Il gran sole di Hiroshima

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I bei ricordi a volte sono a buon mercato. Ieri per un euro, un solo euro, ho riscattato un prezioso frammento del mio passato. Era una domenica mattina di inatteso sole splendente, e così me ne sono andato a spasso per il centro storico della mia città. In giornate come queste anche le facciate di antichi palazzi annerite dalla fuliggine e le vestigia di epoche remote coperte di smog sembrano recuperare il primigenio fasto. Le famiglie escono con piacere e i bambini popolano i vicoli chiusi al traffico. E’ in giorni così che i rigattieri tirano fuori la loro mercanzia e riempiono di bancarelle la zona del mercato. Su quei banchi traballanti c’è di tutto: vecchie radio, vecchi telefoni, vecchi videoregistratori, montagne di caricabatterie per cellulari, piatti sbrecciati, bambole rotte, vecchi attrezzi per la campagna arrugginiti. Mi sono sempre domandato chi mai possa avere interesse a comprare quella roba, eppure attorno a questi improbabili bazar ci sono sempre capannelli di persone che osservano, discutono, trattano e alla fine acquistano. Ad ogni modo, ero lì che passeggiavo osservando incuriosito questo strano commercio quando sono passato davanti a una delle tante bancarelle di fumetti e stampe usate. Il libro mi ha chiamato da un angolo dove stavano ammonticchiate vecchie pubblicazioni polverose e per la maggior parte insulse. Un libro dall’aria familiare, con la copertina di cartone rigido molto variopinta e decisamente non tascabile nelle dimensioni. Il gran sole di Hiroshima, di K. Brüchner. Uno dei primi libri che abbia mai letto. Si è aperta la porta della macchina del tempo: scuola elementare, sarà stata la quarta, ai tempi in cui si usava ancora il grembiule azzurro col colletto bianco. La biblioteca della scuola (non particolarmente fornita), la maestra Carmela non più giovane (dove sarà adesso?), i  compagni (dispersi anche loro, nonostante Facebook…), la partite a figurine nell’intervallo, io piccolo che leggo poche pagine ogni giorno prima di andare a dormire. Inutile dire che ho comprato immediatamente il libro – in buone condizioni tranne una piccola macchia di unto nella prima pagina- e l’ho portato a casa. Un euro. La ri-lettura non mi ha deluso. Le poche gocce di memoria che conservavo si sono pian piano unite al resto della storia come il mercurio argentato: la vita difficile dei piccoli Scigheo e Sadako Sasaki e dei loro genitori, le ristrettezze della guerra affrontate con coraggio, le vicende dei militari americani della base di Tinian, il volo del colonnello Tibbets sul bombardiere intestato a sua madre, la ricostruzione della città, le mille gru d’oro fatte di origami e il tragico epilogo del libro. Ricordavo bene: una narrazione semplice e senza fronzoli ma molto attenta al fattore umano, in cui eventi storici così importanti fanno da sfondo a gioie e dolori di una famiglia. Sono riemerse le emozioni che avevo provato allora, quando della bomba atomica e della crudeltà a cui può giungere il cuore umano poco sapevo e potevo immaginare. Il libro è stato ristampato in formato più agevole. Benché segnalato per un target dagli 11 anni in su, non lo considero un libro per bambini. Può fare bene anche agli adulti, e non solo a quelli nostalgici come me.

 

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Il gran sole di Hiroshima
Autore: Karl Brukner
Genere: Drammatico
Editore: Giunti
Età minima consigliata: 13 anni
Pagine: 254
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.