Il meglio di Netflix!

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Le recensioni delle migliori produzioni Netflix dell’ultimo mese: Mindhunter, Stranger Things 2 e Le nostre anime di notte

È il 22 Ottobre 2015 la data in cui finalmente Netflix sbarca in Italia. Una data che noi divoratori di serie tv e amanti di cinema e televisione ricorderemo per sempre: è il giorno in cui i binge watchers si sono liberati dalla schiavitù del lentissimo streaming online, in cui il cinema – dai grandi film da Oscar alle leggere commedie per famiglie – è diventato fruibile da un pubblico ancor più vasto. I dati non mentono sulla grandezza di Netflix: la piattaforma ha superato le aspettative dell’ultimo trimestre con 5,3 milioni di nuovi iscritti, superando così i 109 milioni di fruitori. Netflix ha quindi deciso di stanziare 8 miliardi di dollari (invece dei 7 preventivati) per nuove produzioni. In attesa di altre chicche, ecco le migliori produzioni di Ottobre.

Mindhunter

La serie più interessante, innovativa e curata dell’anno Disponibile su Netflix dal 13 Ottobre, Mindhunter è un gioiellino composto da 10 episodi tratti dal libro di Mark Olshaker e dall’ex agente dell’FBI John E. Douglas, Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit. Ambientata nell’America degli anni ’70, la serie racconta le vicende dell’agente FBI Holden Ford, esperto in negoziazione: il primo episodio è incentrato sul percorso psicologico che porta il giovane agente a indagare sulle motivazioni profonde dei delitti, a capire il perché personaggi come Edmund Kemper, Charles Manson e Jerry Brudos (realmente esistiti) abbiano annientato le loro vittime, quali siano le cause che hanno acceso in loro la furia omicida. Si nasce pazzi o lo si diventa? Ma soprattutto, possiamo davvero definire queste persone “pazze? Holden, affiancato dal comportamentalista Bill Tench e dalla psicologa Wendy Carr, inizia a conversare con i più pericolosi serial killer d’America. Il difficile sta nel non lasciarsi coinvolgere e sconvolgere dalle loro storie.

Mindhunter rivoluziona il genere crime: non vedremo pallottole, aggressioni e rincorse sfrenate dietro ad assassini. Niente colpi di scena. Ci chiediamo solo cosa passa nelle teste degli assassini. È un’indagine sull’origine stessa del male, sugli uomini semplici e banali nei quali si annida, sulle pulsioni più feroci dell’uomo. Non vediamo mai atti di violenza: essa ci è solo raccontata, spesso con toni distaccati o soddisfatti, dai colpevoli stessi. La serie è costellata dagli insegnamenti di psicologi e criminologi come Durkheim e Lombroso. Meticolosa è l’attenzione sull’evoluzione psicologica di ogni personaggio, più che sul loro agire. Ciliegina sulla torta è senz’altro la bravura degli attori Jonathan Groff e Holt McHallany, guidati dalle mani sapienti di David Fincher e di altri registi, tra cui Charlize Theron. Fortunatamente, la serie è già stata rinnovata per una seconda stagione.

Stranger Things 2

Dopo un estenuante anno di attesa finalmente il 27 Ottobre Stranger Things è tornato! Il binge watch è d’obbligo: Netflix ha portato la tensione alle stelle nei giorni precedenti all’uscita della nuova stagione con countdown, cartelloni pubblicitari, postando foto e tweet al contrario, in perfetto stile Upsidedown. La serie si compone di nove puntate ideate da Matt e Ross Duffer. La storia riprende un anno dopo la fine della precedente stagione: tutto sembra tornato alla normalità per i nostri giovani protagonisti. Nessuno ha però notizie di Eleven. Ci sono dei nuovi personaggi: Maxine, la nuova badgirl del gruppo, il suo violento fratello Billy, e il nuovo ragazzo di Joyce, Bob, un amante della tecnologia. Purtroppo le new entries non riescono a conquistare a pieno il pubblico e a inserirsi nella perfetta armonia del gruppo della prima stagione.

