Il Pescatore di Sogni

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Un film di Lasse Hallstrom. Sceneggiatura di Simon Beaufoy. Con Kristin Scott Thomas, Ewan McGregor, Emily Blunt, Rachael Stirling, Amr Waked. Paese: Gran Bretagna. Genere: commedia romantica. Target:14+. Uscita:18 Maggio 2012.

Uno sceicco vuole importare nei deserti dello Yemen la pesca al salmone e coinvolge un mite scienziato  inglese razionalista e scettico…

E’ meglio il film o il libro? Annose questioni, forse, un po’ oziose.

Eppure ci risiamo: anche questa volta abbiamo a che fare con un bel romanzo, Pesca al salmone nello Yemen di Paul Torday, rovinato da un film mediocre. E’ il caso della stucchevole commedia il Pescatore di sogni, che ha scelto di non andare controcorrente come fanno invece i salmoni del libro.

Gli elementi per un bel film c’erano tutti: un bel libro da cui trarre ispirazione, la sceneggiatura del già Premio Oscar per The Millionaire Simon Beaufoy, la regia del plurinominato agli Oscar Lasse Hallstrom, un cast di prim’ordine e una bella storia con un soggetto bizzarro che, per una scelta che non riusciamo a spiegarci, assume uno sviluppo prevedibile e ripetitivo con punte di operetta.

Alfred è uno scienziato inglese “geneticamente programmato per vivere una esistenza noiosa e banale” e con un senso dell’umorismo incomprensibile. Sposato da anni (si ignora il perché) con una moglie fantasma e in carriera è incaricato di introdurre la pesca al salmone nell’arido Yemen. Lo affianca in questo bizzarro progetto la bella Harriet Chetwode-Talbot (Emily Blunt), pimpante manager dall’animo sensibile e fidanzata di fresco, che lo ha contattato su incarico di un ricchissimo e affascinante sceicco. Fin qui nulla da eccepire. In mezzo una svagata responsabile capo ufficio stampa del Primo Ministro, splendidamente interpretata da Kristin Scott Thomas, che cerca di rifare il look ad una politica britannica in Medio Oriente un po’ zoppicante.

E allora cosa c’è di meglio, si chiede Patricia Maxwell, di una storia positiva come quella di spedire 10.000 salmoni di allevamento in un fiume in mezzo al deserto? Nei momenti di crisi non c’è cosa più bella di poter finanziare un progetto stravagante, forse non utilissimo, per risollevare gli animi incupiti. E allora tutti a lavoro.

Presto però l’amicizia tra Harriet e Alfred, come spesso accade tra uomo e donna, deraglia nella pista dell’amore. I due tra passeggiate al tramonto ed una autentica scoperta dell’interiorità dell’altro finiscono per innamorarsi. Anche qui non ci sarebbe niente di male, se non fosse per le responsabilità che precedentemente i due si erano presi.

Nei media si registra, in modo sempre più inquietante, una accorata insistenza nel voler presentare il matrimonio come una scelta infelice. Un legame noioso e fragilissimo, di quelli che si interrompono (come accade in una scena del film) con un laconico sms. Eppure dieci minuti prima avevamo visto Alfred chiedere un figlio alla fredda moglie. Ma davvero così volubile è l’animo umano? Perché ci si lega a qualcuno se non si è veramente convinti della responsabilità che si assume? Di nuovo annose questioni che –  nella società di oggi – stanno assumendo una sfumatura rosa cuor leggero molto preoccupante.

Anche il discorso sulle ragioni della fede rimane sospeso tra matrimoni infelici e fidanzati dati per dispersi, che rispuntano come fantasmi in pieno deserto. Interessante, a questo proposito, la riflessione di Alfred mentre osserva gli yemeniti raccolti in preghiera: in Occidente, osserva lo scienziato, la messa domenicale è spesso sostituita dalla spesa nel centro commerciale. Lo sceicco che apparentemente sembra conoscere i miracoli di Dio e il significato della fede è invece il personaggio che delude di più: apparentemente mistico (ma con tante mogli) risolve in realtà sempre tutto ricorrendo al dio denaro, l’unico in grado di mettere veramente tutti d’accordo.

Peccato perché quando il sogno sta per avverarsi e nella diga ricolma d’acqua cominciano a sguazzare i salmoni, lo spettatore non vede l’ora di uscire dalla sala, pensando a come avrebbe potuto essere emozionante il film, il cui compito doveva essere semplicemente quello di armonizzare la satira politica, le ragioni della fede e i sentimenti. Difficile, dunque, trattenere la delusione.

http://www.youtube.com/watch?v=06AgXP-znCw

Giornalista. Membro della Direzione e Responsabile della sezione Cinema e TV.Scrive anche per Cronachedigusto.it, FoodieDrivers.it, Geapress - Agenzia di Stampa. Vincitrice della Borsa di Studio Norman Zarcone, assegnata dall'Ordine Giornalisti Sicilia