Il discorso del re

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Un film di Tom Hooper. Con Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Guy Pearce, Jennifer Ehle. Titolo originale The King’s Speech. Storico, durata 111 min. – Gran Bretagna, Australia 2010. – Eagle Pictures uscita venerdì 28 gennaio 2011.

1936. Hitler minaccia l’Europa e la seconda guerra mondiale è alle porte. Il momento storico è delicatissimo. Albert (Colin Firth), figlio minore del re d’Inghilterra Giorgio V e “semplice” duca di York cerca di gestire i suoi problemi di balbuzie nervosa passando da un terapista all’altro con pessimi risultati. Grazie all’intervento della moglie trova poi Lionel Logue (Geoffrey Rush), un australiano famoso a Londra per i suoi metodi non convenzionali e decide di farsi seguire da lui.
La situazione però precipita quando, dall’oggi al domani, Albert, per gli amici Bertie, si ritrova ad essere re, a causa della morte del padre e dell’improvvisa rinuncia al trono del fratello maggiore e legittimo erede Edoardo, che molla tutto per amore di una americana divorziata. Gli inglesi stanno entrando in guerra e hanno bisogno di una guida, qualcuno che parli alla nazione con fermezza e sia in grado di unire. Ma proprio la comunicazione verbale è cruccio e motivo di tensione per il neo re, che sente tutta la sua inadeguatezza in questo momento storico così importante.

Il regista Tom Hooper in perfetto stile British, ha saputo fare la radiografia di un personaggio, il neo re Giorgio VI, nei suoi diversi aspetti: quello più privato, di marito e padre che ha timore delle novità che il nuovo ruolo gli impone, e quello pubblico di monarca alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Inoltre il film è interessante perchè tutto incentrato sul rapporto umano tra Albert e il suo terapista. Tra i due personaggi non mancheranno gli scontri, ma a poco a poco nascerà tra loro un profondo legame di amicizia.

Il film, candidato a 12 oscar, è reso solido dall’eccellente sceneggiatura. I dialoghi tra Albert e Lionel sono frizzanti, a volte divertenti, a volte particolarmente pungenti. Colin Firth e Geoffrey Rush, due maestri della recitazione, sono la vera anima della pellicola, alla quale conferiscono non solo credibilità, ma sopratutto intensità e grande classe. Sicuramente un film interessante e piacevole da seguire.

 

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Cogitoetvolo