Il lato oscuro

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Nelle grandi storie, quelle che contano davvero, il buono e il cattivo, in fondo, vogliono la stessa cosa. Anzi il buono cammina sul filo del rasoio col rischio di cadere e divenire lui stesso il cattivo.
Il cattivo più cattivo di tutti i film secondo il Times è, infatti, Lord Fener (originale Darth Vader) e chi lo combatte, Luke, rischia pericolosamente di diventare come lui.
Entrambi vogliono portare ordine nella galassia e terminare questo conflitto: solo è diverso il modo in cui Luke e Fener intendono compiere questa missione.

Ma non è questa la differenza più importante.
Lord Fener non ha affrontato la sua paura, ma ha fatto le sue scelte assecondandole: temeva di perdere Padme e così si è rivolto al lato oscuro, col risultato di far accadere proprio ciò che più temeva.

Luke invece affronta la sua paura. Ma quale è?
Ne L’Impero Colpisce Ancora, mentre Yoda lo addestra, Luke scende in una caverna, un luogo dove il lato oscuro è potente: lì compare Lord Fener contro il quale Luke combatte e vince, decapitandolo con la spada laser. Ma quando Luke si avvicina alla testa del suo avversario, scopre che sotto quella maschera nera c’è il proprio volto. Ecco la più grande paura di Luke: essere come Lord Fener.
Proprio nel finale dello stesso film, Luke è di nuovo messo alla prova: in quello che è da molti considerato uno dei migliori colpi di scena della storia del cinema, Fener rivela a Luke di essere suo padre. Luke è, questa volta realmente, messo di fronte alla sua paura: lo stesso sangue del cattivo scorre nelle mie vene! Io sono stato generato dal male che cerco di combattere!
Allo stesso tempo riceve un’offerta molto allettante: unirsi a suo padre – cioè rassegnarsi al lato oscuro – uccidere l’imperatore e porre fine al conflitto che devasta la galassia.

Luke, però, reagisce e preferisce morire, piuttosto che passare al lato oscuro. E questo secondo me accade perchè ha affrontato prima le sue paure e si è accettato per quello che è: sono il figlio del cattivo più cattivo che esista? Non posso farci niente, ma ciò non significa che debba agire come lui.
Proprio per questo ne Il Ritorno dello Jedi, trionfa: non uccide l’imperatore, nè suo padre: anzi è proprio questo legame, che dapprima voleva rinnegare e che poi ha accettato, a permettergli di diventare un Jedi e, cosa ancor più importante, far emergere il bene nascosto in Lord Fener che, alla fine, gli salva la vita.

Ciascuno di noi, come uomo, ha grandi aspirazioni al bene, ma possiede anche un lato oscuro. Accettarlo, per quanto doloroso possa essere, è segno di maturità: dobbiamo renderci conto che siamo capaci dei peggiori crimini.
Quante volte, magari guardando il TG abbiamo pensato o addirittura esclamato: Ah! Io non farei mai una cosa simile! E subito abbiamo emesso un severo giudizio su chi ha sbagliato. Se noi ci rendessimo conto di essere capaci degli stessi orrori che vediamo sullo schermo, non saremmo tanto rapidi a dispensare morte e giudizi. Forse, con un briciolo di comprensione in più, saremmo in grado di vedere il bene sepolto in ogni persona, come Luke l’ha visto in Lord Fener.

Sebbene non sia facile ammetterlo con noi stessi, a volte può essere salutare dire: quella volta lì sono stato proprio scemo! Anziché affrontare le mie paure, le ho assecondate e ho sbagliato.
Accettare il proprio lato oscuro non significa assecondarlo, nè cercare di nasconderlo: vuol dire rendersi conto che fa parte di noi, sapere che esiste e che ce lo porteremo dietro tutta la vita; una volta fatto questo passo, avremo le armi per affrontare il nostro lato oscuro e, con l’aiuto di persone amiche, di vincerlo.

Non dimentichiamo infatti, che nelle grandi storie, quelle che contano davvero, il cattivo agisce da solo, ma il buono mette la sua vita nelle mani dei suoi amici.

 

Milanese da più generazioni, è ammalato di fantasy dalla tenera età di otto anni, quando si accostò a Lo Hobbit di J.R.R. Tolkien. Ora sta concludendo la laurea specialistica in Bocconi, ma rimane sempre appassionato di giochi di ruolo e wargames. Si diletta col krav maga.

  • Fabio Croce

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