Il futuro dei nostri figli

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 Una sera passeggiavo per Udine, assorto nei miei pensieri (e nella mia musica). Ero solo.
Ad un certo punto ho deciso di sedermi su un gradino, vicino a due signore (una cinquantenne ed una trentenne ad occhio e croce, al buio l’età non si distingueva molto bene…). Fra di loro era seduta una bambina, che non avrà avuto più di 5 anni, direi.

Dopo circa 10 minuti il “trio” ha deciso di abbandonare il posto sul quale era seduto. Guardandole andare via, mi cadde l’occhio sulle scarpe di quella che presumevo essere la madre: Converse rosse.
Passato un po’ di tempo, ho deciso anche io di riprendere il cammino passando per la strada di fronte al luogo al quale ero seduto. Imboccando la via, ho ritrovato il curioso “trio” accanto al quale mi ero seduto: i tre erano davanti ad un distributore automatico di tabacchi e la donna più giovane (che io ancora presumevo essere la madre) stava scegliendo la propria marca preferita. La bambina stava aspettando con un’aria che io avrei definito annoiata (a prima vista nessuna delle due signore la stava controllando o comunque non stava interagendo in qualche modo con lei).

Allontanandomi e tenendo a mente questi due episodi, ho pensato di raccontarveli qui su C&V, perchè mi hanno molto colpito.
Ho pensato alla bambina: come crescerà? E poi la figura più giovane: è in grado di educare?
Ecco, mi è sembrato di vedere in loro lo specchio della società. Ho pensato che i bambini spesso vengono lasciati a sè stessi in modo che non disturbino i genitori che hanno i loro problemi e non possono “stare dietro” ai figli.
E la moda? Che effetto crea sui genitori e sui loro figli?

Forse è ancora presto pensarlo per molti di noi, ma che educazione sapremo dare ai nostri figli un bel giorno? Lasceremo loro il concetto che “se non hai la firma non sei nessuno” o gli insegneremo a pensare (ed agire) con la loro testa indipendentemente dalle influenze esterne esercitate da moda, tv, nuove tecnologie? Li seguiremo, li rassicureremo?

Cogitoetvolo