Il giorno della scelta

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Sorge il sole nella Gran Valle e il profumo della brina sulle foglioline d’erba pervade tutta la vallata. Ci sono campi immensi che si susseguono a case e costruzioni. La forza flebile del vento lambisce le alture che circondano l’abitato. Nell’aria risuona solo la melodia degli uccelli accompagnata dal dolce rumore del fiume che muore nella cascata, per poi rinascere metri e metri più sotto.

Su una delle vie che collegano le case cammina Progetto. Il suo volto svela gioia e simpatia, ma anche un po’ di incertezza. Oggi è il giorno in cui ha compiuto la maggiore età. In questo luogo chi diventa maggiorenne deve fare una scelta. Ogni abitante possiede un rubino posto vicino al petto che può essere grande o piccolo. Progetto ha uno dei rubini più grandi, un rubino che se valorizzato può diventare più grande e prezioso. Ma raggiunta la maggiore età questo tesoro può essere rubato, sporcato o danneggiato da lupi e sciacalli che vivono nella valle del terrore. Per questo bisogna presto metterlo al sicuro.
Tre sono i custodi di tale dono: Passato, Presente e Futuro.

Passato si presentava vecchio, rugoso, lento nei movimenti, a volte anche dolorante, ma comunque pieno di saggezza.
Presente è giovane, di bell’aspetto, sempre sorridente e alla moda. Bada solo a divertirsi e a pensare a se stesso e afferma che il tempo è infinito.
Futuro è diverso dagli altri due: ha l’aspetto come di un neonato, di un bambino che deve ancora formarsi e definirsi. I tre custodi vivono anch’essi nella vallata e non possono venire attaccati dai lupi.

Così Progetto deve decidere prima che sia troppo tardi. Cammina, perso nei suoi pensieri, senza sapere chi scegliere. Su una panchina, lungo la strada, è seduta Festa Mondana, che appare un po’ rintontita. Vedendo arrivare Progetto, così assorto nei suoi pensieri, gli chiede: “A che pensi?”
“Non riesco a decidere quale tra i custodi sia quello giusto per me!” , risponde Progetto.
“Se non scegli Presente – riprende Festa Mondana – di sicuro passerai un vita di disperazione, fallimenti e tristezza. Vivi adesso, bada a divertirti e non pensare a niente!”
Progetto si allontana e riprende a camminare, pensando  a ciò che ha appena sentito. Vedendo una taverna sulla via decide di fermarsi a bere qualcosa. Entra e si siede. Vicino a lui è seduto Fallimento, chiuso nella sua tristezza. Vedendolo in quello stato gli chiede: “Perché sei triste?”
Esitante e con la voce rotta dal pianto, Fallimento gli risponde: “Il mio rubino lo ha preso Passato. Io volevo copiare la vita e le scelte dei grandi della storia, ma non ho ottenuto niente. Non ho creduto in quello che avrei potuto fare io”.
Progetto rimane in silenzio e ancora più preoccupato, dopo aver bevuto, esce fuori. Ancora indeciso, capisce che per scegliere deve andare a parlare con l’unico custode che non conosce ancora. Mentre lo cerca, lo trova disteso sul prato a guardare il cielo, intento a sussurrare qualcosa di incomprensibile. Si avvicina esitante, si siede e chiede “Che cosa hai per me?”.
Futuro lo guarda per alcuni secondi e poi gli risponde: “Cosa hai tu per me! Sono l’unico dei custodi che non dà mai, ma riceve sempre”.
“Come? Che cosa ricevi?”
“Ricevo il tuo passato e il tuo presente” risponde Futuro, che continua: “Anzi, fra i custodi sono quello che dona di più, ma nessuno lo capisce perché il mio dono non è immediato”.
“Allora, se dovessi dare a te il mio rubino, come sarà la mia vita?”
Futuro diventa allora serio e, guardando negli occhi Progetto, gli dice: “Ricordati questo: è importante che tu custodisca nella tua vita il tuo passato e quello degli altri, altrimenti come fa un albero durante la tempesta a restare saldo se manca di radici? Tieni a cuore il presente. Come puoi raggiungere la perfezione se non stai in ciò che fai e non vivi adesso? Perciò se il passato rimane nella tua mente e il futuro lo sbirci con gli occhi, i tuoi piedi devono restare ben saldi nel presente. Infine il futuro: quello lo scoprirai se vivi bene passato e presente. Esso sarà ancora più grandioso. Però io ho una condizione”
“Quale?”
“Che se tu decidi di puntare su di me e su ciò che prometto, dovrai partire subito e cominciare il tuo cammino”.
Progetto lo guarda, rimanendo immobile e impassibile. “Come puoi chiedermi questo? Non posso andarmene; qui ho casa, campi e amici. Come puoi chiedermelo?”, gli dice trattenendo a stento le lacrime.
Ma Futuro continua: “Pensi davvero che per raggiungere una meta, uno possa restare fermo lì  dove è partito? Per questo devi partire per scoprire chi sei. Il frumento viene forse schiacciato senza un motivo? Esso non senza un fine viene pestato, ma per diventare finissima farina. E tu sei così! Dovrai sopportare tanti tormenti e incomprensioni per poterti realizzare. Bene, ora che conosci puoi scegliere. Se vorrai donarmi il tuo valore, ti assicuro che questi semi che getti oggi sulla terra, domani diverranno bellissimi fiori. Il nostro viaggio comincia da lì”.
Futuro di ferma e indica la valle che si apre davanti a loro, la valle del disprezzo…

Articolo scritto da Francesco Quadrini

Cogitoetvolo