Il potere dei giovani contro fretta e nichilismo

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Dobbiamo essere sempre più veloci, sempre più macchine, ma siamo sempre più persi ed infelici. Sapete il perché? Perché non siamo macchine

Viviamo in un’epoca in cui la velocità, la fretta e la necessità di arrivare (non si sa bene dove) ci spingono ad agire senza sapere il perché. Il filosofo Umberto Galimberti parla di nichilismo, una mancanza di scopo che impoverisce la mente e il corpo di noi giovani frettolosi.

Umberto Galimberti

Siamo circondati da mansioni che richiedono meccanicità, l’esecuzione precisa di un determinato compito seguendo in maniera ligia le istruzioni. Ci è espressamente richiesto di essere degli abili esecutori. Non dei creativi.

Siamo accusati di non impegnarci, di non fare abbastanza, ma forse non è così. Facciamo tanto e troppo velocemente perché, come spiega Umberto Galimberti nel libro La parola ai giovani”, siamo sovrastati dalla velocità con cui le tecnologie si evolvono e in particolare dalla velocità con cui quelle stesse tecnologie ci permettono di raggiungere le informazioni. Forse perché ci è richiesto di essere come quelle macchine prive di emozioni e di sentimenti ma funzionali al perpetuare del misero valore della produttività, dimenticandoci che noi siamo di più.
Oltre ad essere logica siamo un mare di energia irrazionale. Forse crediamo che l’irrazionalità non ci appartenga e cerchiamo di emulare macchine create anche grazie alla nostra passione irrazionale e alla creatività.

Non si può essere felici se ci si abbandona alla misera razionalità, non si può essere autentici, non si può amare.
Non si può uscire da questo circolo vizioso di frenesia e voglia di arrivare (non si sa bene dove) se ci si lascia ammaliare dalla ricerca del misero valore della produttività. Dobbiamo essere sempre più veloci, sempre più produttivi, sempre più macchine, ma siamo sempre più persi ed infelici. Sapete il perché? Perché non siamo macchine.Scrive Galimberti:

“Nel vostro cuore e nel vostro sentimento c’è ancora un sogno che è un progetto, un’illusione non ancora delusa, una finzione che non è un inganno, ma una prefigurazione di un mondo diverso da quello che vi è stato consegnato”.

Noi giovani abbiamo molto più potere di quello che pensiamo.

Il futuro ad ogni modo ci attende e, che ci piaccia o no, questo è un dato di fatto. Lo ricorda anche l’ormai non giovanissimo Galimberti sostenendo che se non altro il futuro ci appartiene per ragioni biologiche. Quindi dal futuro non si può scappare. Ma è questo il punto? Non credo proprio!

Il futuro è una nostra creazione e lo determiniamo grazie alle scelte che prendiamo ogni giorno, alla sofferenza che decidiamo di accettare, alla vita che continuiamo a sognare. Non dimentichiamoci che non sono le cose che accadono ad avere valore, ma è il pensiero che ci costruiamo sopra ad averne.
Sì, ogni giorno possiamo fare una scelta, possiamo abbracciare la paura, l’odio, la rabbia, la delusione per un domani incerto, oppure possiamo vivere amando, sognando, creando qualcosa di nuovo.

Pensateci un attimo, pensate a quell’adrenalina che inonda i nostri corpi nel momento in cui ci lasciamo andare all’ideazione. Pensate a quante esperienze abbiamo creato grazie ai nostri pensieri sulle cose, sugli eventi, sulle persone.

 

Pensate a quella volta in cui nonostante le paure, nonostante quel senso di mediocrità che ci circondava e che voleva tenerci bloccati in condizioni a malapena degne di essere vissute, decidemmo di agire e di creare nuovi significati, in parte prefigurati e in parte lasciati a quel gran compagno di vita dell’ignoto.

Sì, l’ignoto è un gran compagno di vita, un ingrediente fondamentale per vivere pienamente, per vivere creativamente. Ci fondiamo con l’ignoto in quei momenti tragici in cui, se non ci fosse quell’incertezza che le cose potrebbero migliorare, probabilmente ci faremmo inghiottire dal vortice dell’inutilità della vita.

La vita è una nostra creazione, la vita sono i significati che diamo, la vita è nostra.
Abbiamo un potere indescrivibile sulla nostra vita e su quella degli altri.

Prendiamoci queste responsabilità, non scarichiamole su qualcun altro,
incominciamo a credere nel nostro potere,
incominciamo a creare la vita che vogliamo, con i valori che vogliamo e con i significati che vogliamo,
senza dimenticarci di quel meraviglioso valore.

Il potere e la responsabilità che abbiamo sulla nostra vita e su quella degli altri.

Articolo di Leonardo Brazzoni

Cogitoetvolo

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