Il giardino degli angeli

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Ogni tanto in TV si sente qualche bella notizia. Bella perchè, anche se racchiude in sè un’amara verità, è un grande passo avanti verso l’affermazione della dignità dell’essere umano, qualunque sia la sua età e la sua grandezza: martedì 4 gennaio infatti, a Roma, presso il cimitero Laurentino, è stato inaugurato il "Giardino degli Angeli", un’area riservata al seppellimento dei bambini non nati. All’inaugurazione erano presenti il vicesindaco di Roma Sveva Belviso, il presidente di AMA, Piergiorgio Benvenuti, il presidente del municipio XII, Pasquale Calzetta e il viceparroco della chiesa San Romualdo Abbate, don Saju, che ha benedetto l’area. L’iniziativa è stata promossa dall’assessorato alle politiche sociali e da AMA, che è l’azienda che si occupa della gestione rifiuti a Roma.

L’iniziativa nasce per cercare di dare una degna sepoltura ai bambini che sono morti in seguito all’aborto procurato o spontaneo che, in base alle norme vigenti, vengono classificati "rifiuti ospedalieri" e finiscono perciò nella spazzatura. Come tiene a precisare il vicesindaco Belviso "Il progetto non vuole in alcun modo intaccare i principi sanciti dalla legge 194/78 sull’aborto, ma vuole dare una risposta alle richieste di coloro che con il seppellimento del loro bimbo intendono restituire valore a quel feto che altrimenti verrebbe violato, perché considerato rifiuto ospedaliero".

In questa dichiarazione possiamo ben leggere lo spirito della 194. Quando la Belviso dice "con il seppellimento del loro bimbo intendono restituire valore a quel feto" esprime in parole concise una grande verità: restituire valore. Infatti per essere restituita una cosa bisogna che la si possegga e che venga sottratta, successivamente si può restituire; questo è proprio quanto avviene a quelle povere innocenti vittime della 194: vengono private del loro valore infinitamente grande, vengono derubate della loro dignità di esseri umani e soppressi come animali (o peggio).

Chiaramente, il fatto che il comune della capitale d’Italia riconosca adesso a questi "rifiuti ospedalieri" una degna sepoltura, una sepoltura conforme alla dignità umana, urla al mondo che in realtà quei feti uomini lo sono sempre stati fin dal concepimento, riconosce che quelli che escono morti dall’utero materno non sono semplici ammassi di cellule ma esseri umani. E a questo punto si comprende perchè, facendo un breve giro sui giornali online, si trovano articoli che accusano il Comune di Roma di essere razzista, ignorante e contro la libertà delle donne; perchè è chiaro che se si dà una sepoltura a quei poveri bambini si riconosce esplicitamente che sono persone e, se sono persone, l’aborto non è più "interruzione volontaria della gravidanza" ma uccisione di una persona, il che cambia di parecchio le cose.

Il fatto che gli esseri umani, di qualunque tempo e di qualunque luogo, abbiamo riservato una cura particolare al trattamento dei propri defunti è una prova che ogni uomo porta scritto dentro di sè l’infinito valore che ha come essere umano, valore che non si esaurisce nemmeno con la morte. Il corpo umano è qualcosa di infinitamente prezioso anche quando è privo di vita: chi mai si sognerebbe di abbandonare nei cassonetti dei rifiuti il cadavere di un proprio defunto? Solo le bestie muoiono senza che nessuno se ne occupi, le loro carcasse restano abbandonate lì dove sono morte, diventando concime. Ma l’uomo no. L’uomo ha una dignità che va rispettata anche dopo la morte e anche nelle civiltà più primitive si riserva grande rispetto al corpo dei defunti; dunque buttare i corpicini dei bambini non nati nella spazzatura non è forse qualcosa che ci pone allo stesso livello degli animali?

Già da anni parecchie associazioni pro-life si adoperano per dare una degna sepoltura a questi angeli, adesso il fatto che un comune, un ente pubblico, dedichi un cimitero loro è il primo passo perchè sia riconosciuta a livello publico dignità a questi poveri bambini. Certo la strada è ancora lunga e ardua, sarebbe doveroso dare anche un nome a questi piccoli e sarebbe più che doveroso che fossero seppelliti tutti e non solo quelli che i genitori vorranno, ma questo è il primo passo.

Nella zona in cui verranno seppelliti questi piccoli sono state piantate delle camelie bianche e poste due statue di angeli, simbolo della bellezza, della purezza e della sacralità di quei bambini a cui non è stata data la possibilità di vedere la luce.

 

Mi piace tantissimo camminare immerso nella natura e usare le mie mani per dare forma a quel che c'è dentro la mia testa. Ho una passione per tutto ciò che esiste di bello e quindi per la mia Sicilia. Sono laureato in Scienze Storiche e non mi fermo mai davanti alle apparenze ma le scavalco per guardare oltre cercando di far vivere e diffondere la verità intorno a me. Da grande mi piacerebbe fare il giornalista o l'artigiano e il mio grande desiderio è formare una famiglia!