Il mio mondo tra le note

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È forse uno dei percorsi più fenomenali degli ultimi anni quello compiuto in Italia nei territori delle sette note da Alessandra Amoroso. Per lei, parlano le cifre. Dall’entrata nel talent show “Amici” nel settembre del 2008, culminata con la sua vittoria, l’artista leccese ha prodotto due cd, Stupida e Senza nuvole, che insieme hanno venduto oltre 500.000 copie; ha quindi collezionato una serie di numero 1 in classifiche ufficiali e digitali e oggi nell’universo di Facebook può contare oltre 350.000 fan.

Niente male per una che, fino a due anni fa, faceva la commessa e intanto AMOROSOinseguiva la passione per la musica. Tanti concorsi, manifestazioni, tentativi andati a vuoto, poi la chance importante di “Amici”, finita nella magica serata della finale.

Poteva fermarsi lì la sua carriera, com’è accaduto a tanti altri, iscritti nella casella delle “promesse mancate”. Invece la sua voce agro-dolce ha incominciato a volare sempre più in alto e ad emozionare sempre più persone. Per Alessandra, sono così iniziate a piovere grandi soddisfazioni: Laura Pausini l’ha chiamata sul palco del grande concerto “Amiche per l’Abruzzo”, Claudio Baglioni l’ha voluta al suo fianco per l’edizione 2009 di “O’ Scià” e Gianni Morandi per le quattro puntate del suo show tv “Grazie a tutti”.

Attestati di stima che, insieme ai suoi vendutissimi cd, hanno trasformato Alessandra in una certezza, confermata anche dal suo nuovo album, Il mondo in un secondo, diventato un fulminante successo. Un lavoro dall’impianto gradevolmente pop, fatto soprattutto di ballate, con due brani finali cantati in inglese, dove la giovane artista “entra” con autorità nel mondo della black music.

Raggiunta per cellulare mentre effettuava il giro promozionale, ecco cosa ci ha raccontato.

L’INTERVISTA

Le cifre che infiorettano la tua carriera sono notevoli. Quale peso hanno avuto nel realizzare il nuovo cd?
Se da un lato ti danno un ovvio piacere, dall’altro fanno crescere la responsabilità verso tutti quelli che mi hanno seguito fin qui: c’è il desiderio di non deluderli, di fare sempre di più. Tuttavia, questa pressione non influenza le mie scelte: cerco di seguire un mio percorso e se alla gente piace ciò che canto, è chiaro che ne amorososono soddisfatta. In ogni caso, so di aver dato il mio meglio.

Come hai affrontato l’incisione?
Con un livello di maturazione maggiore rispetto al passato. Cantare dal vivo mi ha certamente migliorata e dato più sicurezza nei miei mezzi, aiutata anche dal confronto continuo avuto con chi ha condiviso con me il palco e la realizzazione del cd. È il modo di crescere più efficace nella musica, sapendo che non si finisce mai di imparare.

L’album è composto in prevalenza di ballate. Perché?
È un aspetto della mia personalità. Sono una tipa estroversa e solare, ma c’è anche un lato più romantico in me che è uscito forte in questo disco: sarebbe stato sbagliato cambiare qualcosa solo per aumentare il ritmo ai brani.

C’è una canzone nel cd che ti piace più degli altri?
È difficile scegliere, perché mai come questo album lo sento mio, visto che finalmente ho potuto scegliere anch’io dei brani da inserire nella scaletta. Sono però orgogliosa di Urlo e non mi senti, firmato da Francesco Silvestre dei Modà, un gruppo che mi è sempre piaciuto e che oggi sta raccogliendo un meritato successo.

Ci sono anche due pezzi in inglese di musica nera cantati splendidamente. Sembra il tuo habitat naturale…
È un genere che mi entra nella pelle, in cui mi sento più me stessa. Probabilmente perché sono cresciuta con la black music: in chiesa cantavo i gospel, ascoltavo le grandi voci del soul e oggi ammiro gente come Alicia Keys… Insomma, è uno stile che apprezzo tantissimo.

Quindi un giorno ti vedremo come soul singer italiana?
Mi piacerebbe molto, magari in futuro… Per adesso, bisogna dare ascolto al pubblico: arriva prima l’italiano.

Non scrivi le tue canzoni. Ti stanno stretti i panni di interprete?
No, perché non penso di avere le qualità necessarie per comporre un brano. Oltre tutto, questi due anni sono stati talmente frenetici che non avrei nemmeno avuto il tempo di provare a scrivere. Sono contenta così per adesso: in futuro, si vedrà.

È difficile tenere i piedi per terra?
Non ne ho idea. Al di là del moltiplicarsi degli impegni, sono rimasta la ragazza di un tempo, quando facevo la barista o la commessa. E non faccio nulla per cambiare. Continuano ad essere importanti la mia famiglia e le mie due migliori amiche: sono ripari sicuri dove stare.

Articolo tratto da Mondoerre

 

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