Il più grande bassista del mondo

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Mi chiamo John Francis Pastorius III e sono il più grande bassista del mondo.”
Così si presentò un giorno “Jaco” Pastorius a Joe Zawinul, a quel tempo tastierista dei Weather Report.

Suonava generalmente un basso elettrico fretless (senza tasti). Nonostante la brevità della sua carriera, ha determinato una rivoluzione totale per quanto riguarda il suo strumento: con il suo stile particolare è riuscito a caratterizzare il basso come solista, e ridefinire il ruolo del basso elettrico nella musica, suonando simultaneamente melodie, accordi, armonici ed effetti percussivi.

Con la sua espressività e con il suo tocco dolce rafforzato da un lieve distorsione che poi verrà usata da alcuni musicisti, riusciva a creare melodie fantastiche: il genere lo aiutava! Cominciando con R&B (Rhythm and Blues) e con il pop giunse fino al funky e alla fusion.

Apro una parentesi. Per fusion, negli anni ‘80 si, intendeva una contaminazione di generi diversi, ma il termine viene utilizzato anche per indicare le musiche che nel decennio precedente venivano classificate come jazz-rock. Coniuga stilemi tipici del jazz a una strumentazione tipicamente rock dove gli strumenti elettrici, le tastiere e la strumentazione elettronica in generale hanno un ruolo predominante nel determinare il suono. La contaminazione avviene anche a livello stilistico, sia nell’accompagnamento, dove linee tipicamente funk tendono a sostituirsi ai più tradizionali accompagnamenti jazz, sia, più in generale, nella struttura del pezzo. Più in generale, “fusion” è termine che in musica identifica una commistione tra più generi musicali differenti, spesso distanti tra loro. Chiusa parentesi.

Dal 1976 la fama di Pastorius iniziò ad espandersi a livello internazionale con l’album Jaco Pastorius; nello stesso anno iniziò a suonare con i Weather Report in due brani dell’album Black Market, e stabilmente dall’album Heavy Weather (1977). Nello stesso anno collaborò con Pat Metheny e Bob Moses nell’album Bright size life. L’anno successivo sempre con i Weather Report suonò in Mr. Gone (1978), poi nel live 8:30 (1979) e in Night Passage (1980).

La sua carriera da musicista giunse a livelli molto elevati, ma dal 1977 cominciò ad assumere droghe e alcol. A causa della dipendenza si accentuò il suo squilibrio mentale e Jaco cominciò una carriera da solista, abbandonando i Weather Report.

Riuscì comunque a regalare brani di incredibile bellezza, sempre stando nella fusion e anche nel funky, ma già si notava un progressiva ma inesorabile decadenza: ben presto le sue relazioni con i manger dell’industria discografica e i gestori dei locali peggiorarono a tal punto da non trovare nessuno disposto a ingaggiarlo per un concerto.

In seguito ad un pestaggio da parte di un buttafuori di un locale nel quale Jaco, ubriaco fino all’eccesso, pretendeva di entrare, morì il 21 settembre 1987, dopo 9 giorni di coma.

Ed ecco narrato un grande “successo” della droga! Una persona che aveva ancora tanto da dare, grazie al suo genio musicale, stroncata dall’alcool e  dalla droga… Un finale triste, ma purtroppo reale e non raro.

 

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