Il girotondo della vita

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1° classificato del concorso Una storia per la vita – 2011

 

Leggo distrattamente alcune righe di un libro rispolverato dagli scaffali in legno della mia libreria. Rannicchiato sul parquet freddo della stanzetta sfoglio velocemente quelle dieci pagine racchiuse tra il pollice e l’indice della mia mano destra. Ma sono assente, non vivo, non so di vivere! Il mio pensiero è altrove, vola in alto dove adesso nessuno potrà mai osare …. adesso che è tardi perché tu non ci sei!

Eppure tutto questo dolore non esisterebbe più se t’avessi qui al mio fianco, se potessi, per una volta almeno, dirti tutto quanto avrei dovuto. Le mie gambe s’incrociano per gioco quasi a voler dipingere le ali di una farfalla e la penna, che m’ha sempre aiutato, è lontana, fredda, distratta! Tutto è buio, fermo, tutto è incolore e senz’anima, mentre il tempo, impietosamente, scorre.

“Se potessi … se avessi … se dicessi …” una raffica di inutili protasi si scatena con forza nella mia testa, come un naufragio in un mare in tempesta. Vi aleggia il ricordo, la tua unica eredità, quell’anello prezioso che lega la vita alla morte. Così, per caso, mi ritrovo tra le mani un fiore, quel germoglio scavato nella roccia del dolore. Dietro quel fiore, dentro quel libro, c’è una poesia che stanotte voglio donarti. È un inno alla vita che grida tra la polvere. “La gioia della gratitudine”.

È così che quel testo m’ha rimesso al mondo. Come uno slancio dalla non vita alla vita, il cordone ombelicale che mi riporta dritto dritto a te. Raschio il barile fino all’ultima goccia d’orgoglio, rispolvero ciò che è stato della mia aridità e finalmente capisco che nonostante sia tardi non lo è mai fino in fondo. Non è mai troppo tardi per dire “GRAZIE”! Perché … grazie a te, nonna, ora non ho più briciole di polvere ma polvere di stelle. Perché nella tua vecchiaia ho rivisto l’infanzia, nel girotondo perenne della vita, nel tuo nome un’eco che rimbomba, un fulmine che mi scoppia forte dentro al cuore. Allora vorrei essere per te la mano che lega l’altra, l’intreccio che mai si spezza, l’onda che sempre s’infrange. Voglio tenerti per mano, stanotte e per sempre, voglio stringerti forte a me, come se tu fossi la mia ballerina, l’etoille più luminosa del cielo. Voglio metterci tutto. Tutto me stesso, tutto il mio amore, perché questa danza diventi solo nostra. Soltanto adesso mi sentirei vivace, gioviale, libero. Libero di non recitare, di scrivere o inventare … libero di danzare, danzare con te e per te il mio girotondo.

Nonna, mi concedi questo ballo?

 

Sono Domenico, ho 29 anni e una passione smodata per la scrittura. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro, l’altro è un viaggio per il mondo in sella alla mia bici. “Strappare la bellezza ovunque sia e regalarla a chi mi sta accanto” è quel che tento di fare attraverso i miei articoli. Spero che un pizzico di quella bellezza arrivi dritta dritta ai vostri cuori! Buona lettura!!!