Il passato e l’arte di vivere: una battaglia senza nemici

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Quella di vivere è un’arte difficile. Nessuna strategia può servire a qualcosa. La verità è che non ci sono nemici e senza nemici non ci può essere una guerra da affrontare

Non è mai troppo tardi per ricevere qualche consiglio da un buon amico. E allora tendete l’orecchio, ho qualcosa da sussurrarvi, qualche dritta per il nuovo anno appena iniziato. No, non sono un personaggio mutuato dall’opera di Lord Byron: non ho la pelle bruciata dal sole, e nemmeno vistose cicatrici a segnarmi il viso (anche se una volta la testa me la sono spaccata, ma avevo poco meno di sei anni). Le mie esperienze di vita sono sicuramente simili alle vostre, e ho ancora miliardi di cose da imparare su come si vive. Un’arte difficile, quella di vivere. Un’arte che, in fondo, nessuno può insegnare. Nessuno tranne lui, il Passato.

Quando pensiamo al passato, alla nostra storia personale, cosa ci viene in mente? Un fantasma dolce, ma inquietante (vedi il capolavoro animato Festa in Casa Muppet, di dickensiana memoria), un macigno pesante e opprimente che rotola giù lungo un pendio scosceso, una giornata di sole cocente con il mare piatto come una tavola o una siesta all’ombra di una vecchia quercia? Ognuno di noi ha nel cuore immagini del proprio passato, più o meno piacevoli. Sono le immagini della nostra vita, a volte sfocate, sgranate o zoomate; altre volte limpide come primitive e incontaminate sorgenti (prima del pm10, si intende). Qual è il loro ruolo? A cosa servono? Sono un comodo rifugio per i tempi meno felici? Sono una persecuzione da cui è impossibile liberarsi? Possono essere analizzate o ignorate, possono lasciarci indifferenti o appesantirci l’anima. Possono essere tutto e niente.

E allora, anche se non mi avete chiesto nulla, ho qualcosa da dirvi. Non permettete che le immagini del vostro passato prendano il posto di quelle presenti e, perché no, di quelle future. Se gli esseri umani sono privi della facoltà di ruotare la testa e guardarsi le spalle, un motivo ci sarà, non credete? Certo, si può usare uno specchio, andare in giro guardando costantemente dietro di sé…ma si rischia di inciampare o di travolgere qualcuno.

Quella di vivere è un’arte difficile. Non ci sono formazioni a testuggine o falangi oplitiche in grado di farci vincere la battaglia senza rischi. Nessuna strategia, nessuna tattica, nessuna mossa segreta può servire a qualcosa. La verità è che non ci sono nemici. E senza nemici, non c’è nessuna guerra da affrontare.

Vivere restando liberi, questa è la vera sfida. Liberi da catene materiali, liberi da preconcetti e riserve mentali, liberi da rancori, liberi da cattivi sentimenti. Liberi dall’oppressione di ricordi negativi, mettendo finalmente all’opera l’indimenticabile insegnamento di un grande Maestro dell’antichità: Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis. Il passato, come la storia, ci insegna a vivere.

Non deve mai, e poi mai, farci soffrire.

Fabrizio Margiotta

Chitarra, armonica e poesia mi basterebbero per vivere. Nel mio bagaglio, tuttavia, anche studi in Legge e una passione smisurata per il giornalismo e la scrittura creativa. Fàbregas, Faber, Fafo o Fafà, Jeff Beck, Animae Partus... chiamatemi come volete, ma questa è l'ultima volta che provo a descrivermi.