Il professore e il vaso di marmellata

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Un professore, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto vuoto di marmellata e cominciò a riempirlo con dei sassi di circa 3cm di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno. Essi risposero affermativamente.

Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli, li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. I piselli naturalmente si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, risposero di sì.

Il professore allora tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempì ogni spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Il professore chiese ancora una volta agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero, senza dubbio alcuno, affermativamente.

A questo punto il professore tirò fuori. Da sotto la scrivania, una bottiglia di vino e ne versò completamente il contenuto dentro il vasetto, inzuppando la sabbia.
Gli studenti si misero a ridere.

“Ora – disse il professore non appena svanirono le risate – voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la nostra vita. I sassi sono le cose importanti ? Dio, la famiglia, gli amici ? le cose per le quali se tutto il resto fosse perduto, la vita sarebbe ancora piena.
I piselli sono le altre cose importanti: il lavoro, la casa, i viaggi, il pensiero, le aspirazioni.
La sabbia è tutto il resto ? le piccole cose.”

“Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia,” continuò, “non ci sarebbe spazio sufficiente per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vita. Se dedichiamo tutto il nostro tempo e la nostra energia alle piccole cose, non avremo spazio sufficiente per le cose veramente importanti”.

Una studentessa allora alzò la mano e chiese al professore che cosa rappresentasse il vino.
Il professore sorrise. “Sono contento che me l’abbia chiesto. Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la nostra vita, perché c’è sempre spazio per una buona bottiglia di vino”.

 

Racconto segnalato da Alessandro D’Avenia

 

Cogitoetvolo