Il grande Gatsby

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Un film di Baz Luhrmann. Con Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire,Carey Mulligan, JoelEggerton, Isla Fisher. Titolo originale: The great Gatsby. Genere: drammatico. Paese: Australia, USA, 2013. Uscita: 16 maggio 2013. Durata: 142 min.  Rating: 16+

New York, 1922. Il giovane Nick Carraway si trasferisce a Long Island, accanto l’immensa villa del ricchissimo e misterioso Jay Gatsby. Solo quando Nick riuscirà a far incontrare la sua bellissima cugina Daisy con Gatsby, capirà quale segreto custodisce l’enigmatico miliardario …

Poche volte ci soffermiamo a pensare quale meraviglioso strumento sia un libro: ci permette di esplorare mondi meravigliosi, ci fa viaggiare in epoche lontane e in luoghi sconosciuti, aprendoci le porte di personaggi nati solo nella fantasia dello scrittore, eppure tracciati in maniera così netta e precisa da sembrarci quasi reali. E’ proprio questa la sensazione che si ha leggendo “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald, a cui il nuovo film di Baz Luhrmann si ispira fedelmente. Il regista ha mirabilmente dato vita alle parole di Fitzgerald catapultando lo spettatore in una New York degli anni ‘20, inserita di una cornice esaltante e frizzante, dove le donne iniziavano con audacia ad accorciare i loro vestiti e a mettere in mostra le gambe durante gli sfrenati balli delle feste notturne, mentre gli uomini si arricchivano con sfrenate operazioni finanziarie, ignari della crisi economica che, di lì a pochi anni, avrebbe polverizzato e vanificato anche le loro speranze.

In questa scintillante atmosfera inebriata da fiumi di alcol e da musiche accattivanti e rigorosamente anacronistiche – in cui il regista si muove perfettamente a proprio agio, reduce da quel capolavoro musicale quale “Moulin Rouge”- si inserisce la figura misteriosa, tormentata ed enigmatica di Jay Gatsby, guardata e raccontata con ammirazione dagli occhi trasognanti e un po’ vuoti del suo vicino di casa, Nick Carraway (Tobey Maguire). Ed è proprio la vista il punto focale, la chiave di comprensione dell’intero film: così come Gatsby guarda ossessivamente e con aria sognante la luce verde che risplende dalla parte opposta della baia di New York, così gli occhi di un vecchio cartellone pubblicitario scrutano con indifferenza una valle di polvere alla periferia della città, ignari e non noncuranti delle faccende umane, persino del forte amore che il ricco protagonista prova per la bellissima Daisy, una fanciulla milionaria e svampita, sposata ad un marito meschino e traditore. Leonardo DiCaprio riesce a dare al suo personaggio un complessità e uno spessore notevoli, tanto che il suo Gatsby sembra urlare con forza ai suoi contemporanei e alla nostra epoca una verità universale, facendoci riscoprire tutta la potenza dell’amore: un amore forte ma discreto, che è paziente e sa aspettare, anche se inserito in un contesto dove la frenesia e la velocità degli scambi sono ormai diventati un modello di vita.

Ma nel mondo descritto da Fitzgerald l’amore non salva, non costituisce il giusto riscatto di un’esistenza dura e, per certi versi, tragica. La speranza e l’affetto che nutrono Gatsby sono solo la proiezione di un’illusione di assolutezza, destinata a crollare e ad andare in rovina di fronte all’ineluttabilità del destino e davanti alla terribile indifferenza che solo il denaro e il potere riescono a donare all’uomo.

Un film profondo, quello di Luhrmann, che riesce a farci riflettere sulla direzione che sta prendendo il nostro mondo, che ha fatto della finanza e dell’economia l’unità di misura della vita di un uomo. Un film, però, che non riesce fino in fondo a sviluppare tutti i complessi temi nascosti tra le righe del romanzo, che si sofferma eccessivamente sulla sontuosa cornice storica, senza riuscire a gettare uno sguardo più profondo sul mirabile quadro appena accennato dalle parole di Fitzgerald.

Amo studiare le lingue straniere, ascoltare musica, viaggiare e, naturalmente, leggere. Amo in particolare i classici del passato, poiché sono convinta che solamente conoscendo il pensiero di chi ha vissuto prima di noi, possiamo capire e interpretare nel modo migliore il mondo in cui viviamo.