Il giro del mondo in 90 minuti

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Quanti di noi hanno sognato di fare il giro del mondo in 80 giorni con Phileas Fogg e il suo compagno di viaggio Passepartout? Lo scrittore francese Jules Verne ha fatto sognare intere generazioni col suo romanzo Il giro del mondo in ottanata giorni.

Oggi grazie al progresso tecnologico in campo spaziale è possibile per la ISS – International Space Station – la Stazione Spaziale Internazionale, permanere in orbita e completare circa 16 orbite al giorno, viaggiando ad una velocità media di 27.600 km/h ad una altitudine compresa tra i 330 e 435 km. Questo vuole dire che per fare il giro del mondo la ISS impiega circa 90 minuti. La Stazione Spaziale è visibile ad occhio nudo persino dalla Terra. Basta sapere dove guardare. Ci sono numerosi sitiweb che monitorano la sua rotta nel cielo. Per esempio www.isstracker.com oppure la pagina ufficiale dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea.

Negli ultimi decenni nel campo dell’esplorazione spaziale si sono fatti passi da giganti o potremmo dire “balzi”, per riferirci allo storico salto dell’astronauta americano Neil Armstrong, primo uomo a mettere piede sulla Luna il 20 luglio del 1969 che commentò  l’evento affermando «questo è un piccolo passo per l’uomo, ma un gigantesco balzo per l’umanità».

L’uomo nel corso della storia, spinto dalla sete di conoscenza, si è spesso posto grandi traguardi da raggiungere, alcune volte persino più grandi di sé. Zarya, che in russo vuole dire “alba”, è stato il primo modulo lanciato il 20 novembre del 1998 per costruire la ISS. Oggi l’intera Stazione ha una larghezza di 108,5 m e una lunghezza di 72,8 m.

Attualmente è persino possibile per gli astronauti che vivono sulla ISS twittare direttamente dallo spazio bellissimi scatti della Terra vista dalla Cupola, il modulo spaziale di osservazione della Stazione, che permette di osservare la Terra e il cielo da una postazione straordinaria. Luca Parmitano, l’astronauta italiano dell’ESA, durante la sua missione Volare, da maggio a novembre 2013, ha regalato bellissime immagini del nostro Pianeta Blu, la Terra, pubblicate direttamente sul suo account Twitter.

Guardando queste stupende foto ci si rende conto della nostra piccolezza di fronte alla grandezza sconfinata dell’Universo. Lo stesso Luca  Parmitano una volta ha affermato: «Non ho le parole per descrivere come la Terra sembri dallo spazio. Ci sarebbe bisogno di un poeta. Quando ero lassù pensavo che se la bellezza è nello sguardo di chi osserva, allora i miei occhi non potranno mai contenere lo spettacolo che mi si offre attraverso la Cupola della Stazione Spaziale. Cercavo di riempirmi lo sguardo e di trasformare quello che vedevo in future e indelebili memorie. Avrei voluto non dimenticare nulla, neanche un particolare di quello che stavo vedendo».

Sulla ISS si alterna periodicamente un equipaggio internazionale di circa 6-8 astronauti, che avrà il privilegio di soggiornare nello spazio da 1 a 6 mesi. L’equipaggio attualmente in orbita sulla ISS è composto tra gli altri da Alexander Gerst, astronauta tedesco partito il 28 maggio 2014 con la missione Blue Dot. Anche lui come molti dei suoi predecessori ogni giorno ci fa sognare pubblicando sulla sua pagina Twitter bellissime foto della Terra vista dallo spazio.

Naturalmente oltre a questa attività di provetti fotografi, gli astronauti a bordo della ISS, effettuano numerosi esperimenti, i cui risultati saranno preziosi per la comunità scientifica che potrà osservare, tra le altre cose, le conseguenze del vivere in assenza di peso nello spazio.

Il 30 novembre 2014 si assisterà ad un evento storico: la prima donna italiana astronauta partirà alla volta della Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta del Capitano Samantha Cristoforetti, selezionata come astronauta dell’ESA nel maggio 2009. In preparazione alla sua partenza, Samantha continua a sottoporsi a continui allenamenti. Si può seguire la sua attività dal diario di bordo che pubblica periodicamente su Google +.

In attesa della sua missione godiamoci le immagini dallo spazio pubblicate dagli altri astronauti e restiamo con gli occhi puntati verso le stelle per continuare a sognare. E chissà se tra qualche anno non si assissterà alla nascita di una base abitata sulla Luna o addirittura su Marte.

Ho origini pugliesi, ma sono nata e cresciuta in Olanda. Mi sono laureata in Scienze della Mediazione Linguistica a Milano e conosco 6 lingue. Ho seguito un Master in Media Relations diventando addetto stampa. Sto completando la mia formazione studiando Marketing a Londra. Sono un’amante dell’arte e della scrittura, una sognatrice appassionata che guarda verso orizzonti lontani…