Il nostro sito sul blog di Severgnini!

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Iniziamo il 2009 e ancora risentiamo positivamente della citazione che di Cogitoetvolo è stata fatta sul blog di Beppe Severgnini, ospitato nel sito del Corriere della Sera. L’aumento vertiginoso di persone che hanno visitato il nostro sito e che hanno votato il sondaggio sulla riforma Gelmini, oltre a farci conoscere a diverse centinaia di nuovi navigatori, ha riportato in primo piano la delicata trasformazione della scuola e dell’università, di cui si parla molto meno sui giornali ma che sta andando avanti.

E’ bene che gli studenti non lo dimentichino e continuino a tenere sotto controllo quello che succederà nei prossimi mesi e che li riguarderà da vicino. Non tanto per protestare in modo poco costruttivo o con il rischio di venire strumentalizzati da chi ha altri obiettivi, quanto per rimanere protagonisti del loro percorso scolastico e universitario.

Il sondaggio che abbiamo riportato tempo fa sul nostro sito, ricordiamolo, è una riproposizione di quanto era stato fatto in alcuni licei romani.

Riportiamo una testimonianza di uno studente del secondo anno di un noto liceo classico romano, che assieme ad altri ha coordinato l’iniziativa del sondaggio nelle scuole:

Curioso: uno studente si definisce “uno che studia”. Eppure, per vari giorni di ottobre  e novembre mi guardavo intorno e vedevo studenti che non studiavano. Chiedevo ai miei amici: “Perchè non studi?”; risposta “La mia scuola è occupata” oppure “Oggi c’è la manifestazione” o ancora “C’è autogestione per una settimana”. La domanda sorse spontanea: perchè i ragazzi di molte scuole di Roma occupano, manifestano, si autogestiscono? Perchè quindi, protestano? Mossi da questo dubbio, con un gruppo di amici ben affiatati, ben distribuito per tutta Roma, abbiamo redatto un sondaggio sul decreto Gelmini, nella speranza di fare più luce riguardo all’informazione o la disinformazione degli studenti della nostra città. Dal sondaggio emerge che soltanto la metà degli intervistati sono pienamente al corrente dei contenuti della riforma Gelmini, e soprattutto che in quell’ambaradam di manifestazioni e proteste, soltanto la metà ha maturato una propria opinione personale riguardo alla riforma.

E questo, invece, è quello che scrive un docente di materie umanistiche in un liceo romano dove è stato sottoposto il sondaggio:

“Possiamo dirlo: è stato bello vedere i ragazzi entusiasmarsi, accendersi, a volte discutere animatamente di un argomento che non fosse la Roma o la Lazio! Tanto più sorprendente è che questo argomento era la scuola, il cui solo eco lontano induce ad assopire l’intero esercito di neuroni presenti nella maggior parte dei nostri eroi. Ebbene sì, è successo!
Il questionario infatti evidenzia che quasi il 70 % degli intervistati è addirittura al corrente delle ragioni che hanno indotto la neoministro a normare ambiti talmente delicati, da scatenare le reazioni di tutti i media. Voglio dire: una percentuale inaudita, rispetto a quanti ragazzi hanno una vaga idea delle opere di Dante, delle leggi della termodinamica o di Kant …
Gratta, gratta, però scopriamo altre cosette interessanti, anche se da un altro versante. Tre ragazzi su quattro hanno maturato un’opinione sulla questione e l’hanno espressa in vari modi ai propri compagni di classe e di scuola. Poi però leggi che solo uno su due è sceso in piazza per manifestare, per esprimere il proprio dissenso e cercare di scuotere l’opinione pubblica su tali temi. Insomma: ce ne passa fra le quattro chiacchiere in compagnia e il trascorrere intere giornate sulla strada, magari sotto la pioggia e tornare sgolati a casa … Ma l’anomalia più grande penso sia, a valle di tante manifestazioni, studi, approfondimenti spesso guidati dai docenti stessi, che il 60 % degli intervistati (che sale al 77 %, se ci aggiungiamo anche quelli che hanno risposto ‘abbastanza’) sia convinto che il contributo dei ragazzi non sarà molto determinante per questa vicenda.
Come a dire: studio, discuto, lotto, manifesto, ma tanto so che non cambierà mai niente … E, allora, quel fuoco di ribellione che abbiamo visto accendersi negli occhi di tanti che cos’era? Un fuoco di bengala, una scusa per saltare ore di scuola, uno dei possibili effetti di libri come “La casta” o “Gomorra” (davanti a questa ‘cosa’ non ci si può far nulla!), o l’inizio di una discussione, di un’accensione che non dovremmo far dimenticare ai ragazzi e a noi stessi?”

 

Leggi l’articolo di Alessandro Cristofari sul blog di Severgnini

 

Cogitoetvolo