Il potere e la gloria

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Lo chiamano il prete spugna. Puzza di acquavite. Ha anche una figlia, generata in un momento di ubriachezza quando era parroco in un villaggio di contadini. Opportunista e incostante. È il protagonista di questo romanzo, scritto nel 1940. Un prete che non ha nulla di quella esemplarità che ci si aspetterebbe da un uomo di chiesa. Solo che questo prete vive in un Messico dove imperversa una violentissima persecuzione nei confronti della fede. Non ci sono più sacerdoti in giro e anche lui è braccato dai miliziani e deve nascondersi nelle fattorie o nelle cantine. Dove giunge, però, il prete ubriacone, si sparge la notizie e le persone si radunano: poveri e abbandonati cercano il conforto dei sacramenti, la consolazione di una confessione, il cibo spirituale dell’Eucarestia. Animate dalla fede le persone semplici vedono, oltre l’apparenza di un uomo distrutto da vizio, l’azione della grazia di Dio.

Romanzo che apre uno squarcio. Quando uscì generò scandalo. Il Sant’Uffizio si interessò del caso e diffidò l’autore dal mettere in circolazione altre edizioni di un romanzo che era già diventato un caso letterario senza averlo prima rivisto, eliminando le immoralità che conteneva. Fu il cardinale Montini, futuro papa Paolo VI, a rimettere in discussione il giudizio del Sant’Uffizio elogiando l’opera dal ‘singolare valore letterario’ e dall’intento ‘altamente apologetico’. Il tema è di grande attualità: sacerdoti non esemplari appaiono con una certa periodicità nelle pagine dei nostri quotidiani e creano confusione e sfiducia nei fedeli cattolici. Del potere della grazia di Dio, che agisce anche attraverso strumenti non adeguati, di solito in questi stessi quotidiani non si fa parola. Così come si dimenticano spesso tutti quei preti che nel silenzio e nella fedeltà alla propria vocazione, svolgono un servizio preziosissimo e scomodo e pericoloso a volte che i benpensanti dal giudizio leggero forse non riescono a immaginare.

«Il prezzo della libertà, anche nella Chiesa, è l’eterna vigilanza» ebbe a scrivere Graham Green in una delle successive edizioni del romanzo. «Ma io mi domando se uno qualsiasi degli Stati totalitari, sia di destra o di sinistra, mi avrebbe trattato con la stessa gentilezza quando mi rifiutai di rivedere il libro con il cavilloso pretesto che il copyright apparteneva ai miei editori…».

Nelle sue peregrinazioni il prete spugna incontra padre Josè, che davanti alla violenza della persecuzione ha preferito abbandonare il suo sacerdozio e ora vive, sposato, una vita serena, senza minacce, ma con l’animo appesantito dai sensi di colpa. Il prete spugna, invece, scappa, si nasconde e a volte chiede acquavite in cambio del suo servizio pastorale.

Un bel giorno viene messo all’angolo. Un traditore lo supplica di recarsi a confessare un moribondo, un famigerato assassino che si trova in fin di vita in una prigione di provincia. Lui va. La vocazione di prendersi cura dei peccatori a cui ha corrisposto non è stata lavata via dai fiumi di alcool nei quali a cercato conforto in momenti di debolezza e disperazione. Non sa che troverà presto una occasione di dare testimonianza della sua fede. E senza avere un prete per confessarsi, essendo rimasto lui l’ultimo…

L’interessante vicenda della condanna da parte della Chiesa di questo classico della letteratura inglese e del successivo ripensamento, già nota, è stata ricostruita con dettaglio in seguito all’apertura di una parte dell’archivio segreto della Congregazione per la Dottrina della Fede operata da Joseph Ratzinger, come testimonia un articolo di qualche tempo fa che ne riporta i passaggi salienti.

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Il potere e la gloria
Autore: Il potere e la gloria
Genere: Romanzo
Editore: Mondadori
Età minima consigliata: 16 anni
Pagine: 252
Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.