Il ragazzo del furgone azzurro

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Il mio sogno era di fare la hostess. Volevo volare. Girare il mondo. Volevo scappare dal mio paese perché pensavo che la felicità fosse altrove.

«Siamo spiacenti» mi hanno detto quando mi sono presentata per un colloquio, «la sua statura non le consente di concorrere per questo posto». Non mi hanno presa. Non ero all’altezza, secondo loro. Eppure non sono così bassa…

Sono finita a lavorare al distributore ENI sulla statale. Mi hanno dato una tuta gialla e grigia e un paio di scarponi antiscivolo. Anche così vedo il mondo. Solo che invece di andare io su e giù è il mondo che passa da qui. Ogni giorno centinaia di persone: il contadino col trattore, la famiglia che va in vacanza, i ragazzini sul motorino, il ragazzo del furgone azzurro, i camion della cava di tufo… Il mio compito è ben preciso: a tutti i clienti, ma proprio a tutti, devo parlare del nuovo concorso Happy home, in viaggio verso casa. Mentre aspettano il rifornimento io mi avvicino, indosso il mio migliore sorriso e spiego loro come possono vincere grazie a ENI ogni giorno dei buoni di carburante da 10 €, ogni settimana forniture di gas, luce e carburante e alla fine addirittura un buono di 250.000 euro per l’acquisto di una casa. Ormai l’ho imparata a memoria, la filastrocca.

Le persone mi ascoltano. Beh, chi più chi meno. I camionisti sono i più simpatici: sembrano bruti ma mi trattano bene. Poverini, stanno da soli tutto il giorno… Le signore che tornano dai centri commerciali con le auto piene di merce, invece, non mi guardano nemmeno. I centauri coi loro giubbotti di pelle e gli occhialoni da sole prendono i depliant appena arrivano e li accartocciano prima di ripartire. Il ragazzo del furgone azzurro ha sentito la mia filastrocca più di venti volte. La sa a memoria ma mi ascolta sempre. Quando arrivo al punto in cui gli spiego che per vincere bisogna andare sul sito www.youandeni.com oppure scaricare l’app Eni station per lo smartphone o mandare un sms mi fa il verso e ci mettiamo a ridere e lui fa sempre la stessa battuta: «Allora dammi il tuo numero, che ti mando un sms…».

Mi piace il mio lavoro, anche se la sera torno a casa stanca. Ogni mattina però ritorno contenta: chi incontrerò oggi? I ragazzi in gita per il mare con la musica a palla? Il fruttivendolo col camioncino pieno di arance? I turisti tedeschi bruciati dal sole? Il riccone con la Ferrari? Il ragazzo del furgone azzurro? Lui sì, di certo. Lo aspetto. Lui viene sempre. A tutti dirò la stessa cosa: prendete il codice promozionale che trovate dietro lo scontrino, inviatelo all’ENI e… che la fortuna vi assista! Buon viaggio verso casa!

Stamattina gliel’ho detto, al ragazzo del furgone azzurro:

«Anche oggi sei qui? Ma allora ci tieni proprio a vincere queste forniture di luce e gas!»

«Forniture? Quali forniture? Io voglio te!»

Lo ha detto con tale entusiasmo che gli occhi mi si sono velati di lacrime. Ho avuto l’impressione che il vero concorso l’ho vinto io. Forse ho trovato l’uomo della mia vita. Voglio stare per sempre con lui: ora è questo il mio sogno. Pensavo di andare a cercarlo in giro per il mondo e invece è stato lui a venire da me.

E se vinceremo la casa ci andremo a vivere insieme. Sarà la nostra Happy home.

Adesso sì che mi sembra di volare.

Articolo Sponsorizzato

Guido Vassallo

Insegno in una scuola media, ma la cosa che mi piace di più è imparare. Per questo leggo, per questo parlo con la gente e mi stupisco ogni volta dell'infinità dello spirito umano.