Il lato onesto dell’Italia

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Quando si comincia a credere che il bicchiere sia sempre e inesorabilmente mezzo vuoto, accade che pian piano si smetta di percepire il lato bello della vita. Ci si concentra sulle mancanze e si perdono di vista le doti. È quello che implicitamente sta succedendo a noi giovani italiani: la televisione e i giornali ci mostrano un popolo a cui noi non ci sentiamo -e soprattutto non vogliamo- appartenere. Un popolo corrotto dall’ingiustizia, incapace di dialogare senza ricorrere agli insulti, paralizzato dal suo stesso egoismo. Un popolo traditore e opportunista per cui i soldi e la popolarità contano più del merito, dove il valore del rispetto non è altro che una voce sul dizionario.

È questo il lato arrugginito della medaglia che dobbiamo affrontare ogni giorno, in cui siamo talmente immersi da rischiare di dimenticare cosa c’è dall’altra parte. Perchè è lì dietro che si nasconde la nostra vera identità, ciò che ci dovrebbe rendere orgogliosi di essere italiani. Non siamo mai stati un vero popolo, un patriottismo come quello americano suonerebbe ridicolo in un paese come il nostro. La verità è che siamo un incontro di popolazioni diverse, riunite in un territorio che è stato unito soltanto geograficamente prima del fatidico 1861. E questo incontro ha segnato l’inizio di una convivenza a volte non proprio idilliaca, che però ci ha dato un grande dono: l’accoglienza. Nonostante ci sia chi cerca di farci credere il contrario, noi italiani non siamo capaci di chiudere le porte agli stranieri. E qui in Italia non ci limitiamo ad accogliere, ma aiutiamo chi ha bisogno. Mi riferisco a quell’Italia dove, nonostante la crisi e l’aumento delle tasse, le collette alimentari hanno raccolto più degli anni precedenti e dove ci sono migliaia di volontari che offrono il loro tempo perché chiunque abbia la possibilità di avere un piatto caldo e un vestito addosso.

Forse è perché siamo un popolo che ragiona più con il cuore e con la pancia che con il cervello. Non dico che sia sempre un pregio, però ci rende unicamente contraddittori. Siamo capaci di insultarci per una diversa fede calcistica e poi abbracciarci come fratelli davanti a una partita della nazionale. Facciamo i puritani della cucina ma poi siamo i primi a mangiare le peggiori schifezze pur di sopravvivere: si sa, noi ci adeguiamo a qualsiasi situazione. Sappiamo ridere anche quando tutto intorno a noi ci fa venire voglia di piangere.

Per ogni persona corrotta in questo paese, ce ne sono un migliaio di oneste, che tutte le mattine si svegliano e fanno il loro dovere fino in fondo. Ed è grazie a loro se questo paese, come dicono, si sta riprendendo dalla crisi. Poi è innegabile che ci siano enormi problemi sociali. Ma come dicono gli Oasis, “it always seems to me / you only see what people want you to see”, mi sembra che vediate solo ciò che gli altri vogliono farvi vedere. La chiave per bloccare lo sviluppo di un paese è proprio quella di far credere ai giovani che non ci sia speranza per il futuro. Vogliamo proprio lasciare che il peggio ci renda ciechi al miglioramento?

Federica La Terza

Ogni riccio è un capriccio, un'idea e una curiosità. Il bisogno di andare oltre la superficie, oltre ciò che appare, mi ha spinto a coltivare a livello accademico il mio interesse per la scienza. Di fronte a tutto ciò che passa sotto la lente di ingrandimento della mia curiosità, cerco sempre di ricordarmi che per trovare risposte bisogna fare le giuste domande.