Il rock è morto?

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Anatomia di un potenziale decesso: perché la gente continua ad insistere sulla morte di un genere musicale fondamentale

A gennaio 2018, con una cerimonia tenuta al Madison Square Garden di New York, sono stati consegnati i premi Grammy ai migliori artisti internazionali per i risultati conseguiti nel settore della musica. Quest’anno la novità è stata l’introduzione di nuovi riconoscimenti legati al mondo del pop e dell’hip hop, mentre i premi collegati al mondo del rock, tristemente, sono stati attribuiti prima della trasmissione. Questo fatto abbastanza curioso ha motivato molti a rilanciare l’annosa ipotesi che il rock sia un genere musicale ormai morto e sepolto, e che, al giorno d’oggi, solo il pop e l’hip hop possano portare un tornaconto economico. Non aiuta il fatto che, nei principali ranking di vendita dei dischi (come Billboard, per fare un esempio), il rock non appaia fra i migliori.

The Beatles

È quindi vero ciò che si dice? Il treno del rock è arrivato al capolinea?Personalmente non credo a chi dà voce a tali perplessità. Si dice che il rock sia morto perché, come molte altre cose risalenti al secolo scorso, ha perso il suo incanto agli occhi della massa: al giorno d’oggi, sono altri i generi musicali prediletti dall’ascoltatore medio. Questo fatto ci sembra strano perché, non molti anni fa, il famoso rock’n’roll era il genere musicale dominante, con band come i Rolling Stones, i Led Zeppelin, i Doors, i Pink Floyd, i Beatles e molti altri che lo hanno reso popolare agli occhi del grande pubblico. Tuttavia, essendo un prodotto a tutti gli effetti, era inevitabile che raggiungesse un apice ed iniziasse il suo declino, spingendo le persone ad optare per altri generi musicali. L’essere umano è una specie animale in costante evoluzione: con il passare degli anni e delle generazioni, sono sorte nuove esigenze che hanno portato un cambio nelle proposte musicali, insieme allo sviluppo di altri prodotti culturali.

Red Hot Chili Peppers

Sull’argomento si sono pronunciati anche diversi artisti e membri di gruppi rock: nonostante Flea, il bassista deiRed Hot Chili Peppers, sia arrivato ad affermare inequivocabilmente che il tempo del rock sia finito, Richie Ramone (in un’intervista per la rivista colombiana “Radiónica” del 2017) ci ha rassicurati con queste parole:

«No, il rock non è mai morto. Semplicemente, è stato messo in secondo piano dall’hip hop, dal pop e dalla musica elettronica. Prima era sempre al primo posto; adesso è sceso di qualche posizione. Ciò nonostante, ci sono ancora molti ragazzi che cercano musica rock e vanno ai concerti, si tratta solo di trovarli. Il problema è che negli Stati Uniti non passano più molta musica rock nelle radio, ed i ragazzini di 8, 9 o 10 anni crescono ascoltando Justin Bieber e cose del genere. A meno che un amico non dica loro «Ehi, ascolta i Ramones», o Ozzy, è molto difficile che arrivino da te, perché non fanno più sentire il rock alla radio come prima. È questo ciò che sta succedendo al rock, secondo me: il fatto che non fa più parte dell’industria mainstream. Però c’è ancora molto rock, qua, là, in Europa, nonostante sia più difficile resistere al declino, di questi tempi».

 

Ramones

Dunque il rock, come accennavamo prima, non è scomparso: si è semplicemente declassato al livello di qualsiasi altro genere musicale. È per questo che quasi nessuno dei nuovi gruppi rock sta ricevendo la stessa attenzione a cui poteva aspirare quaranta o cinquant’anni fa, quando gli artisti rock sentivano la loro canzone in radio anche una volta ogni mezz’ora. Se può consolare, c’è anche chi sostiene che il rock sia morto ancora prima di nascere: verso la fine degli anni ’80, per esempio, critici del rock come Richard Meltzer e Nic Cohn credevano che l’evoluzione del rock dalla sua innocenza negli anni ’50 alla trasgressione degli anni ’60 avesse ucciso lo spirito libero del genere originale.

Per come la vedo io, questo è un momento molto interessante per la musica rock: non ci sono mai stati così tanti gruppi, né altrettante sotto-categorie, come in questo particolare periodo storico. E la cosa migliore è che le band emergenti sono giovani e possono dare voce ad i valori ed alle problematiche delle generazioni più recenti, includendo, spesso e volentieri, anche artisti di colore, gay e transessuali. Molti di loro riescono a ritagliarsi un posto sulla scena internazionale senza contratti da record o promozioni stellari, ma solo esibendosi in locali ed andando in tour nelle città limitrofe alla loro.

Se insistiamo, possiamo anche accettare l’ipotesi che il rock stia tenendo duro soprattutto grazie al ritorno del vinile che, in questi ultimi anni, ha fatto prendere fiato all’industria. Ed è innegabile che in questo campo, paradossalmente, comanda il rock: non solo con i principali classici di tutti i tempi, ma anche con artisti attualissimi. Il disco “Lazaretto” (2014) di Jack White, per esempio, è a tutti gli effetti il vinile più venduto negli Stati Uniti fra il 1994 ed il 2014, quindi il più comprato in vent’anni.

Lazaretto, Jack White

Il rock, in definitiva, non è morto: ancora oggi continuano a nascere gruppi di questo genere musicale che hanno un proprio seguito e riescono a raggiungere un successo silenzioso. La gente che sostiene il contrario dovrebbe fare più attenzione alla scena nazionale ed internazionale, dove le band lanciano nuove proposte ogni giorno. Artisti come Ty Segall, i Tame Impala e Black Angels tengono alto lo stendardo del rock vecchio stile; altri, come i Boogarins, Thee Oh Sees, i Black Keys, i Greta Van Fleet ed i Cloud Nothing ci dimostrano che c’è ancora tanta gente che ha la buona volontà di andare oltre la musica commerciale attuale.
Per quanto riguarda le nuove evoluzioni del rock, esistono tantissime band che cercano di proporre interpretazioni nuove di questo genere musicale: basta solo cercarle.

Articolo di Sara Migliorini

 

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