. È come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale. Perché come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra. Anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro, che significavano qualcosa, anche se eri troppo piccolo per capire il perché. Ma credo, padron Frodo, di capire, ora. Adesso so. Le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto. Andavano avanti, perché loro erano aggrappate a qualcosa.”

Una delle figure che più mi hanno colpito leggendo “Il Signore degli Anelli” è stata quella di Sam: una figura goffa e certamente inadeguata a portare nelle proprie mani una grossa fetta del destino dell’intera Terra di Mezzo. Eppure eccolo lì, con la sua perseveranza a vincere le proprie paure fino alla fine, fedele compagno del suo caro padron Frodo, che rischia la sua vita per restare fedele all’impegno preso, alla partita che gli tocca giocare.
Questa figura di piccolo hobbit mi ha dato modo di riflettere sul coraggio, il coraggio di restare saldi e andare avanti anche davanti alle difficoltà e ai pericoli più grandi; coraggio che non significa non aver paura di niente, non temere i pericoli, ma piuttosto coraggio di scegliere, di tenere duro nelle scelte prese, e di lottare per compierle.
Infatti ognuno di noi, ad un certo momento della propia vita, si troverà a dover scegliere quale strada prendere e, una volta presa, si troverà quotidianamente a lottare tra il desiderio di continuare e la tentazione di mollare e tornare indietro.
E credo che il nocciolo di tutta la questione sia qui: andare avanti o tornare indietro.
Andare avanti, dunque rischiare, e rischiare grosso, perché qui non si tratta di un romanzo fantasy ma delle nostre vite, e di vita ne abbiamo una sola, che potremo vivere in un solo modo rinunciando a tutti gli altri modi possibili. Per scegliere, dunque per viverla appieno questa vita, occorre però tanto, ma tanto coraggio: il coraggio di rinunciare a tutte le altre vite possibili, il coraggio di continuare, di perseverare anche quando tutto intorno a noi ci dice che è meglio fermarci; il coraggio di rischiare e di affrontare ogni situazione pur di raggiungere l’obiettivo che poi, in fin dei conti, altro non è che la realizzazione di noi stessi, la felicità.
Oppure tornare indietro, o meglio restare fermi, dato che le nostre vite non hanno il tasto back space. Restare fermi, non scegliere nulla, perché è certamente meno faticoso non rischiare, perché è chiaro che scegliendo si ha la possibilità di sbagliare e dunque forse è più comodo restare seduti a guardare tutte le possibili vite che potremmo vivere senza mai sceglierne una. Questa però, a mio avviso, è la via sicura dell’infelicità, perché non scegliere niente, non rischiare coraggiosamente, non mettersi in gioco, significa far parte del cast di un film senza recitare alcuna parte, significa restare per tutti e 90 i minuti in panchina, significa, in ultima analisi, non vivere.

Dunque quale è la nostra scelta?
Se posso permettermi di dare un consiglio io dico di rischiare, di prendere tutto il coraggio che abbiamo e buttarci avventurosamente in questa vita: avere il coraggio di impegnarci, di porci obbiettivi grandi –  eroici per i tempi in cui viviamo – e perseguirli a tutti i costi, senza risparmiarci, senza mai cedere un solo centimetro del terreno conquistato. E se in alcuni giorni si farà viva quell’ombra che ci metterà davanti la possibilità di mollare tutto, di smettere di lottare, di fermarci, allora coraggio, “alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra. Anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso.”

 

Mi piace tantissimo camminare immerso nella natura e usare le mie mani per dare forma a quel che c'è dentro la mia testa. Ho una passione per tutto ciò che esiste di bello e quindi per la mia Sicilia. Sono laureato in Scienze Storiche e non mi fermo mai davanti alle apparenze ma le scavalco per guardare oltre cercando di far vivere e diffondere la verità intorno a me. Da grande mi piacerebbe fare il giornalista o l'artigiano e il mio grande desiderio è formare una famiglia!