C’è anche una nuova minaccia a infestare Hawkins: la porta dell’Upsidedown sembra essere ancora aperta e una nuova creatura malvagia vuole distruggere l’umanità. Era davvero necessario? Questo nuovo filone narrativo sembra non portare da nessuna parte: è solo una nuova avventura (troppo esagerata e cupa) per la nostra gang. Viene limitato lo spazio per scoprire la verità su Eleven, che in questa stagione occupa un ruolo marginale e riduttivo; non si scopre niente di nuovo sugli esperimenti scientifici compiuti sulla ragazza, né sulla realtà dell’Upsidedown. Non ci sono risposte.

Nonostante questo, Stranger Things rimane un must-see. Rimangono gli ingredienti migliori della prima stagione: una bellissima colonna sonora qui ancora più presente e incisiva, un montaggio vivace e innovativo, il perfetto stile anni ’80, le continue citazioni dei migliori film di fantascienza e un cast brillante.

Darling you got to let me know/ should I stay or should I go?

Le nostre anime di notte (Our souls at night)

Tratto dall’omonimo romanzo di Kent Haruf, Le nostre anime di notte celebra il ritorno sul grande schermo dell’amatissima coppia di star Jane Fonda e Robert Redford: a cinquant’anni da A piedi nudi nel parco i due attori tornano a farci innamorare. Il film di Ritesh Batra è stato presentato fuori concorso alla 74° Mostra di Arte Cinematografica di Venezia (e non è l’unico film Netflix ad essere approdato in prestigiosi festival del cinema negli ultimi anni). La trama è molto semplice ed è proprio questa semplicità a renderla così amabile, dolce e godibile: Addie e Louis sono due anziani, vedovi, vicini di casa, si conoscono da una vita ma non si sono mai frequentati. Una notte, di punto in bianco, Addie decide di chiedere a Louis di dormire insieme per parlare fino ad addormentarsi. Non c’è nulla di sessuale in questa proposta, solo il desiderio di porre fine alla loro solitudine, la notte, il momento in cui i pensieri si rincorrono irrefrenabili. Louis, dopo una giornata di lunghe riflessioni, accetta l’invito, prepara la borsa e va da lei.

Inizia Così una serie di dialoghi profondi e toccanti: insieme ripercorrono i passi fondamentali della loro vita, i rimpianti, i desideri, i problemi famigliari, i momenti felici.  Lentamente entrambi riscoprono il desiderio di innamorarsi un’ultima volta. La convivenza tra i due trova molti ostacoli: i pettegolezzi delle vicine, le frecciatine degli amici del bar, il disappunto dei figli. Ma i due non cedono. Fondamentale è l’arrivo del nipotino di Louis, Jamie, che turbato dall’instabile rapporto dei genitori, ritrova insieme ai “nonni” la serenità, la spensieratezza del gioco e dell’infanzia. Our Souls at night è un inno all’amore che va al di là delle convenzioni sociali, un amore senza età. È un incoraggiamento a ricercare la felicità a dispetto dei dati anagrafici. Non è mai facile parlare di vecchiaia nel cinema, ma questo film lo fa e ci riesce alla grande, celebrando la forza dell’amicizia e dell’amore che supera anche la paura della morte.

Come è evidente, Netflix procede in quarta con le sue produzioni. Non solo sta conquistando il mondo del cinema partecipando ai festival – vedi il caso di Okja, presentato in concorso al Festival di Cannes – ma accoglie nella sue fila sempre più attori e registi di fama internazionale. Dopo il successo agli Emmy di The Handmaid’s tale, Netflix rilancia pubblicando a Novembre la serie tv L’altra Grace, tratto sempre da un libro di Margaret Atwood. A Ottobre è uscita anche la prima serie di produzione italiana, Suburra, prequel dell’omonimo film del 2015, che verrà trasmessa dalla Rai nel 2018. Per di più si respira nell’aria l’odore di Black Mirror 4. Nei prossimi mesi ci aspettiamo ancora grandi sorprese!

Studio filosofia all'Università di Padova. Adoro leggere, scrivere, viaggiare, Kant, ma solo due volte mi sono davvero innamorata: la prima, quando sono salita su un palcoscenico per il primo spettacolo e ho deciso che avrei trascorso la mia vita in un teatro; la seconda, quando ho messo piede al festival del cinema di Venezia. Amo lasciarmi emozionare e turbare da quello che vedo, amo cercare il senso delle cose, delle azioni, delle parole. Come diceva De Filippo: "Il Teatro (e il Cinema, aggiungo io) non è altro che il disperato sforzo dell'uomo di dar un senso alla vita".